Guarda fondamentalmente sono d’accordo con tutto quello che scrivi…soprattutto quando dicida lapoderosa...
Che è esattamente quello che sostengo da tempo ovvero…che per chi si muove in montagna non sarebbe brutta cosa avere delle solide basi di cartografia. Basi che chi è nato (e corre…sob!) con il cell in mano spesso non ha.Io preferisco aver imparato a leggere le mappe e adesso muovermi per comodità col gps.
Sarebbero giusto utili, ad esempio, per comunicare (o da qualche anno trasmettere) ad eventuali soccorritori, almeno coordinate corrette del punto in cui ci si trova dispersi.
Questo significa che usare il Gps è peccato? La risposta mi pare retorica… lavorando quotidianamente sui GIS sostenere il contrario equivarrebbe come minimo a darmi la zappa sui piedi.
Usare o meno il gps, mappe cartacee o digitali diventa tutto un altro discorso… entriamo nella sfera dei gusti e necessità personali e del significato che diamo noi al nostro andare in montagna. Il ragionamento si fa più complesso di come qualcuno, noiosamente, lo vorrebbe far passare: certo è che non si tratta di stabilire cosa sia giusto o sbagliato, bene o male ma semplicemente di scegliere come vivere la montagna.
Per chi fosse appassionato di letteratura di montagna e senza voler necessariamente scomodare Bonatti…ripeto Bonatti…basterebbe anche solo dare un occhiata ai lavori di Franco Michieli…forse sconosciuto ai più ma noto agli addetti ai lavori e a chi, di montagna, oltre a masticarne ne legge pure (non parlo di chi si "forma" esclusivamente alla sacra Università della Rete), per trovare qualche spunto di riflessione a mio avviso interessante.
Qui un'anticipazione...
https://www.youtube.com/watch?v=osaIgN47eMQ
Vi lascio ora alla vostra discussione e ti chiedo scusa per aver rubato spazio al tuo quesito iniziale