E andiamo a vedere chi c'è a prendersi a legnate sui denti...
Tra i maschi, il favorito numero uno è sempre lo stesso: campione uscente con una dimostrazione di forza spaventosa nelle ultime sette/otto miglia l'anno scorso, vincitore quest'anno di tre garette dell'oratorio come Western States, Leadville e Run Rabbit Run, Ultrarunner of the Year 2013 (e seriamente indiziato anche per il 2014)... the beard that kills:
Rob Krar.
Sembra tutto detto e fatto, ma... è una gara difficile e tirata, e sulla distanza Rob si è ritirato una volta alla JFK 50, ed è stato battuto a Lake Sonoma. In entrambi i casi, a vincere è stato un ragazzino che fino a qualche mese fa lavorava sulle crociere e si allenava per la maggior parte del tempo sul treadmill o sullo stairmaster:
Zach Miller
Zach viene da un ottima stagione, ma ha nelle gambe il Mondiale dellla 100km di venerdì in Qatar ed i Templiers del mese scorso, dove è esploso nel finale trascinandosi fino all'arrivo. Per battere Robertino credo serva il massimo delle energie fisiche e mentali, mi sa che il giovane Zach questa volta vedrà la barba solo da dietro. Altro candidato a spodestare Krar è
Sage Canaday, che vediamo sorreggere Zach nella foto dei Templiers. Sulla qualità del Saggio, pochi dubitano: maratoneta eccellente, dopo essere stato nel gruppo degli Hansons (no, non quelli di Paul Newman, il gruppo di maratoneti elite sponsorizzato da Brooks) si è dedicato alle MUT con risultati eccellenti. Manca ancora di qualcosa sul tecnico, ma in un percorso così, ci va a nozze. Ha da riscattare due anni fa, quando si perse, e l'anno scorso quando non partì per un influenza. Se non ha passato troppo tempo a registrare i suoi video tutorial o dietro ai progetti olistici della sua fidanzata Sandi, sarà lui a cercare di rovinare il Natale a Rob.
Tra i volti noti, le due incognite più grandi sono
Dakota El Presidente Jones e
Dylan Bowman. Dakota qui ha già fatto del male nel 2010 e nel 2011 con un quarto ed un secondo posto. Ma da allora si sono affacciati a questo mondo i Young Guns provenienti dalla strada, e l'ex promessa di Durango ha avuto risultati altalenanti. Decimo a Transvulcania (dove però colse una vittoria epocale), ritiro alla Hardrock, ritiro all'UTMB, non è mai stato nel vivo della competizione quest'anno fino al mese scorso dove ha vinto il titolo USA nella trail marathon con una prestazione maiuscola alla Moab Trail Marathon: segnale che El Presidente ha lavorato duro, chissà che non rifili una lezione ai miscredenti.
Dylan D-Bow Bowman ha staccato la spina dopo il terzo posto della Western States. Il bravo ragazzo della porta accanto, tutto famiglia, fidanzata, lavoro e sentieri, si è preso un break per ricaricare le pile dopo aver preparato come un ossesso la Big Dance, dove è arrivato terzo. Si dice contento, fedele alla sua immagine tutta casa e oratorio, ma secondo me il ragazzo ha dentro la voglia di dare finalmente una sportellata in faccia a quel barbone di Krar che ha preso il posto che sembrava destinato a lui. Quindi ce la metterà tutta. Ah, qui ha già fatto bene (settimo e quinto), e vive a Marin: se non ha addirittura fatto trappole vietnamite per gli altri, minimo minimo potrebbe fare il percorso bendato all'indietro dopo aver fatto un viaggio con la Corriera Veneta del Casto. Occhio.
Voglia di rischiare? Ecco qui due nomi caldi:
Mike Aish e
Alex Varner.
Il kiwi Aish è uno che sa il fatto suo: due olimpiadi, 2:13 sulla maratona, velocità fotonica. Da quando si è dedicato alle ultra, ha fatto scuola per le sue esplosioni a metà gara scarsa, ma quest'anno ha dato dimostrazione di aver imparato la lezione o di avere una voglia di soffrire abnorme. Alla Leadville ha intrapreso (e vinto) un duello all'arma bianca con nientemeno che Ian Sharman, campione uscente, sorpassandosi ripetutamente nelle ultime 20 miglia che manco all'epoca di Senna e Prost. Ok, dietro a Krar, ma su 50 miglia... chissà che non si prenda la sua rivincita! Di sicuro partirà per stare nel gruppo di testa: di lì, podio o death march.
Alex Varner si è affacciato da poco al mondo delle Ultra, ma che sia un atleta veloce non ci sono dubbi. Secondo alla Way Too Cool, quarto a Lake Sonoma dietro ai tre tenores Krar/Miller/Canady, settimo alla Western States al debutto sulle 100 miglia e per chiudere in bellezza ventiseiesimo alla NY Marathon.
Inoltre è di Marin county ed è malato della Dipsea race, che in tempo reale ha già vinto (la gara in realtà ha un complicato sistema di abbuoni per l'età). Mi sa che dirà la sua...
Il resto del mondo.
C'è almeno una trentina di nomi buoni per entrare nei primi cinque, vediamone qualcuno.
Dalla cara vecchia Europa, arrivano il Team Salomon schiera Tofol Castanyer, quest'anno secondo all'UTMB e già vincitore della CCC, Michel Lanne, un nome una garanzia, ed il greco Teodorakis (occhio che questo la velocità ce l'ha tutta). Sarà alla partenza anche Greg Vollet, il team manager, ma sappiamo tutti che tirerà come un ossesso i primi 15 chilometri e poi si ritirerà come sempre. Credo punti a prendere la fibbia dei 10 anni di DNF alla TNF EC.
Chris Vargo è un altro dei giovani che filano, la sua carriera è iniziata proprio qui con un terzo posto spettacolare l'anno scorso. Poi anno altalenante con tanti ritiri e due vittorie: alla WTC 50 e alla UROC, però diciamoci la verità, quest'anno alla UROC non c'era nessuno.Paul Hamilton mi sembra più uno da gare montane, mentre Jorge Cioccolatino Maravilla è uno che potrebbe dire la sua giocando in casa come il suo socio nel negozio San Francisco Running Company Brett Rivers. Altri residenti di San Fran indiziati ad una grande gara se in giornata? Rickey Gates, l'uomo dai baffi a manubrio, e Galen Burrel. Dave Mackey sembra abbia passato i suoi giorni migliori, mentre Joe Uhan e Timmy Olson da quando si imbottiscono di carne e grassi con la dieta Paleo non sono più gli stessi, e tendenzialmente sono comunque bestie da centomiglia. Mike Wardian avrebbe anche qualche possibilità per la natura del percorso, ma ha fatto i Mondiali di 100km e si è poi dispiaciuto di non riuscire il giorno dopo ad essere alla partenza della JFK 50 perchè non c'era un aereo per riportarlo indietro in tempo. Probabilmente questo weekend correrà una maratona sabato, una 100 domenica e lunedì una 12 ore... difficile pensare che vada ad impensierire i mostri sacri. Per l'Italia, il rivierasco Michele Graglia, il bello di Sanremo. ex modello di intimo, ha fatto vedere a San Diego 100 e poi alla AC 100 che ne ha da vendere. Bello, ricco, famoso, veloce, si sta affermando nel mondo ultra a stelle e strisce... Maalox per tutti?
Siccome sono bravo, vi do anche la dritta sul nome che potrebbe far saltare il banco. Tim Tollefson.
Team Nike, prima ultra della sua vita vince il titolo 50km USA e demolisce il record del percorso. Di chi era? Un tale Max King... Serve altro? Non dite poi che non vi avevo avvertito.