
ph. Stefano Jeantet
Appuntamento quotidiano con i ricordi del Tor.
Provate a immaginare la mente di chi è ora a casa, o al lavoro, dopo una settimana (o quasi) dalla conclusione di questa esperienza. È tutt'altro che calma piatta. Siamo più vicini ad un vulcano o ad una pentola in ebollizione.... ho reso l'idea?
Spero che questi flashback piacciano, che vengano letti, ma soprattutto che possano contribuire a dare l'idea di che cos'è questo grande caleidoscopio di nome Tor des Géants.
Non mi piace l'enfasi epica, tipo "sei un eroe", non mi piace l'enfasi del martirio, tipo "si fa per soffrire"... No, a me piacciono altre cose e le ritrovo tutte in questo bellissimo giro.
Prima di tutto la montagna. L'ambiente dell'alta montagna, con le sue grandi dimensioni,quegli spazi aperti, ampi, dilatati, che si trovano in Val d'Aosta e non per esempio sulle Alpi Orientali. Grandi, ebnormi distese di pascoli o sassi o rocce e ghiacci e poco o nulla di umano in vista. Non quel continuo di baite, baitine, o strade e stradine, qua ci sono posti in cui non vedi nulla di antropico per chilometri e chilometri. Sei tu e la montagna. Stop. Se ti piace, è il paradiso. Se non ti piace o se ti fa paura. Ecco meglio non provarci nemmeno.
A me piace il silenzio. Adoro il silenzio, non sentire nemmeno il brusio di un'auto o il rombo di una moto.
Mi piace la solitudine. Sì, il primo giorno di Tor per me è un po' un contrasto, tra l'emozione della partenza, la condivisione con gli altri atleti, molti dei quali sono amici, e tutti quei festeggiamenti incitamenti lungo il percorso. Già dopo il Deffeyes non ne posso più. Ma poi penso che "tra qualche ora saremo io e la Luna, le cime e le stelle". E così è, puntualmente, dopo Valgrisa, si entra in una dimensione da sogno, ma anche da incubo perché la sequenza notturna dei tre colli maledetti è davvero micidiale. ma questo è un altro tema e rientra nel capitolo amore/odio per l'Entrelor e per il Loson.
Mi piacciono i tramonti perché regalano delle viste con colori meravigliosi, ma mi piacciono anche le albe, soprattutto quando arriva il sole a scaldarti le ossa infreddolite dalla notte.
Mi piace il the caldo offerto da chi sta sveglio di notte ad aspettarti, come all'Alpe Djouan.
Mi piacciono le sagome tetre delle vette, delle creste e delle rocce durante la notte. Mi sono piaciute in particolare, lo scorso anno, quelle tra la Barma e il colle della Vecchia, quest'anno ho apprezzato quelle del Deus Sauts e del Monte Bianco!
Per oggi può bastare, ho già il magone.