Re: La cosa bella di oggi
Inviato: 06/01/2016, 14:59
...sono quasi le sette di mattina e, dopo un continuo rigirarmi nel letto decido di alzarmi, vado in bagno per le abluzioni e poi in cucina per la colazione; a 54 anni credevo, che le delusioni per una partita di pallone persa, seppur importante come il derby, non potessero più turbarmi il sonno, come quando ero ragazzino e andavo allo stadio a vedere il Genoa, mano nella mano con mio padre.
Invece...continuavano a venirmi in mente le "migliaia" di occasioni da rete sprecate dai miei "beniamini" e la gioia dei cuginastri con la maglia da ciclisti (senza offesa per questi ultimi sia chiaro) al fischio finale.
Finito di far colazione, accendo un po il computer, leggo due notizie e poi inizio a cambiarmi: termica, ciclisti (ach, sempre loro) lunghi e felpati, scaldacollo, berretto, guanti...decido da fare prima un po di cyclette, poi dopo quindici minuti di cricetamento sui pedali, esco all'aria fresca..anzi fredda.
La bruma sui colli vela il sole che fa capolino da Costa d'Orero e la tramontana mi accarezza le spalle; non inizio di corsa ma di camminata veloce sul tratto in asfalto che mi porterà al sentiero, il camino della Gina fuma già, mentre la Rita è già nel cortile, pulitissimo, a spazzare.
Le mie vecchiette, cordiali, schiette..belle !
Inizio ad inerpicarmi e, il freddo aumenta così come il sudore che sentenzia che il "motore" è partito. Prima di arrivare a Serra e al suo piazzale, intravedo, nelle stalle del Giamba, il vapore delle nari dei suoi manzi che, ruminando placidi, mi danno il buongiorno.
Passo davanti al Cimitero e al Cippo dei Caduti della IGM e IIGM, recito un Eterno riposo (quanti lo fanno ancora oggidì, tutti presi da fretta e materialismo ?) e proseguo, arrivando al Piazzale per poi girare verso la Borgata detta "Il Castello".
Qui sono immerso nel bosco dove, i raggi del sole, realizzano bellissime luminarie tramite la galaverna posata sugli alberi, la salita incalza ma alfine giungo al benedetto Castello, dove sono accolto da un sonoro latrare e un più sommesso muggire: i cani, i buoi e le mucche di questa borgata non mi fanno mai mancare il loro "supporto".
Inizia la discesa: le Borgate del Paxio, di Cà di Brocco, di San Martino scorrono via veloci per farmi arrivare, dopo quasi due ore a quella della Fraccia dove incontro Luigi che mi saluta con tre dita...Luigi è doriano e il Doria ieri ha vinto il derby 3-2, gli sorrido e lui mi chiede se voglio il caffè che accetto volentieri; entro per un attimo nella sua cucina che mi avvoge nel tepore della stufa a legna e trovo le tazzine già pronte, sua moglie era stata velocissima, scambiamo due chiacchere sulla partita, sul tempo, poi ringrazio, saluto e riparto.
Arrivo al vecchio asilo delle suore e a suoi due pini centenari, prendo la scalinata che porta all'osteria e da qui giungo a casa, dopo due ore di "lettura" impagabile...
il derby perso ? non ci penso più...
saluti
Piero e famiglia
Invece...continuavano a venirmi in mente le "migliaia" di occasioni da rete sprecate dai miei "beniamini" e la gioia dei cuginastri con la maglia da ciclisti (senza offesa per questi ultimi sia chiaro) al fischio finale.
Finito di far colazione, accendo un po il computer, leggo due notizie e poi inizio a cambiarmi: termica, ciclisti (ach, sempre loro) lunghi e felpati, scaldacollo, berretto, guanti...decido da fare prima un po di cyclette, poi dopo quindici minuti di cricetamento sui pedali, esco all'aria fresca..anzi fredda.
La bruma sui colli vela il sole che fa capolino da Costa d'Orero e la tramontana mi accarezza le spalle; non inizio di corsa ma di camminata veloce sul tratto in asfalto che mi porterà al sentiero, il camino della Gina fuma già, mentre la Rita è già nel cortile, pulitissimo, a spazzare.
Le mie vecchiette, cordiali, schiette..belle !
Inizio ad inerpicarmi e, il freddo aumenta così come il sudore che sentenzia che il "motore" è partito. Prima di arrivare a Serra e al suo piazzale, intravedo, nelle stalle del Giamba, il vapore delle nari dei suoi manzi che, ruminando placidi, mi danno il buongiorno.
Passo davanti al Cimitero e al Cippo dei Caduti della IGM e IIGM, recito un Eterno riposo (quanti lo fanno ancora oggidì, tutti presi da fretta e materialismo ?) e proseguo, arrivando al Piazzale per poi girare verso la Borgata detta "Il Castello".
Qui sono immerso nel bosco dove, i raggi del sole, realizzano bellissime luminarie tramite la galaverna posata sugli alberi, la salita incalza ma alfine giungo al benedetto Castello, dove sono accolto da un sonoro latrare e un più sommesso muggire: i cani, i buoi e le mucche di questa borgata non mi fanno mai mancare il loro "supporto".
Inizia la discesa: le Borgate del Paxio, di Cà di Brocco, di San Martino scorrono via veloci per farmi arrivare, dopo quasi due ore a quella della Fraccia dove incontro Luigi che mi saluta con tre dita...Luigi è doriano e il Doria ieri ha vinto il derby 3-2, gli sorrido e lui mi chiede se voglio il caffè che accetto volentieri; entro per un attimo nella sua cucina che mi avvoge nel tepore della stufa a legna e trovo le tazzine già pronte, sua moglie era stata velocissima, scambiamo due chiacchere sulla partita, sul tempo, poi ringrazio, saluto e riparto.
Arrivo al vecchio asilo delle suore e a suoi due pini centenari, prendo la scalinata che porta all'osteria e da qui giungo a casa, dopo due ore di "lettura" impagabile...
il derby perso ? non ci penso più...
saluti
Piero e famiglia



