Tuscany Crossing Valdorcia (Si), 23.04.2016
Inviato: 24/04/2016, 17:19
Tuscany Crossing 2016 ovvero che bip mi sono iscritto a fare alla LUT?!
Beccarsi un'ora e passa di coda in autostrada non è il migliore dei modi per partire per un'avventura così, ma visto il ponte del 25, furbi noi a non averci pensato. Mi vedevo già a dover partire a stomaco vuoto, dopo una notte insonne in auto, ma per nostra fortuna gli organizzatori sono animati dall'ospitalità toscana più genuina e ci fanno trovare da mangiare nonostante le 22 di sera.
Quanto alla notte insonne...
Ci accampiamo alla buona nella sala manifestazioni visto che la palestra è già strapiena, tutto è buio , molti dormono già da ore e il rischio di inciampare su qualcuno e venire linciati non è trascurabile. Dopo mezzora di tentativi per cercare di spegnere le luci giuste, con un unico faretto che a fasi alterne punta dritto solo su di me rannicchiato nel mio sacco a pelo, possiamo finalmente metterci a dormire. E' quasi mezzanotte e visto che siamo nel cuore della sede della macchina organizzativa domani alle 4.30 tutti svegli, con gran gioia dei nostri compagni di camerata impegnati nella 50km che potrebbero dormire fino alle 6. Ok, 4 ore e mezzo di sonno sono già qualcosa, mille volte meglio che dormire in auto.
Così credevo fino all'una e mezza circa, quando arrivano altre tre persone che pensano bene di mettersi a gonfiare il materassino nella relativa quiete della sala. Alla 450esima pompata e per le successive 300, il mio unico pensiero è stato alla prossima sto bip di materassino esplode e moriamo tutti. Fosse esploso alla prima pompata sarebbe stato meno traumatico.
Tempo di dormire un'ora o due ed è già ora di svegliarsi: la sala si riempie di volontari e ultrarunners di esperienza vestiti di tutto punto che a pensare come sono equipaggiato io viene da chiedermi ulteriormente in cosa mi sto per imbarcare.
Gente con zainetti minimal e scarpe stradali per la prima frazione di 50km e io che la borsa per il cambio a metà: massì cosa vuoi che serva, quello che mi serve lo metto nello zaino adesso.
Gli ultimi preparativi fervono e alle 5 ci ritroviamo in 303 sulla linea di partenza, toccherà partire con la frontale perché, contro le mie previsioni, prima di mezzora, di luce non se ne parla.
Tempo per Paolo di fissare la bandiera di San Marco sullo zaino, di farmi dare qualche dritta dalla Natalina, che tanto per cambiare è senatrice anche di questa gara e poi via. Ore 5.15 la partenza in un'atmosfera da sogno del borgo medioevale, ore 5:18 il gruppo di testa, fra cui non so bene come mi ci ritrovo anch'io, si rende conto di aver sbagliato strada e fa retrofront. Perdersi quando ti mancano ancora 102km e ritrovarti in coda al gruppo non è che sia proprio di buon auspicio, ma almeno mi permette di godere dello spettacolo del serpentone umano, armato di frontali, che nella notte scende dalla Rocca di Castiglione. Tempo mezzora ed il sole che sta sorgendo ci trova a cercare di galleggiare sul fango argilloso che in più punti unito ai piovaschi improvvisi ha reso il percorso davvero impegnativo. Ore 6.15 passaggio per il borgo di Bagno Vignoni con la sua spettacolare vasca in pietra per i bagni termali, l'avessi trovata dopo l'80esimo km la mia corsa sarebbe finita li. Finalmente arrivo a Pienza ed al primo ristoro, per me che parto quasi a digiuno è una vera gioia trovare un ristoro così e se non ci fosse Paolo a farmi riprendere me ne starei un'altra mezzora a mangiar cacio. Il percorso continua poi a snodarsi fra verdi colline e piccoli borghi in un paesaggio da favola ed ogni tanto ci pensano i tratti fangosi a ricordarci che non siamo in vacanza. Basterebbe l'immagine del quad dell'organizzazione impegnato a trainare la moto da cross impantanata a far capire che col fango da queste parti c'è poco da scherzare. Poi è la volta di Montalcino, del passaggio dei 50km e del desiderio contagioso, trasmessoci, di farcela entro le 6 ore. Risultato: due km e passa di salita tirati manco ci fosse stato l'arrivo. Ci si riprende un po al ristoro con un bel piatto di pasta, ma niente Brunello: temo che i primi se lo siano scolato tutto, non saprei altrimenti spiegarmi i loro tempi da urlo. Continuano i piovaschi improvvisi alternati a sprazzi di sole che si diverte ad allietare le salite più impegnative, siamo infatti entrati nella seconda metà del percorso e oltre alla stanchezza inizia a farsi sentire anche il dislivello più serio. Si continua a socializzare ad ogni salita, contenti di aver qualcuno con cui dividere la fatica e la bandierina di Paolo che ci identifica chiaramente c'è più che d'aiuto. Ci pensa una bella salita infinita, fatta in pieno sole, a farmi entrare in crisi e si che è ancora presto: saremo al 70esimo km e pensavo di non aver problemi se non negli ultimi 20. Per fortuna non sono da solo, Paolo molla un po il ritmo e una parola dopo l'altra mi riprendo, giusto in tempo per la parte più dura: la salita al monte Amiata. Riprende a piovere e inizia anche ad essere freschetto, ma dopo aver tolto dallo zaino e riposto la giacca 4 volte non ne puoi più e decidi di infischiartene e di prenderti la pioggia. Per fortuna ci pensa il ristoro a metà della salita a rimetterci in sesto: due piatti di minestrone caldo che mi sono sognato anche stanotte e si riprende. Salite a tratti ripide e scivolose ma sappiamo che di là nascosta dalla nebbia c'è la rocca di Castiglione che ci aspetta. Finalmente si scollina ed è ora tempo di discese fatte corricchiando e di lunghi tratti in piano fatti camminando perchè la fatica si fa sentire eccome. Poi le nuvole basse spariscono ed ecco la Rocca che sembra voler prendersi gioco di noi e del nostro percorso dandoci l'impressione di andare costantemente nella direzione giusta per allontanarci. Ultimi interminabili km cercando ogni 10 secondi di carpire dal gps il momento esatto del superamento dei 100km, allietati da runner per nulla provati che ti passano come niente fosse ed infine l'ultima salita con il sole che tarda a fare capolino per godersi il nostro arrivo. Chiaramente è una licenza poetica: il sole si era già rotto di aspettarci da almeno un'ora ma siamo comunque riusciti ad arrivare con la luce sufficiente a non dover tirar fuori di nuovo le frontali. Se mi chiedete il tempo all'arrivo posso dirvi che non pioveva più, quanto alla posizione mia e di Paolo, mi pare fossimo in Toscana
Le classifiche le possono vedere tutti sul sito della Tuscany Crossing, quello che invece ha lasciato nel mio cuore spero di avervelo trasmesso almeno in parte
Leit motiv della giornata:
Che bip mi sono iscritto a fare alla Lut?
No, ma questa è l'ultima corsa lunga che faccio.
(Il tutto da ripetersi almeno 2 volte per km dal 70esimo al 75esimo)
Cose che mi sognerò per un pezzo:
La vasca di Vignoni
Il cacio del ristoro di Pienza
Il minestrone del monte Amiata
Le colline della Val D'Orcia ed il cerbiatto che all'imbrunire saltava correndo nell'erba alta, Manolli dimmi che non l'ho visto solo io come è invece stato con il puffo viola di 2 metri che spacciava licheni all'ultimo ristoro
Vorrei ringraziare in particolare modo l'organizzazione, i volontari tutti ed i tanti ultrarunners con cui ho avuto la fortuna di condividere questa avventura
Beccarsi un'ora e passa di coda in autostrada non è il migliore dei modi per partire per un'avventura così, ma visto il ponte del 25, furbi noi a non averci pensato. Mi vedevo già a dover partire a stomaco vuoto, dopo una notte insonne in auto, ma per nostra fortuna gli organizzatori sono animati dall'ospitalità toscana più genuina e ci fanno trovare da mangiare nonostante le 22 di sera.
Quanto alla notte insonne...
Ci accampiamo alla buona nella sala manifestazioni visto che la palestra è già strapiena, tutto è buio , molti dormono già da ore e il rischio di inciampare su qualcuno e venire linciati non è trascurabile. Dopo mezzora di tentativi per cercare di spegnere le luci giuste, con un unico faretto che a fasi alterne punta dritto solo su di me rannicchiato nel mio sacco a pelo, possiamo finalmente metterci a dormire. E' quasi mezzanotte e visto che siamo nel cuore della sede della macchina organizzativa domani alle 4.30 tutti svegli, con gran gioia dei nostri compagni di camerata impegnati nella 50km che potrebbero dormire fino alle 6. Ok, 4 ore e mezzo di sonno sono già qualcosa, mille volte meglio che dormire in auto.
Così credevo fino all'una e mezza circa, quando arrivano altre tre persone che pensano bene di mettersi a gonfiare il materassino nella relativa quiete della sala. Alla 450esima pompata e per le successive 300, il mio unico pensiero è stato alla prossima sto bip di materassino esplode e moriamo tutti. Fosse esploso alla prima pompata sarebbe stato meno traumatico.
Tempo di dormire un'ora o due ed è già ora di svegliarsi: la sala si riempie di volontari e ultrarunners di esperienza vestiti di tutto punto che a pensare come sono equipaggiato io viene da chiedermi ulteriormente in cosa mi sto per imbarcare.
Gente con zainetti minimal e scarpe stradali per la prima frazione di 50km e io che la borsa per il cambio a metà: massì cosa vuoi che serva, quello che mi serve lo metto nello zaino adesso.
Gli ultimi preparativi fervono e alle 5 ci ritroviamo in 303 sulla linea di partenza, toccherà partire con la frontale perché, contro le mie previsioni, prima di mezzora, di luce non se ne parla.
Tempo per Paolo di fissare la bandiera di San Marco sullo zaino, di farmi dare qualche dritta dalla Natalina, che tanto per cambiare è senatrice anche di questa gara e poi via. Ore 5.15 la partenza in un'atmosfera da sogno del borgo medioevale, ore 5:18 il gruppo di testa, fra cui non so bene come mi ci ritrovo anch'io, si rende conto di aver sbagliato strada e fa retrofront. Perdersi quando ti mancano ancora 102km e ritrovarti in coda al gruppo non è che sia proprio di buon auspicio, ma almeno mi permette di godere dello spettacolo del serpentone umano, armato di frontali, che nella notte scende dalla Rocca di Castiglione. Tempo mezzora ed il sole che sta sorgendo ci trova a cercare di galleggiare sul fango argilloso che in più punti unito ai piovaschi improvvisi ha reso il percorso davvero impegnativo. Ore 6.15 passaggio per il borgo di Bagno Vignoni con la sua spettacolare vasca in pietra per i bagni termali, l'avessi trovata dopo l'80esimo km la mia corsa sarebbe finita li. Finalmente arrivo a Pienza ed al primo ristoro, per me che parto quasi a digiuno è una vera gioia trovare un ristoro così e se non ci fosse Paolo a farmi riprendere me ne starei un'altra mezzora a mangiar cacio. Il percorso continua poi a snodarsi fra verdi colline e piccoli borghi in un paesaggio da favola ed ogni tanto ci pensano i tratti fangosi a ricordarci che non siamo in vacanza. Basterebbe l'immagine del quad dell'organizzazione impegnato a trainare la moto da cross impantanata a far capire che col fango da queste parti c'è poco da scherzare. Poi è la volta di Montalcino, del passaggio dei 50km e del desiderio contagioso, trasmessoci, di farcela entro le 6 ore. Risultato: due km e passa di salita tirati manco ci fosse stato l'arrivo. Ci si riprende un po al ristoro con un bel piatto di pasta, ma niente Brunello: temo che i primi se lo siano scolato tutto, non saprei altrimenti spiegarmi i loro tempi da urlo. Continuano i piovaschi improvvisi alternati a sprazzi di sole che si diverte ad allietare le salite più impegnative, siamo infatti entrati nella seconda metà del percorso e oltre alla stanchezza inizia a farsi sentire anche il dislivello più serio. Si continua a socializzare ad ogni salita, contenti di aver qualcuno con cui dividere la fatica e la bandierina di Paolo che ci identifica chiaramente c'è più che d'aiuto. Ci pensa una bella salita infinita, fatta in pieno sole, a farmi entrare in crisi e si che è ancora presto: saremo al 70esimo km e pensavo di non aver problemi se non negli ultimi 20. Per fortuna non sono da solo, Paolo molla un po il ritmo e una parola dopo l'altra mi riprendo, giusto in tempo per la parte più dura: la salita al monte Amiata. Riprende a piovere e inizia anche ad essere freschetto, ma dopo aver tolto dallo zaino e riposto la giacca 4 volte non ne puoi più e decidi di infischiartene e di prenderti la pioggia. Per fortuna ci pensa il ristoro a metà della salita a rimetterci in sesto: due piatti di minestrone caldo che mi sono sognato anche stanotte e si riprende. Salite a tratti ripide e scivolose ma sappiamo che di là nascosta dalla nebbia c'è la rocca di Castiglione che ci aspetta. Finalmente si scollina ed è ora tempo di discese fatte corricchiando e di lunghi tratti in piano fatti camminando perchè la fatica si fa sentire eccome. Poi le nuvole basse spariscono ed ecco la Rocca che sembra voler prendersi gioco di noi e del nostro percorso dandoci l'impressione di andare costantemente nella direzione giusta per allontanarci. Ultimi interminabili km cercando ogni 10 secondi di carpire dal gps il momento esatto del superamento dei 100km, allietati da runner per nulla provati che ti passano come niente fosse ed infine l'ultima salita con il sole che tarda a fare capolino per godersi il nostro arrivo. Chiaramente è una licenza poetica: il sole si era già rotto di aspettarci da almeno un'ora ma siamo comunque riusciti ad arrivare con la luce sufficiente a non dover tirar fuori di nuovo le frontali. Se mi chiedete il tempo all'arrivo posso dirvi che non pioveva più, quanto alla posizione mia e di Paolo, mi pare fossimo in Toscana
Le classifiche le possono vedere tutti sul sito della Tuscany Crossing, quello che invece ha lasciato nel mio cuore spero di avervelo trasmesso almeno in parte
Leit motiv della giornata:
Che bip mi sono iscritto a fare alla Lut?
No, ma questa è l'ultima corsa lunga che faccio.
(Il tutto da ripetersi almeno 2 volte per km dal 70esimo al 75esimo)
Cose che mi sognerò per un pezzo:
La vasca di Vignoni
Il cacio del ristoro di Pienza
Il minestrone del monte Amiata
Le colline della Val D'Orcia ed il cerbiatto che all'imbrunire saltava correndo nell'erba alta, Manolli dimmi che non l'ho visto solo io come è invece stato con il puffo viola di 2 metri che spacciava licheni all'ultimo ristoro
Vorrei ringraziare in particolare modo l'organizzazione, i volontari tutti ed i tanti ultrarunners con cui ho avuto la fortuna di condividere questa avventura