Re: Un po' come il kebab
Inviato: 28/03/2018, 12:18
C’è un filo rosso che corre lungo queste pagine virtuali, che racconta di vittorie e sconfitte, fallimenti e cadute consumate dapprima sui monti e poi fermate in un post e regalate così agli altri.
Ognuno,questo filo, decide di cavalcarlo a suo modo ed ognuno scrive per quello che è. Tempo fa ci si interrogava su dove sta andando il forum. Se malgrado tutto si rimane in ballo, leggendoti, una qualche risposta la si trova.
Ci sono quelli della prima ora, c’è chi é salito in corsa ma è come ci sia sempre stato , c’è chi ti volti e lo trovi sempre, british man. Qualcuno si allontana, penso ad una barba rossa, ma poi rimane nei paraggi , perché si, ogni tanto capita di rileggerlo e che piacere allora. C’è chi arriva in punta di piedi e piano piano si ritaglia con garbo e professionalità il suo spazio, penso a quel berretto a pois. E tanti altri ancora.
Poi ci sono le poesie.
Ed è il motivo per cui, in fin dei conti, nonostante gli anni, nonostante forse l’anacronismo, su queste pagine ci torniamo sempre. E’ questo , secondo me, quel filo rosso.
Mi piacciono le persone che scelgono con cura le parole da non dire. Scriveva Alda Merini. Dando voce e profondità al silenzio e al contempo rimarcando l’importanza delle parole che invece si decide di dire.
Le tue parole, sono oggi come in passato un luogo preciso, rifugio. Sono un ritorno a casa, un camino acceso. Leggerti (e come te pochi altri) è come chiudere la porta di un bivacco e in quel silenzio ovattato trovarci una coperta calda mentre fuori imperversa la tempesta. È come ascoltare una canzone di De Andrè, capacità di rendere sopportabile il dolore. Capacità rara.
Io non so che tipo di ritorno sia il tuo, non mi compete. Spero ti porti lontano. Qualcuno ha scritto che per vedere le stelle occorra la notte ma una cosa ci tengo a scriverla: è confortante sapere che da qualche parte c’è qualcuna che ancora corre, magari poco, pochissimo e anche male: non importa. Ma questo viaggio lo continua.
Grazie per aver deciso di correrla questa vita, sino in fondo, a modo tuo, finchè c’è fiato e anche un pochino oltre.
Parte del tutto, a noi avrai strappato l’ennesimo sorriso mentre arranchiamo in salita.
Grazie.
Ognuno,questo filo, decide di cavalcarlo a suo modo ed ognuno scrive per quello che è. Tempo fa ci si interrogava su dove sta andando il forum. Se malgrado tutto si rimane in ballo, leggendoti, una qualche risposta la si trova.
Ci sono quelli della prima ora, c’è chi é salito in corsa ma è come ci sia sempre stato , c’è chi ti volti e lo trovi sempre, british man. Qualcuno si allontana, penso ad una barba rossa, ma poi rimane nei paraggi , perché si, ogni tanto capita di rileggerlo e che piacere allora. C’è chi arriva in punta di piedi e piano piano si ritaglia con garbo e professionalità il suo spazio, penso a quel berretto a pois. E tanti altri ancora.
Poi ci sono le poesie.
Ed è il motivo per cui, in fin dei conti, nonostante gli anni, nonostante forse l’anacronismo, su queste pagine ci torniamo sempre. E’ questo , secondo me, quel filo rosso.
Mi piacciono le persone che scelgono con cura le parole da non dire. Scriveva Alda Merini. Dando voce e profondità al silenzio e al contempo rimarcando l’importanza delle parole che invece si decide di dire.
Le tue parole, sono oggi come in passato un luogo preciso, rifugio. Sono un ritorno a casa, un camino acceso. Leggerti (e come te pochi altri) è come chiudere la porta di un bivacco e in quel silenzio ovattato trovarci una coperta calda mentre fuori imperversa la tempesta. È come ascoltare una canzone di De Andrè, capacità di rendere sopportabile il dolore. Capacità rara.
Io non so che tipo di ritorno sia il tuo, non mi compete. Spero ti porti lontano. Qualcuno ha scritto che per vedere le stelle occorra la notte ma una cosa ci tengo a scriverla: è confortante sapere che da qualche parte c’è qualcuna che ancora corre, magari poco, pochissimo e anche male: non importa. Ma questo viaggio lo continua.
Grazie per aver deciso di correrla questa vita, sino in fondo, a modo tuo, finchè c’è fiato e anche un pochino oltre.
Parte del tutto, a noi avrai strappato l’ennesimo sorriso mentre arranchiamo in salita.
Grazie.