Re: UTMB (Ultra Trail du Mont Blanc) (FRA-ITA-SUI) 26.08.201
Inviato: 15/09/2016, 11:14
Sono passate già tre settimane dalla vigilia dell’Ultra Trail du Mont Blanc e finalmente riesco a organizzare i ricordi e le emozioni per provare a raccontare qualcosa di quanto ho vissuto!
Non corro da tantissimi anni… prima del 2009 la mia vita era abbastanza sregolata, sono nato nel 1975 e gli anni dai 20 ai 30 sono passati tra università e uscite con gli amici, lo sport, la montagna erano confinate in un angolo abbastanza piccolo della mia vita… Certamente non avrei mai immaginato di ritrovarmi qualche anno dopo in un pomeriggio di fine agosto insieme ad altre 2300 persone per affrontare 170km e 10 mila metri di dislivello in meno di due giorni
La vita sa essere meravigliosa perché quasi sempre ti offre nuove opportunità, nuovi percorsi e così dopo la nascita della mia bimba nel 2009 ho iniziato a correre con una certa costanza, e nel giro di un paio d’anni mi sono innamorato in modo travolgente delle uscite in montagna in modalità “trail running”.
Questo è il mio sesto anno di trail, di ultra trail… sono entrato nella prima elementare e quale gioia più grande di essere al via di questa gara leggendaria! Mi sono preparato bene, mi piace fare uscite con dislivello in montagna e ne ho fatte parecchie da fine dicembre, a ritmo tranquillo ma comunque ho quasi la consapevolezza che riuscirò ad essere finisher, conosco i miei limiti e so che saprò dosare le energie fino all’arrivo
E poi non vedo l’ora di partire! Sono consapevole di essere una persona fortunata, ho la salute e la voglia per affrontare 100 miglia in montagna.. mi sento davvero un privilegiato!
Parto dal Canavese venerdì mattina alle 8.30 diretto a Courmayeur dove alle 11 ho la navetta per Chamonix, lascio l’auto a Dolonne e arrivo in piazza Mont Blanc dove alle 10.50 l’autista dell’autobus mi chiede la carta di identità, io ho solo la patente, così mi tocca fare una corsa fino alla machina dove ho la carta!! Iniziamo bene
Quando arrivo a Chamonix comincio davvero a respirare l’aria dell’Utmb, sono le 12 mancano ancora 6 ore, mi dirigo con calma al ritiro pettorali e al controllo materiali, poi mi metto comodo in un prato e mi rilasso, mangio le mie cose e quasi mi addormento per mezz’oretta.. poi scambio due parole con un ragazzo spagnolo che arriva dalle Canarie, mi cambio e consegno la borsa per il cambio che ritroverò a Courmayeur.
Ah la preparazione dello zaino e della borsa… io sono una persona molto precisa, attento ai dettagli… era da domenica che preparavo il tutto, ogni cosa divisa rigorosamente dalle altre, so che dopo tante ore è importante trovare facilmente le cose che servono, quindi sono stato scrupolosissimo , avrei potuto essere testimonial delle buste ikea!!!
Alle 4 mi prendo un bel caffè, anche se avrei preferito una birra.. ci saranno 30 gradi.. tanti, qualche nuvoletta ogni tanto oscura il sole però l’aria è davvero calda!
A piccoli passi arrivo nella mitica piazzetta davanti alla Chiesa di Chamonix.. mi sento davvero parte di qualcosa di bello, di grande, di universale, ci sono tante nazioni rappresentate, improvviso un po’ di francese, un po’ di spagnolo e riesco a fare due battute con quasi chiunque!
Mi metto vicino alla transenna sul lato destro, in pochi minuti la piazza è super gremita e intanto gli speaker iniziano a motivare tutti i trailer, parlando nelle varie lingue.. l’atmosfera è straordinaria, elettrica… non vedo l’ora di muovere le gambe e di correre, non resisto più.. arriva il countdown.. 5,4,3,2,1.. Via, finalmente!
I primi chilometri sono in mezzo a migliaia di persone assiepate ovunque ai lati della strada, sulle auto, sui balconi… fantastico. This is Chamonix, this is UTMB!
Confesso che io amo la solitudine degli ultra trail, amo quella solitudine che si dissolve nella fatica e nei sogni che portiamo dentro i nostri viaggi, però ammetto che sono così su di giri in mezzo a una folla del genere, mi sembra di essere alle Olimpiadi del trail, riesco a dare il 5 a ogni bambino che mi mette la mano davanti!
I primi 30km sono abbastanza scorrevoli, i ritmi sono alti, tutti corrono e cercano di superarti da tutte e le parti, l’umidità e micidiale, non vedo l’ora di salire di quota per avere aria più fresca! Non ho una bella sensazione nelle gambe, mi sembrano delle corde di violino, tese e dure! E’ una sensazione che mi porterò dietro tutta la notte.. sarà stata la tensione o forse il caldo, fatto sta che faticherò parecchio anche nelle salite dove pensavo di riuscire a spingere un ritmo più alto!
Bellissimo passare nei paesi dove un sacco di gente attende il tuo passaggio e ti applaude a gran voce, arrivo a les contamines e quasi non mi sembra di aver già fatto 30km! Sfioro il falò acceso sul sentiero e via verso la Balme e la Croix du Bonhomme, discesa da fare con un po’ di attenzione e poi arrivo a les chapieux. Da qui l’aria diventa meno umida anche se fa ancora caldo, inizia la lunga salita verso il Col de la Seigne, la prima parte tutta su asfalto, il colpo d’occhio con le frontali accese e in alto la luna è da cartolina!
Raggiunto il colle si scende e poi si risale verso il Col des Pyramides Calcaires, io procedo con molta tranquillità, la strada è lunga e non voglio essere in affanno, voglio godermi tutto il viaggio, inizia a fare giorno e quando intravedo il Lac Combal mi sembra di essere in una fiaba, sotto c’è un mare di nuvole che sembra infinito.. così mi torna in mente quella bellissima frase che un mio amico mi ha scritto in un sms notturno “Sky is the limit”
Dopo il Combal e un bel ristoro sento bene le gambe e il morale a mille, affronto di gran lena la salita verso l’Arete du Mont Favre e poi la discesa successiva che mi porterà a Courmayeur, la conosco perché scorso anno l’avevo già affrontata al gran trail courmayeur, la quantità di polvere è impressionante.. sono le 9.30 di mattina ma la temperatura è già altissima!
A courmayeur incontro un amico che farà qualche chilometro con me, ed è un gran bel supporto morale. Qui mi fermo circa 45 minuti, cambio le calze e la t-shirt, mi faccio servire un piatto di pasta da una volontaria gentilissima e poi via verso il Bertone e il Bonatti. Mi sento bene in salita.. e vorrei vedere, da gennaio avrò fatto 100 mila metri di D+
!!
Al Bonatti ho l’irrefrenabile desiderio di una birra, così entro nel rifugio e la signora responsabile me la offre, dicendomi “però devi arrivare a Chamonix”.. e certo che ci arrivo, non ho nessuna intenzione di fermarmi prima!
Dopo una breve discesa arrivo ad Arnouvaz e inizio la salita al Ferret sotto un sole pazzesco.. un sacco di soste per bere finchè scollino e posso finalmente far girare un po’ le gambe verso la Fouly. Ho affrontato tutto il percorso con le Hoka Speedgoat, piante dei piedi perfette.. però nella discesa inizio ad avere un fastidio/dolore al tibiale sinistro… pazienza, cercherò di prendere le discese con più calma e mi aiuterò di più con i bastoncini..
La Fouly, Champex Lac, Trient… non mi sembra vero di essere in questi luoghi che mi fanno venire in mente gli anni passati quando seguivo la gara da casa e vedevo i passaggi dei top oppure di amici… ora ci sono io, sogno a occhi aperti, ci pensa qualche fulmine e tuono in lontananza a rovinarmi l’idillio.. Sono le 21.30 arrivo a Champex Lac e l’idea di continuare con il temporale mi spaventa.. così faccio una sosta un po’ più lunga del previsto e dopo aver fatto due parole con un volontario discutendo di meteo riparto più rilassato…
Inizio ad avere sonno, però in salita verso La Giete mi appiccico ai polpacci di un ragazzo tedesco che fa il ritmo e non lo mollo più.. in discesa però mi sento proprio stanco così a Trient mi fermo 45’, e riesco a farmi un micro sonno di 20’, e saranno gli unici in due giorni. La salita successiva verso Catogne la affronto verso l’alba, mi sento sempre più convinto di arrivare a Chamonix, arrivo a Vallorcine, sosta brevissima e via verso la Tete aux vents.. Qui mi sembra di rinascere.. la salità è aspra e a tratti ripida, mi sembra di essere in una delle mie infinite salite sul Musinè, così la affronto a tutta, sono super gasato perché è l’ultima, perché le altre salite sono sempre andato col freno a amano tirato e che cacchio, almeno una farla come si deve
La discesa successiva verso la Flegere diventa però eterna perché il tibiale mi fa proprio male, vado piano perché poi spero di riuscire a correre gli ultimi 7km.. a Flegere arrivo alle 11.30, fa caldo, però io inizio già ad avere i brividi, corro, cammino, rido… mi assaporo ognuno egli ultimi 7km, finchè entro a Chamonix, sul traguardo sono felice ci sarà l’amico Bandando, il quale correrà con me gli ultimi 200 metri filmandomi, però dimenticandosi di premere il tasto video sul telefono.. per fortuna ci penserà sua moglie a immortalare il mio arrivo!
Esperienza che porterò sempre nel mio cuore, che ha richiesto un impegno fisico e mentale davvero incredibile.. chissà se sarò ancora ai nastri di partenza di una 100 miglia, ho qualche dubbio anche se poi come dice il grande Blackmagic “il corpo ricorda, ma la mente dimentica”
Non corro da tantissimi anni… prima del 2009 la mia vita era abbastanza sregolata, sono nato nel 1975 e gli anni dai 20 ai 30 sono passati tra università e uscite con gli amici, lo sport, la montagna erano confinate in un angolo abbastanza piccolo della mia vita… Certamente non avrei mai immaginato di ritrovarmi qualche anno dopo in un pomeriggio di fine agosto insieme ad altre 2300 persone per affrontare 170km e 10 mila metri di dislivello in meno di due giorni
La vita sa essere meravigliosa perché quasi sempre ti offre nuove opportunità, nuovi percorsi e così dopo la nascita della mia bimba nel 2009 ho iniziato a correre con una certa costanza, e nel giro di un paio d’anni mi sono innamorato in modo travolgente delle uscite in montagna in modalità “trail running”.
Questo è il mio sesto anno di trail, di ultra trail… sono entrato nella prima elementare e quale gioia più grande di essere al via di questa gara leggendaria! Mi sono preparato bene, mi piace fare uscite con dislivello in montagna e ne ho fatte parecchie da fine dicembre, a ritmo tranquillo ma comunque ho quasi la consapevolezza che riuscirò ad essere finisher, conosco i miei limiti e so che saprò dosare le energie fino all’arrivo
Parto dal Canavese venerdì mattina alle 8.30 diretto a Courmayeur dove alle 11 ho la navetta per Chamonix, lascio l’auto a Dolonne e arrivo in piazza Mont Blanc dove alle 10.50 l’autista dell’autobus mi chiede la carta di identità, io ho solo la patente, così mi tocca fare una corsa fino alla machina dove ho la carta!! Iniziamo bene
Quando arrivo a Chamonix comincio davvero a respirare l’aria dell’Utmb, sono le 12 mancano ancora 6 ore, mi dirigo con calma al ritiro pettorali e al controllo materiali, poi mi metto comodo in un prato e mi rilasso, mangio le mie cose e quasi mi addormento per mezz’oretta.. poi scambio due parole con un ragazzo spagnolo che arriva dalle Canarie, mi cambio e consegno la borsa per il cambio che ritroverò a Courmayeur.
Ah la preparazione dello zaino e della borsa… io sono una persona molto precisa, attento ai dettagli… era da domenica che preparavo il tutto, ogni cosa divisa rigorosamente dalle altre, so che dopo tante ore è importante trovare facilmente le cose che servono, quindi sono stato scrupolosissimo , avrei potuto essere testimonial delle buste ikea!!!
Alle 4 mi prendo un bel caffè, anche se avrei preferito una birra.. ci saranno 30 gradi.. tanti, qualche nuvoletta ogni tanto oscura il sole però l’aria è davvero calda!
A piccoli passi arrivo nella mitica piazzetta davanti alla Chiesa di Chamonix.. mi sento davvero parte di qualcosa di bello, di grande, di universale, ci sono tante nazioni rappresentate, improvviso un po’ di francese, un po’ di spagnolo e riesco a fare due battute con quasi chiunque!
Mi metto vicino alla transenna sul lato destro, in pochi minuti la piazza è super gremita e intanto gli speaker iniziano a motivare tutti i trailer, parlando nelle varie lingue.. l’atmosfera è straordinaria, elettrica… non vedo l’ora di muovere le gambe e di correre, non resisto più.. arriva il countdown.. 5,4,3,2,1.. Via, finalmente!
I primi chilometri sono in mezzo a migliaia di persone assiepate ovunque ai lati della strada, sulle auto, sui balconi… fantastico. This is Chamonix, this is UTMB!
Confesso che io amo la solitudine degli ultra trail, amo quella solitudine che si dissolve nella fatica e nei sogni che portiamo dentro i nostri viaggi, però ammetto che sono così su di giri in mezzo a una folla del genere, mi sembra di essere alle Olimpiadi del trail, riesco a dare il 5 a ogni bambino che mi mette la mano davanti!
I primi 30km sono abbastanza scorrevoli, i ritmi sono alti, tutti corrono e cercano di superarti da tutte e le parti, l’umidità e micidiale, non vedo l’ora di salire di quota per avere aria più fresca! Non ho una bella sensazione nelle gambe, mi sembrano delle corde di violino, tese e dure! E’ una sensazione che mi porterò dietro tutta la notte.. sarà stata la tensione o forse il caldo, fatto sta che faticherò parecchio anche nelle salite dove pensavo di riuscire a spingere un ritmo più alto!
Bellissimo passare nei paesi dove un sacco di gente attende il tuo passaggio e ti applaude a gran voce, arrivo a les contamines e quasi non mi sembra di aver già fatto 30km! Sfioro il falò acceso sul sentiero e via verso la Balme e la Croix du Bonhomme, discesa da fare con un po’ di attenzione e poi arrivo a les chapieux. Da qui l’aria diventa meno umida anche se fa ancora caldo, inizia la lunga salita verso il Col de la Seigne, la prima parte tutta su asfalto, il colpo d’occhio con le frontali accese e in alto la luna è da cartolina!
Raggiunto il colle si scende e poi si risale verso il Col des Pyramides Calcaires, io procedo con molta tranquillità, la strada è lunga e non voglio essere in affanno, voglio godermi tutto il viaggio, inizia a fare giorno e quando intravedo il Lac Combal mi sembra di essere in una fiaba, sotto c’è un mare di nuvole che sembra infinito.. così mi torna in mente quella bellissima frase che un mio amico mi ha scritto in un sms notturno “Sky is the limit”
Dopo il Combal e un bel ristoro sento bene le gambe e il morale a mille, affronto di gran lena la salita verso l’Arete du Mont Favre e poi la discesa successiva che mi porterà a Courmayeur, la conosco perché scorso anno l’avevo già affrontata al gran trail courmayeur, la quantità di polvere è impressionante.. sono le 9.30 di mattina ma la temperatura è già altissima!
A courmayeur incontro un amico che farà qualche chilometro con me, ed è un gran bel supporto morale. Qui mi fermo circa 45 minuti, cambio le calze e la t-shirt, mi faccio servire un piatto di pasta da una volontaria gentilissima e poi via verso il Bertone e il Bonatti. Mi sento bene in salita.. e vorrei vedere, da gennaio avrò fatto 100 mila metri di D+
Al Bonatti ho l’irrefrenabile desiderio di una birra, così entro nel rifugio e la signora responsabile me la offre, dicendomi “però devi arrivare a Chamonix”.. e certo che ci arrivo, non ho nessuna intenzione di fermarmi prima!
Dopo una breve discesa arrivo ad Arnouvaz e inizio la salita al Ferret sotto un sole pazzesco.. un sacco di soste per bere finchè scollino e posso finalmente far girare un po’ le gambe verso la Fouly. Ho affrontato tutto il percorso con le Hoka Speedgoat, piante dei piedi perfette.. però nella discesa inizio ad avere un fastidio/dolore al tibiale sinistro… pazienza, cercherò di prendere le discese con più calma e mi aiuterò di più con i bastoncini..
La Fouly, Champex Lac, Trient… non mi sembra vero di essere in questi luoghi che mi fanno venire in mente gli anni passati quando seguivo la gara da casa e vedevo i passaggi dei top oppure di amici… ora ci sono io, sogno a occhi aperti, ci pensa qualche fulmine e tuono in lontananza a rovinarmi l’idillio.. Sono le 21.30 arrivo a Champex Lac e l’idea di continuare con il temporale mi spaventa.. così faccio una sosta un po’ più lunga del previsto e dopo aver fatto due parole con un volontario discutendo di meteo riparto più rilassato…
Inizio ad avere sonno, però in salita verso La Giete mi appiccico ai polpacci di un ragazzo tedesco che fa il ritmo e non lo mollo più.. in discesa però mi sento proprio stanco così a Trient mi fermo 45’, e riesco a farmi un micro sonno di 20’, e saranno gli unici in due giorni. La salita successiva verso Catogne la affronto verso l’alba, mi sento sempre più convinto di arrivare a Chamonix, arrivo a Vallorcine, sosta brevissima e via verso la Tete aux vents.. Qui mi sembra di rinascere.. la salità è aspra e a tratti ripida, mi sembra di essere in una delle mie infinite salite sul Musinè, così la affronto a tutta, sono super gasato perché è l’ultima, perché le altre salite sono sempre andato col freno a amano tirato e che cacchio, almeno una farla come si deve
La discesa successiva verso la Flegere diventa però eterna perché il tibiale mi fa proprio male, vado piano perché poi spero di riuscire a correre gli ultimi 7km.. a Flegere arrivo alle 11.30, fa caldo, però io inizio già ad avere i brividi, corro, cammino, rido… mi assaporo ognuno egli ultimi 7km, finchè entro a Chamonix, sul traguardo sono felice ci sarà l’amico Bandando, il quale correrà con me gli ultimi 200 metri filmandomi, però dimenticandosi di premere il tasto video sul telefono.. per fortuna ci penserà sua moglie a immortalare il mio arrivo!
Esperienza che porterò sempre nel mio cuore, che ha richiesto un impegno fisico e mentale davvero incredibile.. chissà se sarò ancora ai nastri di partenza di una 100 miglia, ho qualche dubbio anche se poi come dice il grande Blackmagic “il corpo ricorda, ma la mente dimentica”