Tutte le polemiche da "bar sport" riguardanti le "convocazioni" mi lasciano del tutto indifferente.
L'unica cosa che mi sento di dire è che i tanti tra quelli che correranno ad Annecy (italiani e non) sono prima di tutto amici e persone che stimo e per questo avranno comunque il mio massimo supporto (per quel che conta), indipendentemente dal fatto che corrano per l' "italia" per la IUTA, per un Team o per la combricola del gnocco fritto. Mi sento abbastanza "maturo" da non legare il mio supporto a (per me) incomprensibili ragioni di "appartenenza territoriale": chi mi entusiasma avrà il mio tifo, chi mi fa tristezza mi lascierà semplicemente indifferente.
Frasi (scusa cubettoz) tipo:
cubettoz ha scritto:Ma intanto vinceremo 1 bronzo di squadra e saremo tutti felici e contenti.
proprio non le capisco: non so tu, ma io sono sicuro che non vincerò proprio un bel niente

. E siccome non sono "associato" a nessuno non userò mai la coniugazione plurale "vinceremo"... almeno finché parliamo di trail.
Se qualcuno trai miei "supportati" farà una bella gara sarò molto contento, ma da qui a dire "abbiamo vinto" ce ne passa e anzi quando sento usare questa strana forma di "impersonificazione" del tifoso tipica di altri sport (tipo ABBIAMO vinto lo scudetto) mi viene anche un po da ridere...
Viceversa mi fa molto riflettere una frasettina letta poco sopra:
CaioMerlino ha scritto:Dapit ha pubblicamente (FB) appoggiato la "crociata" di D'Haene "contro" le Federazioni in vista del Mondiale
Scusa Ottavio, ma l'hai letta la lettera con cui D'Haene motiva la sua "crociata"?
Ma come si fa a non essere d'accordo con quanto scrive?
Io spero e mi auguro vivamente (anzi ne sono quasi sicuro) che tutti o quasi gli appassionati di trail siano d'accordo con quanto afferma D'Haene, compresi i "convocati" dalla IUTA. Il fatto poi che qualcuno in base alle proprie convinzioni sia disponibile a correre per una "federazione" o si imbarchi in una "crociata" sono fatti suoi, ma penso che i principi "etici" fissati da D'Haene (primo fra tutti il fatto che nelle gare di trail si gioca TUTTI ad armi pari e quello che vince è quello che arriva primo) siano imprescindibili.
Se il campionato fosse fatto come auspica D'Haene (e come auspico anche io) tutte le polemiche di cui stiamo leggendo non esisterebbero punto e basta. Chi vuole correre ad Annecy, corre ad Annecy. Senza bisogno di essere scelto da nessuno e senza dover render conto a nessun'altro. Magari se la "federazione" volesse proprio fare un "servizio" al mondo del trail si preoccupi piuttosto di stilare una sorta di "ranking" tra TUTTI gli appassionati di trail e lo utilizzi come condizione prioritaria per l'iscrizione alla gara "ufficiale di campionato del mondo". E magari qualche "federazione nazionale" che abbia due soldini da investire potrebbe usare lo stesso criterio per rimborsare o agevolare in qualche modo la partecipazione dei primi quattro o cinque... Non so se questo è quello che ha in mente la ITRA per i suoi mondiali ma se così fosse la troverei una scelta vincente: semplice, leggera e aperta.