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Re: LIVELLO COMPETITIVO DEL TRAIL - ITALIA E FRANCIA
Inviato: 26/03/2012, 20:29
da leosorry
frontedelpiave ha scritto:MI dispiace dirlo ma i francesi si preparano meglio di noi !!
Sicuramente il divario affonda le sue ragioni nel fatto che il trail in Francia è partito molto prima che in Italia e conta un numero di praticanti che noi ci possiamo solo sognare, però:
1) Dimensioni del trail in Italia: possibile che in Francia riescano ad organizzare un trail cittadino come l'Ecotrail de Paris con 5000 partenti o un Lyon Urban Trail (altri 5000 partecipanti) o la SaintèLyon (10.000 concorrenti fra singoli e staffette

) e in Italia il trail non riesca ad "invadere" le città come Roma/Milano/Torino/Bologna/Napoli?
2) Programmare la stagione: ho la sensazione che parecchi atleti di vertice italiani gareggino tanto ma senza programmare più di tanto la stagione facendo periodi di allenamento specifici. Forse a marzo avrebbe senso correre qualche trail più corto per aumentare la velocità di base. Andare al Giir di Mont a prendersi sonore batoste dagli skyrunner di livello mondiale può avere più senso che partecipare e vincere un ultratrail a 9 km/h...
3)
Professionismo: i team si stanno affacciando anche in Italia, ma il professionismo (inteso nel senso che l'atleta vive solo di trail) non è ancora arrivato (e chissà se arriverà). Kilian è un professionista. Chaigneau è un professionista. Così come Antoine Guillon, Andy Symonds, Anna Frost, Miguel Heras. Competere con loro è già difficile visto il loro livello: se poi dedicano tutto il loro tempo all'allenamento diventa quasi impossibile...
4)
Andare a gareggiare all'estero. Symonds ha lasciato l'Inghilterra per allenarsi in Francia. Una scelta di vita non da poco. Forse i top italiani dovrebbero partecipare più spesso a competizioni in cui sono presenti i migliori europei (e questo vuol dire quasi sempre andare oltreconfine). Anche a costo di arrivare fuori dai primi dieci.
Le mie sono solo sensazioni, non sono un allenatore nè tantomeno un top runner

Re: LIVELLO COMPETITIVO DEL TRAIL - ITALIA E FRANCIA
Inviato: 26/03/2012, 20:56
da Gaggio
leosorry ha scritto: Andare al Giir di Mont a prendersi sonore batoste dagli skyrunner di livello mondiale può avere più senso che partecipare e vincere un ultratrail a 9 km/h...
Ma il Giir di Mont di sicuro è un bell'appuntamento che può regalare più emozioni di una ecotrail cittadina..
I nostri campioni non sono dei professionisti. Corrono .. cavalcano il vento .. di passione per questo sport
Re: LIVELLO COMPETITIVO DEL TRAIL - ITALIA E FRANCIA
Inviato: 26/03/2012, 21:07
da leosorry
Gaggio ha scritto:leosorry ha scritto: Andare al Giir di Mont a prendersi sonore batoste dagli skyrunner di livello mondiale può avere più senso che partecipare e vincere un ultratrail a 9 km/h...
Ma il Giir di Mont di sicuro è un bell'appuntamento che può regalare più emozioni di una ecotrail cittadina..
I nostri campioni non sono dei professionisti. Corrono .. cavalcano il vento .. di passione per questo sport
Mi sono spiegato male io: ho la sensazione che alcuni top trailer si tengano lontani da gare come il Giir di Mont perchè sono consapevoli che lì non finirebbero tra i primi dieci. Invece sono forse quelle le gare in cui si può lavorare sui propri punti deboli.
Re: LIVELLO COMPETITIVO DEL TRAIL - ITALIA E FRANCIA
Inviato: 26/03/2012, 21:41
da blackmagic
leosorry ha scritto:
Sicuramente il divario affonda le sue ragioni nel fatto che il trail in Francia è partito molto prima che in Italia e conta un numero di praticanti che noi ci possiamo solo sognare, però:
1) Dimensioni del trail in Italia: possibile che in Francia riescano ad organizzare un trail cittadino come l'Ecotrail de Paris con 5000 partenti o un Lyon Urban Trail (altri 5000 partecipanti) o la SaintèLyon (10.000 concorrenti fra singoli e staffette

) e in Italia il trail non riesca ad "invadere" le città come Roma/Milano/Torino/Bologna/Napoli?
2) Programmare la stagione: ho la sensazione che parecchi atleti di vertice italiani gareggino tanto ma senza programmare più di tanto la stagione facendo periodi di allenamento specifici. Forse a marzo avrebbe senso correre qualche trail più corto per aumentare la velocità di base. Andare al Giir di Mont a prendersi sonore batoste dagli skyrunner di livello mondiale può avere più senso che partecipare e vincere un ultratrail a 9 km/h...
3)
Professionismo: i team si stanno affacciando anche in Italia, ma il professionismo (inteso nel senso che l'atleta vive solo di trail) non è ancora arrivato (e chissà se arriverà). Kilian è un professionista. Chaigneau è un professionista. Così come Antoine Guillon, Andy Symonds, Anna Frost, Miguel Heras. Competere con loro è già difficile visto il loro livello: se poi dedicano tutto il loro tempo all'allenamento diventa quasi impossibile...
4)
Andare a gareggiare all'estero. Symonds ha lasciato l'Inghilterra per allenarsi in Francia. Una scelta di vita non da poco. Forse i top italiani dovrebbero partecipare più spesso a competizioni in cui sono presenti i migliori europei (e questo vuol dire quasi sempre andare oltreconfine). Anche a costo di arrivare fuori dai primi dieci.
Le mie sono solo sensazioni, non sono un allenatore nè tantomeno un top runner

Concordo in pieno su tutti i punti, ma mi sembra che sia la direzione verso cui stanno andando i nostri migliori.
Ti aggiungo solo un punto che per me è essenziale: creare una struttura che dai 14 anni permetta di passare dai cross a delle gare introduttive al trail vero e proprio. Certi gap si colmano solo con i giovani... Assistiamo alla proliferazione dei trail, ma per gli under 18 non cambia niente!
Re: LIVELLO COMPETITIVO DEL TRAIL - ITALIA E FRANCIA
Inviato: 26/03/2012, 22:23
da Gaggio
leosorry ha scritto:
Mi sono spiegato male io: ho la sensazione che alcuni top trailer si tengano lontani da gare come il Giir di Mont perchè sono consapevoli che lì non finirebbero tra i primi dieci. Invece sono forse quelle le gare in cui si può lavorare sui propri punti deboli.
Ahh! giusto, meglio il rischio di una lezione negativa, che una vittoria facile

.
A me sembra che comunque i ns campioni non cerchino vittorie facili.
Ogni fine settimana partecipano a qualche gara, ogni finesettimana danno il massimo. Magari è questo che li frega!
E , uscendo dal campo trail, mi riferisco anche a coloro che praticano ultramaratone su asfalto; Cudin, Calcaterra, Carlin e tutti gli altri membri della nazionale: non sono dei professionisti, campano del loro lavoro e vivono la loro passione. Ma si programmano in una certa maniera. E ne traggono vantaggi.
Re: LIVELLO COMPETITIVO DEL TRAIL - ITALIA E FRANCIA
Inviato: 27/03/2012, 7:34
da andrea stanco
Conoscendo un pò della realtà francese scrivo qualche notizia e pensiero circa il livello competitivo.
Dal 2013, vista la richiesta di molte municipalità, EM promuove un circuito di 6 prove urban ed il circuito attuale torna a 8 prove che cambiano ogni anno, solo la Montblanc marathon è fissa, si crea interesse in aree differenti.
Nel 2011 hanno partecipato ad almeno due prove del circuito 10434 persone diverse.
Presenza alla gara corta, da noi di rado vediamo top sul percorso più breve, magari in preparazione ad un altro evento. Talvolta c'è un travaso di partecipazione dalle campestri, dal triathlon e dallo scialpinismo, però spesso "la corta è quella per sfigati".
In Francia c'è un elevato numero di atleti che preparano con metodo le brevi distanze , ottimo stimolo per i giovani che da noi latitano, si prende confidenza con la gara e con l'allenamento, anche quello latita e fà la differenza.
Anche al top non si guadagna, rimborsi, materiale, molta attenzione a stimolare la persona e curarne la comunicazione. Ora arriveranno i premi, ma questi sono legati al risultato non a notorietà e curriculum.
I premi, saranno un momento importante, si volta pagina e si alza l'asticella.
Ora lancio un sasso (OT), Kupricka e Clarke perchè mai accettano di farsi "asfaltare" a Zegama?
Re: LIVELLO COMPETITIVO DEL TRAIL - ITALIA E FRANCIA
Inviato: 27/03/2012, 7:50
da cubettoz
A parte il paragone proposto da Leo non proprio azzeccato (MM molto + tecnica del Ventoux e Daniele senza avversaria a corso in scioltezza) è indubbio che mediamente i Francesi siano + forti degli Italiani. Lasciando stare i Campioni, che nascono indipendentemente dal movimento (è una questione di DNA) la ragione di queste differenze è da ricercare come sempre nei grandi numeri.
Il trail in Francia ha una tradizione almeno ventennale, in Italia la gara più vecchia raggiunge la 6à edizione.
Come già ricordato da altri il numero di gare e i partecipanti non possono nemmeno essere paragonati alle più gettonate gare italiane.
Chiedo a chi gira la Francia al di fuori delle gare Trail, avete mai provato a chiedere ad un passante per strada “Mi scusi sa dirmi cos’è il trail?”. Avete poi provato a porre la stessa domanda a un altro passante in Italia? In Francia il Trail è uno sport come potrebbe essere il podismo, In Italia è uno sport molto più di nicchia dello scialpinismo.
Quello scritto da Andrea, riportando notizie concrete, non fa nient'altro che avvalorare la tesi e far capire, se ce ne fosse ancora bisogno, che stiamo parlando di 2 mondi completamente diversi.
Re: LIVELLO COMPETITIVO DEL TRAIL - ITALIA E FRANCIA
Inviato: 27/03/2012, 8:09
da leosorry
blackmagic ha scritto:
Ti aggiungo solo un punto che per me è essenziale: creare una struttura che dai 14 anni permetta di passare dai cross a delle gare introduttive al trail vero e proprio. Certi gap si colmano solo con i giovani... Assistiamo alla proliferazione dei trail, ma per gli under 18 non cambia niente!
A proposito di età:
non è una statistica, ma fa comunque pensare la differenza nell'età media tra i primi 4 della Maremontana e i primi 4 del Ventoux
1° Andy Symonds 1981 1° Daniele Fornoni 1969
2° Maxime Durand 1982 2° Matteo Cacopardo 1989
3° Julien Navarro 1988 3° Luca Villa 1982
4° Martin Nicolas 1986 4° Ernesto Ciravegna 1966
Media anno di nascita:
Ventoux 1984 Maremontana 1976
(Se qualcuno ha un po' di tempo per vedere l'età media dei primi 15/20 mi farebbe un piacere!)
Re: LIVELLO COMPETITIVO DEL TRAIL - ITALIA E FRANCIA
Inviato: 27/03/2012, 8:31
da adriano
cubettoz ha scritto:In Francia il Trail è uno sport come potrebbe essere il podismo, In Italia è uno sport molto più di nicchia dello scialpinismo.
Su questo non sono completamente d'accordo, conosco lo scialpinismo e il numero di persone che fa gare secondo me non supera le 1000-1500,numero di gran lunga inferiore a chi fa gare trail,anche se è vero che lo spirito è diverso: chi fa gare nello scialpinismo è uno che si allena in maniera semi-professionale 5-6 sedute settimanali e con un minimo di attenzione alla qualità (ripetute, potenziamento, ecc.); il grosso di chi fa gare trail esce su un sentiero e si accontenta di correre in natura (che è il bello del trail, ovviamente).
Re: LIVELLO COMPETITIVO DEL TRAIL - ITALIA E FRANCIA
Inviato: 27/03/2012, 10:30
da leosorry
Ho dato un'occhiata all'età media dei primi 15:
Al di là dei sei anni di differenza media al Ventoux ci sono 7 atleti su 15 nati negli anni '80. Alla Maremontana sono solo 2
Dopo se ho tempo faccio lo stresso confronto in campo femminile (ma metto solo l'età media... mai dire l'età di una signora

)