augusto losio ha scritto:checo, e quindi?
certo che è così, ma certo pure che ci sono tanti (beh, tanti...alcuni) movimenti che dal basso si muovono e creano alternative.
ma non nell'iperuranio, qui e ora.
...
Conosco, conosco...
Ma non mi spiego alcune cosette o meglio, le uniche spiegazioni logiche mi lasciano fra il perplesso e lo deluso.
Del tipo: 2008, avviata la crisi ed economie del mondo occidentale (per generalizzare) in recessione, faccio una riflessione; adesso è finalmente il momento della
decrescita felice. Rimasta in sordina per decenni dimostrerà al mondo che il modello impostato sulla crescita infinita dei consumi non può reggere e che il vero progresso economico, umano e sociale può arrivare solo abbracciando il modello alternativo. Ebbene.? Scomparsa dalla scena, mentre le grosse industrie stanno investendo notevoli risorse in vista del declino dell'era del petrolio. L'età della pietra non finì per l'esaurimento dei sassi, ma per il superamento di quella tecnologia.
Se acquisti tramite GAS e fai il conto di quanto gasolio bruciano i (piccoli) fornitori a consegnare la merce e ciascun socio ad andare a prendersi la sua quota, vedi che è meno inquinante comprare al supermercato le banane che arrivano da un altro continente, perché trasportate con un sistema più efficiente (ah, i miracoli della concorrenza..). Quindi è meglio allora se mi autoproduco il cibo e vado a lavorare l'orto in bicicletta; non spendo e non inquino, ma poi per portare a casa la legna dal campo ho qualche problemino. E' anche vero che se i vecchi dicevano che la legna ti scalda tre volte: a tagliarla, a spaccarla e a bruciarla, potremmo aggiungerne una quarta: a trasportarla.? L'alternativa sarebbe tornare al trasporto animale.? Forse più concrete ed ecologiche non sono forse certe case automobilistiche (non la ex Fiat..) che stanno investendo centinaia di miliardi su auto elettriche o a idrogeno.? E qui torniamo alla pubblicità incriminata; se le vendite attuali servono (anche) a finanziare la ricerca per l'innovazione in questo senso, non vedo dove ci possa essere lo scandalo.
Esempio personale: per quanto possibile mi fabbrico i mobili di casa, vado a fare l'orto in bicicletta, mi faccio il pane, ecc. Poi magari per lavoro collaboro con una ditta che fa componenti per un grosso mobilificio svedese famoso per scaricare i costi di montaggio sul cliente finale

. Siccome sono molto efficienti, battono la concorrenza di paesi che hanno costi di manodopera dieci volte più bassi e hanno bisogno di formare i nuovi assunti. Che faccio, mi rifiuto di lavorare, seppur indirettamente, per la multinazionale brutta e cattiva.? Eppure i loro mobili sono (a conti fatti) più ecologici dei miei e il calcolo è presto fatto: pago un mobile finito meno di quanto pagherei io il materiale grezzo che è servito per realizzarlo, perché producendo milioni di pezzi anziché uno alla volta si riescono a fare delle economie di scala con una efficienza spaziale. Con l'energia elettrica che uso io per fare il mio mobiletto autocostruito, ecologico ecc. ecc., loro ne fanno circa 150 equivalenti (sono del settore, so quello che dico). Volendo avrei ancora gli strumenti dei miei antenati (ho pialle datate 1876) e le abilità per fare il tutto anche senza elettricità, ma ti garantisco che in quel caso per vivere del mio lavoro dovrei resettare la mia vita a 150 anni fa (non starei quindi qui a scrivere questo, per esempio..

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Concludendo, nel rispetto di tutti i punti di vista, col tempo ho capito che spesso è meglio essere più concreti e con meno preconcetti, per essere davvero rispettosi della natura, e soprattutto non dare (pre)giudizi superficiali e troppo affrettati sulle cose.