Re: Valgrosina Trail (SO) 08/09.08.2025
Inviato: 15/08/2025, 7:48
Suona la sveglia. Sono le 3.30 del mattino: perché sempre 'sti orari del cavolo? Vado? Non vado? Tantissimi dubbi, poco allenamento nell'ultimo mese, un centinaio di km corsi a colpi di 5 km in piano al mattino presto, tra l'altro con frequenti pause visto che il polpaccio destro da qualche mese mi sta rovinando ogni uscita (come direbbe deeago: maniavantismo
!). Da qualche anno devo dire che ne ho sempre una, prima la fascite, poi le fratture da stress, adesso 'sta rottura di palle per la quale non trovo una soluzione. Semplicemente mi succede che dopo meno di 1 km il polpaccio va incontro a una specie di "contrattura" che si estende al tendine di Achille e alla fascia plantare, “congelando” il tutto e obbligandomi allo stop per il dolore, aspettando qualche minuto che il tutto si "sciolga", per poi riprendere questa specie di via crucis in loop con sempre meno autonomia. Nell'ultima settimana un fisioterapista sta “sperimentando” su di me un sistema di "trasduttori energetici" applicati a torace, colonna e polpaccio, una sorta di via di mezzo tra medicina ufficiale, medicina cinese e fede mistica (con un tocco di Vanna Marchi). La questione principale è che Valgrosina Trail 70 sarebbe l'ultima ultra che mi manca per completare la "triade" valtellinese insieme a VUT e DoppiaW, per di più si svolge a Grosio, paese di origine di mia moglie dove negli anni ho conosciuto tanta gente. Grosio è una comunità particolare in Valtellina, fatta di persone molto legate tra di loro con una fortissima passione per lo sport, la montagna, l'aggregazione e fare baldoria insieme e questo si rifletterà positivamente su questa gara (e in generale su tutto quello che organizzano). Da un po' di tempo non riesco a preparare le gare come vorrei, un po' per il lavoro, l'esigenze della famiglia, gli infortuni ma, diciamola tutta, anche per la pigrizia soprattutto mentale di sottopormi ad allenamenti sfiancanti, per cui ogni volta è un salto nel buio, sperando di evitare un DNF, che fino ad ora fortunatamente non mi è mai capitato, ma occupando sempre di più le ultime righe dalla classifica! Alla partenza mi trovo col socio Paso che invece si è preparato come sempre meticolosamente e scientificamente con uscite belle dure e mirate nel suo parco giochi del Cornizzolo. Questa gara è molto tosta, 70 km per 5000 m+, su terreno tecnico in posti a dir poco splendidi, un anello magnifico che abbraccia le due valli grosine che fanno capo alle due "capitali" di Eita e Malghera, sedi dei due ristori principali (chi l’ha fatta le ha ricordato molto il Tor). Siamo circa in 130 (in totale 500 compreso quelli sul percorso medio di 38 km e il corto di 12 km, che correrà mio figlio), un numero secondo me decisamente basso considerata la bellezza, l'organizzazione e il costo di questa splendida ultra, ma a me va bene così. Meno gente sui sentieri significa tratti in solitudine con me stesso e la montagna e maggiori "coccole" ai ristori
. Si parte subito dal centro del paese incitati dall'onnipresente Gadin con un tizio che dal bar centrale urla come un ossesso gli incitamenti: sembra che ci ha dato dentro forse anche dalla sera prima
! Un bastardissimo "doppio" VK di 1800 m in 11 km quasi tutto in doppia cifra ci deposita sulla vetta del monte Storile: vengo subito sorpassato da quasi tutti, guardando nei tornantini sotto di me non vedo più nessuno, il morale è veramente ai minimi storici e il polpaccio in salita fa un male porco. Mi ricorda un po' la prima salita del Tor nel 2021, dove nonostante la FC fosse a mille, le gambe non giravano proprio. Verso la cima chiamo mia moglie, mentre nella mia testa si affollano sempre di più foschi pensieri di ritiro e relative giustificazioni (nella maniera più dignitosa possibile ovviamente
…), ma giustamente mi rimbalza ogni decisione (hai voluto partire testone nonostante l'infortunio? adesso sono cavoli tuoi!). Mi do tempo la successiva e tecnica discesa e il successivo ristoro di Redasco per la decisione finale. Il panorama da quassù è semplicemente spettacolare: si vedono i due rami della valle e a colpo d'occhio parte del percorso che ci aspetterà. Il tempo è splendido con le temperature decisamente in crescita per il solito anticiclone africano appena giunto che mieterà diverse vittime nonostante la quota (viaggeremo spesso oltre i 2000 m a parte i km della partenza e dell’arrivo). Fortunatamente recupero qualcuno ancora più impedito di me nelle discese su roccette e il bel sentierino nel bosco prima del ristoro riesco a corricchiarlo molto bene senza particolari fastidi (il polpaccio si fa sentire molto di più in piano e in salita che in discesa). I volontari ci accolgono festanti e gentilissimi come sarà per tutto il giorno (dal primo all’ultimo concorrente, trattati con lo stesso entusiasmo e la vogli di essere utili), c'è solo l'imbarazzo della scelta e date le temperature calde già al mattino, faccio incetta di melone, pesche e la santa Coca Cola. (…)