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Re: Discese "TECNICHE"

Inviato: 09/04/2011, 12:32
da Pelato
Sono assolutamente un corridore mediocre.
Se, poniamo, in piano vado 8, rispetto agli altri in salita vado 7, il salita ripida dove si cammina 6 ma in discesa almeno 9.
Quindi, pur essendo in generale uno scarso, quando il sentiero gira verso il basso vado "meno peggio" che dalle altre parti.
Sono arciconvinto di due cose:
1.
discesa tecnica è un altro modo per dire discesa di m...erda. :lol:
E' uno di quei modi gergali che si usa fra simili.Se penso alle scalinate verdi di muschio del trail di portofino dove ho superato tutti quelli che ho incrociato, senza alcuna eccezione e recuperando almeno 30 posizioni, continuo a pensare "oddio!! oddio!! oddio!! " ad ogni passo.
2.
Sarò banale, ma scendere secondo è la somma di tre fattori: gambe, grinta e voglia.
Mi spiego:
Senza gambe non vai da nessuna parte. Tutto bello ma quando sono cotto il mio voto come discesista cala. Eccome se cala.
Senza grinta la discesa spaventa. Tutti. Se inizio a pensare ai vari "se","ma", "forse", ... addio. Inizio a passeggiare, altro che a correre.
Ma secondo me è soprattutto questione di voglia, intesa come applicazione. Si , occhei, leggi, ti informi, ti fai spiegare ecc ecc ma se non ti applichi man mano, con calma e senza strafare, non migliori.
Ogni volta un terreno diverso, sensazioni diverse, chilometri nella gambe diversi, obiettivi diversi.
Quindi ogni volta "tecniche" diverse.
Banalizzando, mentre nel resto è basilare solo il "dosaggio" delle forze in discesa ogni volta è, secondo me, necessario studiare se stessi e vedere come si può migliorare.
Ognuno a modo suo.
Ognuno alla ricerca della propria tecnica.
Tenendo ben presente che "io vado piano ed in discesa perdo tempo ma mi riposo un sacco" è una delle tecniche.
E certo NON la peggiore.

Ciao

Re: Discese "TECNICHE"

Inviato: 09/04/2011, 13:22
da Antonio
deeago ha scritto: Raccolgo con piacere le tue obiezioni, ma ti chiedo: non sono comportamenti istintivi?
Cioe`:
Se metti gli sci e non ti insegnano un minimo la tecnica, dopo 1 settimana ti devono venire a scongelare alla partenza delle prima pista, perche` devi forzarti a fare un sacco di cose controintuitive.
Se corri in discesa lungo un sentiero, impari ad evitare le superfici lisce e bagnate 1microsecondo dopo la prima scivolata.
Quello lo impari anche a passo o sentendo il consiglio di un amico, correrci è un altra cosa e devi imparare a calibrare il tuo passo a seconda del terreno, lo impari con il tempo mettendo a punto una tua tecnica.
Proprio come con lo sci, impari un minimo di tecnica e poi la migliori se vuoi andare veloce ed in sicurezza su piste complicate, poi le tue caratteristiche faranno la differenza, quel qualcosa in più.
deeago ha scritto:Credo che sia istintivo anche il fatto di allungare lo sguardo sempre piu` avanti, ma qui il discorso si fa piu` complesso: quando sono in palla mi accorgo che guardo si` piu` avanti, ma i piedi vanno comunque ad appoggiarsi dove scelgo io.
Perchè è come se fotografassi il terreno, guardi 2 fotogrammi avanti e poggi il piede a memoria, per questo se ti distrai con altri pensieri seppur hai una tecnica collaudata è facile che hai un appoggio meno preciso ( a me di solito capita in allenamento ), perchè il cervello ricorda peggio il fotogramma.
Comunque a seconda della tua velocità e del tipo di terreno lo sguardo tende ad allungarsi in proporzione della minor difficoltà, anche quella è tecnica.

Si è un bell'argomento ;)

Re: Discese "TECNICHE"

Inviato: 09/04/2011, 13:34
da Antonio
antani ha scritto:
Premesso che sono "discesista", sicuramente lo sguardo è più avanti, a meno che non mi trovi in un punto particolarmente delicato (guado su pietre bagnate, passaggio con difficoltà alpinistiche e particolarmente esposto). Oserei dire che lo sguardo è almeno un passo più avanti, ma forse più spesso 2 passi oltre. Credo che in buona parte sia una questione istintiva, una dote naturale che però si allena con una buona muscolatura e, personalmente, con delle ripetute in discesa al limite della temerarietà.
Di notte invece non è possibile mantenere la stessa coordinazione, anche se una lampada frontale potente può aiutare.
Io credo che di istintivo ci sia solo il non aver paura, poi c'è un naturale senso di equilibrio ( soprattutto di capacità di recupero dell'equilibrio ), il resto secondo me è allenamento.
Per me un buon discesista è uno che allena bene la discesa, un ottimo discesista è uno che oltre ad allenarla bene ha doti specifiche.

Re: Discese "TECNICHE"

Inviato: 09/04/2011, 13:43
da BeppeGM
Per la mia esperienza personale, la capacità di affrontare velocemente le discese difficili non è questione di tecnica da apprendere, ne di allenamento ne di forma fisica. O meglio, sicuramente sono fattori che contano ma nel mio caso il fattore nettamente più importante è la "predisposizione".
Mi spiego:
io in discesa ci ho sempre corso "a rotta di collo". Durante gite estive con amici, ricordo memorabili gare: vediamo se arrivo prima io di corsa o voi in cabinovia... E spesso mi è capitato di vincere. A quei tempi non mi sarei neanche lontanamente sognato di correre in salita: ero totalmente disallenato e abbondantemente sovrappeso. Ma in discesa correvo come un fulmine. E per di più spssso con zaino in spalla e pesanti scarponi ai piedi.
Ne avevo voglia, una voglia matta e mi divertivo un sacco. Lo facevo in modo totalmente spensierato, senza pormi neanche lontanamente il dubbio di rischiare qualcosa...
Paradossalmente adesso che fisicamente sono "a posto" e discretamente allenato, a volte posso permettermi di corricchiare in salita ma mi sento di aver perso "qualcosa" in discesa: la spensieratezza. Spesso in discesa mi ritrovo a tirare i remi in barca per evitare di rischiare... quando sono convinto che in tanti casi se seguissi l'istinto rischireri meno.
Altro fattore fondamentale: secondo me chi ha l'istinto da discesista il vantaggio enorme di riuscire a scendere su discese impervie molto velocemente e facendo pochissima fatica. Per me l'andatura "a rotta di collo" è molto più riposante dell'andatura "evito i rischi".
Comunque proprio domani cercherò di ricordarmi di questo post sulle bellissime discese della TCE. Se mi ricordo bene ce ne sono almeno 3 memorabili: una quasi subito (il prio?) corta ma molto intensa, un fantastico toboga poco dopo la metà (dove due anni fa ho avuto il piacere di conoscere un certo emme... :D ) e la discesa finale che a parte l'ultimo tratto bitumato (la "rampa del garage") è bella tosta! Sono curioso di verificare se è solo un'impressione o se davvero sono diventato na pippa in discesa :P

Re: Discese "TECNICHE"

Inviato: 09/04/2011, 17:31
da Pedro
Provo anch'io a dare una definizione di discesa "tecnica": quella che , se pensi a cosa stai facendo, ti fermi subito.
Detto questo, non so se sia questione di tecnica o di predisposizione. Personalmente, le mie prime discese, tecniche e non, erano una cosa decisamente penosa, mi c##avo letteralmente in mano e mi passavano davanti tutti. Tengo famiglia, c'ho una certa età, ecc. ecc. Poi, poco a poco, ho imparato a lasciarmi andare, a spostare il baricentro un po' in avanti, a limitare il più possibile il tempo dell'appoggio e ora posso dire che le discese sono uno dei miei punti forti: quanto prima le temevo, tanto ora le aspetto.
Ah... un minimo di incoscienza è necessario, se ti metti a pensare che potrebbe andar male qualcosa è finita.

gg

Re: Discese "TECNICHE"

Inviato: 09/04/2011, 17:34
da paolo6892
Credo che per fare le discese "a rotta di collo" bisogna avere un pò di incoscienza e sopratutto bisogna che piaccia , cioè che quando arrivi in fondo pensi "mi sono proprio divertito".
Poi la tecnica viene da sola continuando a provare.

Re: Discese "TECNICHE"

Inviato: 09/04/2011, 17:36
da Pedro
BeppeGM ha scritto: Altro fattore fondamentale: secondo me chi ha l'istinto da discesista il vantaggio enorme di riuscire a scendere su discese impervie molto velocemente e facendo pochissima fatica. Per me l'andatura "a rotta di collo" è molto più riposante dell'andatura "evito i rischi".
anche perchè l' "evito i rischi" vuol dire "frenare", i quadricipiti ne risultano molto sollecitati e se la discesa è molto lunga il rischio di cedimenti è più probabile.

gg

Re: Discese "TECNICHE"

Inviato: 09/04/2011, 20:46
da cesta

Re: Discese "TECNICHE"

Inviato: 09/04/2011, 22:39
da Caio
Ecco un altro del gruppo "Augusto&c", io.
Il mio problema è la paura. Ho letto varie cose sulla tecnica di discesa e mi ero allenato di conseguenza (sguardo spostato oltre il passo, baricentro in avanti, appoggi leggeri e dinamici... tutte cose già scritte), con discereti risultati; ma proprio in allenamento discesa una caduta con annessa distorsione della caviglia mi ha fatto retrocedere: ora ho più paura di prima. Come combatterla?

Re: Discese "TECNICHE"

Inviato: 09/04/2011, 22:42
da deeago
MOLTO interessante!
... anche se un po` troppo TECNICO .... :)