Sono contento che un argomento é stato aperto qui perché proprio non riuscivo a scrivere sul argomento "maremontagna" da dove, credo, é scaturito questo topic. Non avevo voglia di scrivere qualcosa in un argomento dove incomba lo spettro di un povero ragazzo morto per motivi, che per ora, ignoriamo e quindi possono influenzare emotivamente ciò che uno scrive.
Vorrei partire dal mio punto personale, da alpinista (forse ex) e sci alpinista. Credo che quando uno va in montagna a prescindere da quello che va a fare, sia corsa trail, salita ad un 4,5,6,7,8000m, cascata da ghiaccio, salita di sci alpinismo in pieno inverno o semplicemente per fare una gita o trekking poco impegnativo deve partire con l'idea in testa di essere preparato ad affrontare l'eventuali condizioni che troverà - è una responsabilità personale. Uno non deve partire con l'idea che se qualcosa va storta possiamo chiamare un aiuto esterno che sia i volontari e croce rosso durante una gara trail oppure il soccorso alpino durante una salita alpinistica.
Quando parto per fare un'attività in montagna addotto un metodo che comincia da considerazioni generali ma poi scende in un percorso sempre più specifico. Questo metodo, simile a quello che viene insegnato nei corsi CAI di sci-alpinismo, é per me ormai un processo quasi inconscio ma può essere imparato e utilizzato in modo semplice.
Visto gli ultimi eventi prendiamo il caso del "MareMontagna".
Considerazioni Generale. Percorso relativamente corto (attenzione che ormai siamo tutti un po' fuori di testa - quello che noi consideriamo un percorso corto, nella fattispecie 46km, viene considerato da 99% delle persone un percorso lungo, al limite del possibile), in Liguria (quindi vicino al mare) e che arriva ad una quota relativamente bassa (900m). Posso pensare di partire con un minimo di attrezzatura (quasi una gita al mare). Una giacca leggera e un minimo di acqua e cibo.
Specifico della difficoltà. C'è parecchio dislivello (circa 2500m se non sbaglio) perche parte dal mare e arriva in alto passando da diversi colline, passi ecc. Quindi quei 46km (da tapascione) non posso pensare di finire in 4 ore (avendo un PR maratona di 3h 20'). Ci vorranno probabilmente 6 ore o più. Quindi forse é meglio che porto qualcosa di più. Magari una maglietta di ricambio e qualcosa di più d mangiare se mi viene una crisi or mi trovo in difficoltà . Sicuramente farò in modo di avere la possibilità di caricare una quantità minima di acqua.
Specifico del stagione. Non é estate (bello l'estate ligure) ma é inizio primavera (l'inverno ci ha lasciato pochi giorni fa). Quindi forse metto anche un pile leggero, un berretto e un paio di guanti. Probabilmente parto con i pantaloni lunghi o a tre quarti. Metto anche un paio di scarpe più resistenti - pesano un po' di più? pazienza!
Specifico del terreno. Il tempo nel ultimo mese é stato brutto (probabilmente c'é molto fango e forse anche neve per terra). Questo mi rallenterà di più (rivedo il mio tempo - forse ci vorrà più di 6 ore). Sicuramente scarpe toste con un buon grip.
Specifico meteo. Previsto pioggia, raffiche di vento in quota e sulle creste (probabile fattore windchill). A questo punto mi viene anche la domanda se é saggio partire. Ma mettiamo che voglio partire (ho pagato, ci sono tanti amici, mi piace il percorso). Metto una giacca più pesante (più protettivo), aggiungo un'altra maglietta di ricambio, un paio di guanti in più (impermeabile o almeno wind stopper), un berretto di ricambio, calze di ricambio, forse anche pantaloni impermeabile nello zaino.
Mi chiedo quanti fanno questi considerazioni prima di partire per una gara trail. Sopratutto vedendo quanti anche qui nel sito si dichiarano "pivellini del trail", con "poco esperienza", "alle prime armi". Non che c'é qualcosa sbagliato in questo ma credo che spesso c'é molto improvizazione e poco preparazione.
Spesso però gli stessi sbagli vengono commessi dai cosidetti esperti o senatori. Perciò vorrei chiudere con due massimi che cerco di inculcare nelle teste dei miei allievi di sci alpinismo (oltre ad un rispetto assoluto per la montagna).
Esperto attento! La montagna non sa quanto tu sei bravo.
L'articolo di attrezzatura più importante che porti con se quando uno va in montagna é il buon senso.
Vorrei chiudere dicendo che qualche volte, anche seguendo questo percorso, non é sufficiente. L'estate scorso sono partito da Courmayeur per fare il TDS. Avevo considerato tutto quanto. Portavo 2 maglietta di ricambio, due paia di guanti, una giacca pesante del TNF, pantaloni impermeabili, 2 berretti, calze di ricambio, cibo sufficiente, scorte di acqua sufficiente, calze lunghe. Quando sono arrivato a Cormet de Roselend (65km) di notte ero fradicio, non avevo più cambio e facevo fatica a scaldarmi. Fuori pioveva e tirava un vento brutto. Ho deciso che non era più divertente e mi sono ritirato (la prima volta da 10 anni in gara). Però non me ne pento!!
Mi scuso per la lunghezza del mio intervento e, come sempre, l'italiano non perfetto.
