Che esperienza il Tor!
E non parlo solo della gara, ma di tutto quello che ci sta intorno! Montagne infinite a vista d'occhio, dietro ogni colle ne trovi un'altro e poi un'altro ancora... sali e ti sembra di non vedere più la fine della salita, scollini e non finisce più la discesa... fai ore con qualcuno che hai conosciuto da poche ore e per ammazzare il tempo in salita ti ritrovi a parlare di politica e a scoprire che nella vita ti occupi delle stesse cose... i volontari ti accolgono come un eroe e sono disponibilissimi... ti svegliano quando glielo chiedi, ti portano il piatto al tavolo, ti condiscono l'insalata... ti mettono quasi in imbarazzo... scopri che anche loro si fanno 25/30 ore di turno ininterrotto... e poi la notte... la solitudine (che io in buona parte ho cercato) e il ritrovarti in una dimensione intima che ti fa sentire pienamente vivo... e poi le persone che ti vogliono bene che forse mai hai sentito così vicine...
certo è una gara... ma anche un lungo viaggio e non solo per i km...ecco quindi che se ti devi arrendere perchè una parte del tuo corpo ti fa sentire troppo dolore, non ci sono rimpianti o rammarichi, perchè fin lì hai vissuto un viaggio fantastico... pazienza si ritenterà un altro anno per concluderlo, ma quello che ti ha dato non te lo toglierà nessuno!
Per la cronaca, come ho detto a Pollo, tutto andava troppo bene, alimentazione, idratazione, veglia, sonno, ritmo sempre uguale... poi il dolorino che si fa sentire... il medico che ti dice valuta però stacci attento... finchè il dolore si fa sentire anche in salita e appena sotto il col di nana, con una stupenda alba sul Mote Rosa, decido che è meglio non compromettere ulteriormente la situazione. E comunque oggi mi ritrovo con una caviglia come un melone
Un grazie di cuore per gli incitamenti! Giuro si sentivano!