la mia TCE
Meno folkloristica dell'anno scorso, perché 'sto giro s'è tornati a casa presterrimo, senza finire incatenati a un "gototour" (anche perché mancava il Fede), senza le sorsate di grappa col Rasentin, nella tiepida brezza del pomeriggio tirato a sera.
"Coach, c'ho mica voglia, sai?" confesso al telefono, sabato sera, mentre guido nell'ignoto buio euganeo (padovani: ma come caxxo fate a non perdervi in 'sti posti???).
In realtà, la TCE non era affatto in programma, perché quest'anno si cerca di dare un senso alla preparazione, più per onorare il denaro speso (da amici e parenti) per mandarmi a far gare

, che per una reale coscienza tecnico-agonistica (Dandan definisce la mia preparazione "a cazzum").
Però Emme, quel maledetto, m'ha schiaffato addosso tutta la ticiechite con una mail.
"niente TCE quest'anno?"
E allora ti ricordi di quanto sia bella e divertente, di quanto sia festosa e della Primavera che colora quei sentieri.
"fammi vede' come stanno le cose a casa..." l'unica risposta possibile.
Risultato? In furgone, sabato sera, a beccarsi il parcheggio comodo alla partenza

: prevedibile!
Il percorso della TCE è un parcogiochi: tecnico, anche scorrevole, cattivo il giusto. Le discese "secche" di quest'anno regalavano brividi polverosi e ti mettevano sotto ai piedi una voglia di saltare un po' monella, come quella dei bimbi che saltano sul divano quando la mamma non c'è.
Top flash della giornata?
- una bimba che, dopo avermi informata con orgoglio della sua partecipazione alla miniTCE, mi fa "ma oggi non avevi le braghe da clown, però".
(I bocia...peccato non averli visti partire!)
- l'occhiataccia col Roby qualche metro prima dell'arrivo
- la salita al Monte della Madonna "al veleno"
- Beppe (Marazzi) che ti fa i complimenti (oooooooh! Roba da cornice!)
- il senso di squadra, che forse è solo un accostamento cromatico, ma che fa il suo, dandoti un po' di slancio
- i "ristoratori", indistruttibili
- il Coach stupito, all'arrivo
Bravi ragassi, anca se sì padovani

(scherzoooooo)
11 e lode alla TCE