Per cominciare farò i conti con Riccardino, che fa il verso a "Happy", in separata sede
Come quasi tutti hanno indicato 2 mesi possono essere pochi o giusti (tanti non direi). Dipende dall'allenamento fatto in precedenza, gli anni di attività alle spalle, le caratteristiche dell'atleta (età, disposizione, genetica) e sopratutto l'intensità con il quale la prima gara è stato condotto.
In questo caso non conoscendo benissimo greenwich ma sapendo più o meno (dal forum) il suo trascorso, i suoi obbiettivi e il suo approccio alle gare (credo che mira piuttosto a finire che vincere), penso che 2 mesi sono sufficienti.
Presumiamo che questi 2 mesi si traducono in 9 settimane possiamo ipotizzare un periodo di recupero dopo la gara (almeno una settimana), 3 settimane di graduale carico (che potrebbe terminare in un lungo o gara fatto come allenamento di circa 30/35km), una settimana di carico leggero, altre due settimane di carico in aumento e poi due settimane in cui si fa un scarico graduale prima della seconda gara.
Volevo però anche segnalare che, secondo il mio opinione personale, volere fare delle gare fra 60 e 80km non significa necessariamente fare solo gare di questa distanza. Il fatto di essere arrivato ad un punto in cui si sente pronto a affrontare gare di questa distanza non ci obbliga a fare esclusivamente questo tipo di gara. Si potrebbe anche scegliere solo 2 o 3 gare di questa lunghezza (quelle che ispirano di più - aspetto mentale che ci aiuterà) e fare altre gare di distanza più corta (da cui è più facile recuperare).
E interessante il commento di deeago e l'ipotesi che "il corpo impara a recuperare". Tanti articoli in riviste o siti del settore running ci lo dicono. E un fenomeno che, almeno parzialmente, ho osservato anch'io. Anche nell'adattamento all'alta quota avevo osservato cose simile - in passato ogni anno che tornavo sulle Ande o in Himalaya mi sembrava di adattare più velocemente.
Però a cosa è dovuto questo? I muscoli che hanno una memoria, il cuore, i polmoni?? Pensavo di si ma ultimamente ci sono stati studi che dicono che non è così. Ma contemporaneamente non riescono spiegare cosa sta alla base di queste cose in cui quasi tutti gli atleti credono. Allego un studio fresco, fresco di quest'anno che sembrerebbe provare che i muscoli non hanno memoria.
http://journals.plos.org/plosgenetics/a ... 294#sec002
Può darsi che è semplicemente un fattore mentale. Sappiamo cosa affrontiamo, abbiamo imparato i "protocolli" che funzionano per noi e quindi li mettiamo in atto - tutto inconsciamente e quindi sembra che il corpo (muscoli e organi) ha una memoria.
Sono ipotesi - non sappiamo la verità. Il recupero come lo scarico (taper). Quello che funziona per uno, non funziona per un'altro. Quello che funziona una volta, non funziona la volta dopo.
Scienza o arte???