Wifi ha scritto:non mi rendo conto se è incoscienza o troppa sicurezza ...

Non voglio creare una polemica, ma leggendo molti interventi mi pare che ci sia una scarsa conoscenza del mondo alpinistico.
In questo mondo, almeno nella stragrande maggioranza dei casi, chi fa azioni che poi vengono classificate come "estreme" deve essere l'esatto contrario di ciò che scrivi. Perché se vai di incoscienza, ti caghi sotto alla prima voragine che ti si apre sotto i piedi, se hai troppa sicurezza l'errore capita.
In questo mondo, fare video di azioni "estreme", non è una novità. E' da quando hanno inventato le cineprese che si registrano le abilità degli alpinisti in quello che oggi viene chiamato "free solo". Ci sono video che risalgono ai primi anni del 900...
Ricordate Manolo nello spot del celebre orologio? mi pare avesse ben più visibilità di un video su youtube...
Le imprese di Alain Robert che scalava i principali grattacieli e monumenti nel mondo non mi pare abbiano avuto frotte di imitatori, nonostante siano state trasmesse da tutti i telegiornali.
Per fare certe azioni bisogna avere una grande esperienza, fare cose che in realtà sono sotto al proprio livello senza MAI sottovalutare l'azione. Solo così si può vedere un video di Alexander Huber che libera la Hasse Brandler sulla Cima Grande di Lavaredo che arriva al 7a+, ma Alexander in quel periodo riesce a chiudere dei 9a...
E il film di Alex Honnold? Alone on the Wall è girato dalla National Geographic mai visto?
Le difficoltà incontrate dal citato Ueli Steck nel fare la Nord dell'Eiger in 2h47m33s sono altro che quelle incontrate in questo video.
Gli esempi possono essere innumerevoli, ma torno al personaggio Kilian, scusate ma i video di Summits of my life sono strapieni di scene come questa, dove sta la novità?
Kilian qualcuno dice che è giovane, ma mi pare viva e vada in montagna da un pezzo, immagino abbia una buona esperienza. E credo che sia anche cosciente della realtà e dei pericoli. Il primo film di Summits of my life è dedicato alla memoria di Stéfane Brosse morto mentre lo accompagnava nella prima impresa.
Quoto in pieno moli, è notizia dell'altro giorno che un turista è partito da un rifugio in Val Aurina verso il Picco dei Tre Signori (quasi 3500) in maglietta e pantaloncini. Si è perso, alle 19 ha chiamato i soccorsi, nel buio è riuscito ad indirizzarli con una luce. Lo hanno raggiunto all'una. Tardi, è morto assiderato. Mi spiace, ma io non trovo qualcuno da incolpare.
Detto questo, purtroppo l'incidente ci può sempre stare. Può capitare all'alpinista estremo che magari sta facendo una cosa che per lui è sotto al suo livello così come al turista (e non solo) che inciampa in un sentiero. Per chi non è dell'ambiente quello sul sentiero è un incidente, mentre l'altro "se l'è cercata". Purtroppo ho sentito queste parole espresse nei confronti di miei amici (si, ne ho persi diversi in montagna). Fanno male. Col tempo però ho imparato a non ascoltarle perché frutto solo di una "profonda ignoranza".
Scusate l'intrusione,
torno nell'oblio,
Silvano