Mi spiego meglio, sono stato frettoloso ineffetti
Il mio punto è semplice: correre 30km e correrne 70km è molto, molto diverso. Nel secondo caso entrano in gioco dei fattori che non è pensabile prendere in considerazione nel primo, dall'alimentazione alla reazione del fisico a 12/15 ore sulle gambe in giro per montagne. Non intendo generalizzare eccessivamente, ma incrociando un po' di letteratura e un po' di esperienza personale, giungo alla conclusione che il 70% sia un buon compromesso per arrivare a capire di cosa stiamo parlando. Se mi alleno per una 50km e ne metto insieme 35, non è la stessa cosa ma è un compromesso accettabile. Allo stesso modo, mettersi alla prova su una gara di 45/50 km, magari corsa senza tirarsi troppo il collo e con approccio "sperimentale", in vista di una da 70km è un buon sistema per non ritrovarsi del tutto impreparati, fisicamente e mentalmente.
I recuperi? Ovviamente vanno rispettati in modo sensato, la settimana successiva al lunghissimissimo si farà scarico, corsetta leggera, nuovo, bici, quello che più vi piace, ma avremmo messo del gran bel fieno in cascina per la gara.
Non condivido l'utilità di allenamenti brevi e intensi per gare lunghe e ad intensità ridotte, si vanno ad allenare aspetti che negli ultra-trail servono a poco: certo, è utile allenarsi alla resistenza alla fatica, ma un conto è resistere ad una fatica, intensa a piacere, per mezz'ora mentre tutt'altra cosa è sopportare una fatica, seppur più lieve, per una decina di ore. Sono due impostazioni di allenamento poco compatibili, secondo me.
Disclaimer d'obbligo: queste sono tutte delle gran belle seghe mentali

l'adattabilità di ognuno di noi alle condizioni che incontriamo è diversa, e varierà di gara in gara. Ci sono state e ci saranno sempre delle splendide soprese, persone che con poco o niente nell gambe chiudono la prima ultra senza colpo ferire e divertendosi un mondo, sul forum se ne leggono spesso di storie così. La base atletica di ognuno di noi, il motore e la carrozzeria per non parlare delle sospensioni che ci portiamo dietro sui sentieri ci faranno scrivere storie sempre diverse, è il bello del nostro sport. Alan per esempio sta andando molto bene su distanze già importanti anche con allenamenti non esagerati come lunghezza, significa che il suo fisico turbo bionico è in grado di gestire queste distanze alla grande e questa cosa, ogni volta che ci penso, mi fa gasare più di quando vedo Kilian vincere una gara
Tuttavia, potrebbe anche non andare così ed è per questo che ha senso cercare delle linee guida generali per l'allenamento, che facciano per lo meno un po' da riferimento per tutti. Quello che ho vissuto io, per esempio, è che si possono correre 55km con 4300m D+ solo con allenamenti fino ai 25km max nelle gambe e allenando pochissimo le gambe alla salita... si può fare, certo, e l'ho anche fatto, ma se dicessi che non ho remato durante l'ultimo terzo di gara mentirei: e non parlo di flessioni nella performance, di rallentamenti che ti portano ad andare un po' al trotto facendo le foto al paesaggio. E no, parlo di sofferenza vera, di crisi di nausea e di debolezza fuori da ogni logica, di quei patimenti che ti fanno seriamente riflettere sul fatto che tu abbia persino pagato per essere lì in quel momento. Basta vedere come persone esperte e con allenamenti sensati nelle gambe gestiscono le lunghe per capire che sì, si può fare tutto, ma godersi il proprio tempo sui sentieri è importante e vale la pena investire un po' del nostro tempo per riuscirci al meglio (lo dico da padre di famiglia con lavoro full-time impegnativo, sia chiaro).
Buoni sentieri,
A.