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Re: "Grazie"...

Inviato: 10/03/2014, 15:45
da maurock61
Condivido pienamente Ezio1961 che dice:
"Cio' detto non voglio fare ( e non l'ho fatta ) propaganda elettorale per chicchessia , ma , o si da la maggioranza a qualcuno che non e' "colluso", ossia a chi nei palazzi non c'e' mai stato prima per cui non e' ancora stato "corrotto" o se no ci salvera' solo l'azione",
e visto che l'unico sistema che abbiamo di cambiare le cose democraticamente è il voto ricordiamoci di queste cose quando fra qualche tempo andremo a votare (Europee e regionali) e non per fare
propaganda elettorale, mandiamoli tutti a casa

Saluti
Mauro

Re: "Grazie"...

Inviato: 11/03/2014, 8:55
da emilio marco
La mia attitudine non si spiega
Vivo la vera libertà
Nessuna moda mi condiziona
Non c'entra la politica
Ogni giorno io vivrò con rabbia e stile
Ogni notte la vivrò con rabbia e stile
La mia immagine è elegante
Che io sia vestito oppure no
In strada sempre a testa alta
Un gentiluomo di città
Ogni giorno io vivrò con rabbia e stile
Ogni notte la vivrò con rabbia e stile
E l'età non mi cambierà
Corre forte il tempo ma
Io son più veloce
Non ho divinità da pregare
Non ho padroni da servir
Non ho bisogno di maturare
Nessuno mi potrà comprar
Ogni giorno io vivrò con rabbia e stile
Ogni notte la vivrò con rabbia e stile

Re: "Grazie"...

Inviato: 17/03/2014, 11:51
da emilio marco
Tasse, ecco come la Casta si è dimezzata l’aliquota. Con un trucchetto, grazie a un lavorìo rimasto sempre sotto traccia, è passata la riduzione al 18,7 delle tasse 
sulla busta paga di deputati e senatori
Roma, 3 mar 2014 – di Stefano Livadiotti (Dal settimanale l’Espresso online del 10/2/2014) – I partiti politici italiani se le sono date di santa ragione per favorire a colpi di leggi i loro rispettivi bacini elettorali. Ma su un fronte hanno lavorato tutti insieme appassionatamente.
L’obiettivo era quello di garantire un trattamento fiscale di straordinario privilegio ai loro rappresentanti in parlamento (ma le stesse regole sono previste anche per gli onorevoli regionali). Ed è stato perfettamente centrato, con un lavorìo rimasto sempre sotto traccia.
Pochi lo sanno: l’indignazione dei cittadini per i costi della politica si è finora concentrata sui benefici economici e pensionistici degli onorevoli.
Ma quelli fiscali sono ancora più scandalosi: la retribuzione complessiva di chi siede alla Camera in rappresentanza del popolo italiano è sottoposta a un’aliquota media Irpef del 18,7 per cento. Ecco come funziona, documenti ufficiali alla mano (ricavati dal sito istituzionale della Camera).
Prendiamo un parlamentare che non svolge altre attività ed è talmente ligio da non saltare mai una seduta di Montecitorio. La voce più pesante della sua busta paga è l’indennità mensile, oggi ridotta a 10.435 euro, pari a 125.220 euro l’anno.
Dall’importo vengono sottratte ritenute previdenziali per 784 euro al mese (9.410 euro l’anno) come quota di accantonamento per l’assegno di fine mandato, che è esentasse, come vedremo (e come d’altronde è scritto nero su bianco nella relazione al 31 dicembre 2011 su Attività e risultati della Commissione Giovannini sul livellamento retributivo Italia-Europa).
L’onorevole subisce poi una ritenuta mensile per il trattamento pensionistico di circa 918 euro (11.019 euro l’anno). Dall’indennità parlamentare viene infine detratta una ritenuta mensile di 526 euro (6.320 euro l’anno) per l’assistenza sanitaria integrativa.
Il trattamento del deputato è però arricchito da altre quattro voci con il segno positivo, tutti benefit esentasse. La prima è la diaria, una sorta di rimborso per i periodi di soggiorno a Roma, che ammonta a 3.503 euro al mese (42.037 l’anno) e viene decurtata di 206 euro per ogni giorno di assenza. La seconda è il rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, pari a 3.690 euro al mese (44.280 l’anno), che per il 50 per cento va giustificato con pezze d’appoggio (per certe voci) e per il restante 50 per cento è riconosciuto a titolo forfettario. La terza voce non è perfettamente quantificabile e deriva dal fatto che il deputato è fornito di una serie di tessere per volare, prendere treni e navi e viaggiare in autostrada senza sborsare un soldo (ai fini della nostra simulazione abbiamo ipotizzato che ciò gli consenta di risparmiare 5 mila euro tondi l’anno) e un rimborso forfettario delle spese di trasporto (ma non viaggia già gratis?) di 3.995 euro a trimestre (15.980 l’anno). La quarta voce è rappresentata da una somma a forfait mensile di 258 euro (3.098 euro l’anno) per le bollette telefoniche.
Il pallottoliere dice che il totale fa 235.615 euro. Che, dedotte le ritenute previdenziali e assistenziali e i rimborsi spese documentati, si riduce a 189.431 euro. Ma per l’onorevole, come per magia, grazie ai trattamenti di favore architettati dal parlamento stesso, la base imponibile ai fini Irpef è di soli 98.471 euro e comporta il pagamento di tasse per 35.512 euro. Che corrisponde in concreto a un’aliquota media, appunto, di appena il 18,7 per cento.
Qualunque altro cittadino italiano, un manager per esempio, che percepisse la stessa somma a titolo di stipendio e di benefit di analoga natura, si ritroverebbe con una base tassabile ai fini dell’imposta sul reddito di 189.431 euro e dovrebbe mettere mano al portafoglio per 74.625 euro di Irpef (con un’aliquota media del 39,4 per cento).
L’onorevole paga dunque solo il 47 per cento di quello che toccherebbe a un cittadino comune (e per semplicità non si è tenuto conto degli ulteriori benefici di cui gode sulle addizionali regionale e comunale) e risparmia ogni anno qualcosa come 39 mila euro d’imposta (vedere la tabella nella pagina a fianco). A consentire questa incredibile iniquità è un’interpretazione alquanto generosa, da parte del parlamento, dell’articolo 52, comma 1, lettera b del Tuir (Testo unico delle imposte sui redditi), in base al quale non concorrono a formare il reddito le somme erogate a titolo di rimborso spese ai titolari di cariche elettive pubbliche (parlamentari, consiglieri regionali, provinciali e comunali) e ai giudici costituzionali, «purché l’erogazione di tali somme e i relativi criteri siano disposti dagli organi competenti a determinare i trattamenti dei soggetti stessi».
Il rispetto dei principi di capacità contributiva e il divieto di disparità di trattamento rispetto agli altri contribuenti imporrebbe la limitazione dell’esenzione fiscale ai soli rimborsi spese effettivi, quelli cioè strettamente legati alle funzioni pubbliche svolte e corredati di documentazione. Ma il parlamento ha deciso diversamente. Costringendo altri uffici pubblici a fare i salti mortali per non doverne censurare le scelte. Basti pensare che il Gruppo di lavoro sull’erosione fiscale, costituito a suo tempo da Tremonti per tagliare la spesa pubblica e presieduto da Vieri Ceriani, non avendo altri criteri di rilievo costituzionale per giustificare le ragioni di tali benefici fiscali ha dovuto classificarli tra le misure a rilevanza sociale, cioè alla stregua di quelle a favore delle Onlus e del terzo settore e di quelle che aiutano l’occupazione. Poi dice l’antipolitica.
Ma non è finita. Siccome pagare l’Irpef al 18,7 per cento a Lorsignori doveva sembrare ancora poco e per non farsi mancare proprio nulla, i parlamentari hanno pensato bene di trovare un escamotage per mettersi in tasca pulito pulito l’assegno di fine mandato, che dovrebbe invece essere sottoposto a tassazione in base all’articolo 17, comma 1, lettera a del Tuir (Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917).
Ecco come hanno fatto. Ogni mese, lo abbiamo appena visto, l’onorevole subisce, proprio in vista dell’assegno di fine mandato, una ritenuta sull’indennità parlamentare di 784 euro.
Trattandosi di contributi previdenziali, la somma viene dedotta annualmente dal reddito da tassare, nel presupposto che ciò avverrà poi al momento della consegna dello chèque. L’articolo 17, comma 1 del D.P.R. 917/86 prevede, come per il Tfr dei lavoratori, una tassazione separata dell’assegno di fine mandato, per evitare che si sommi al reddito dell’anno in cui viene incassato, facendo così scattare un’aliquota fiscale più alta.
Ma c’è un’altra disposizione (contenuta nell’articolo 19, comma 2 bis del Tuir) che riguarda il metodo di tassazione separata dell’indennità spettante ai dipendenti pubblici (buonuscita per gli statali) e agli assimilati (soci lavoratori delle cooperative, sacerdoti e parlamentari): dice che la base imponibile dell’assegno va determinata in funzione del peso del contributo a carico del datore di lavoro sul totale del contributo previdenziale. Per capire meglio, prendiamo un caso concreto. Quello di un dipendente pubblico, la cui indennità di buonuscita è alimentata da un contributo obbligatorio a carico del lavoratore nella misura del 2,5 per cento e da contributi a carico del datore di lavoro del 7,10, per un totale del 9,60 per cento. Il contributo pubblico del 7,10 per cento corrisponde al 73,96 del 9,60 per cento. Quindi al travet verrà tassato il 73,96 per cento della buonuscita.
Non avviene così nel caso dei parlamentari. Disciplinando da soli il sistema di rappresentazione contabile della loro busta paga, gli onorevoli hanno creato un meccanismo perfetto, che rispetta formalmente la legge, ma consente di non pagare un euro bucato di tassazione separata sull’assegno di fine mandato. Il trucco è tanto banale quanto efficace: mentre per il dipendente pubblico, come abbiamo visto, il 73,96 per cento dell’accantonamento è a carico del datore di lavoro; nel caso del parlamentare la quota da accantonare per l’indennità di parlamentare è tutta figurativamente imputata a lui. E così non deve pagare. Non è certo da questi politici (a parte qualche lodevole eccezione) che ci si può aspettare una seria guerra ai ladri di tasse.
Un abbraccio a tutti :twisted:

Re: "Grazie"...

Inviato: 17/03/2014, 14:09
da ezio1961
Posso proporre un referendum per essere annesso ( io come persona intendo) alla russia ? Iso Crimea ..... dalle immagini ho visto sventolare bandiere con FALCE & MARTELLO :o
Nostalgicone che non sono altro :oops:

Re: "Grazie"...

Inviato: 26/03/2014, 10:57
da emilio marco
... Questa volta non scrivo da inc.... to,ma... :P
Tremendamente felice.
Ieri pomeriggio ricevo una telefonata,da un losco individuo di Venezia,il suo accento e cadenza la riconosco,quello che non capisco è il suo"parlare".. confuso :!: :o
Allora chiamo un'altro bell'elemento della Marca Trevigiana.che mi da conferma che insieme al losco individuo di prima ci sono anche un"pensionato Trentino"e un Rosso Malefico di Vicenza :o
Ora mi è tutto più chiaro,capisco,rido a crepapelle e non posso far altro che condividere il loro stile di vita e Amicizia !!

GRAZIE "RAGAZZI"VI VOGLIO BENE !

... 8-) Inutile dire che ieri sera in "Vostro"Onore ho pasteggiato a PROSECCO !!!!!

...........IL "VERO"SPIRITO TRAIL il resto.... Va in Mona !!!

Re: "Grazie"...

Inviato: 16/04/2014, 21:41
da emilio marco

Re: "Grazie"...

Inviato: 11/06/2014, 20:35
da emilio marco
La sanità non diffonde la notizia perché la soluzione é troppo economica

Il bicarbonato di sodio è uno dei più potenti alcalinizzanti. Otto Heinrich Warburg, premio Nobel nel 1931 per la sua tesi
La causa principale e la prevenzione del cancro, ha dichiarato:

Le cellule tumorali vivono in un ambiente estremamente acido e privo di ossigeno. Le cellule sane vivono in un ambiente alcalino, ossigenato, consentendo il funzionamento normale, privare una cellula del 35% di ossigeno per 48 ore può probabilmente innescare un processo canceroso. Le sostanze acide respingono ossigeno, mentre le sostanze alcaline lo attraggono. Le cellule tumorali sono anaerobiche (non respirano ossigeno) e non possono sopravvivere in presenza di alti livelli di ossigeno. Invece la GLICEMIA sopravvive fino a quando l’ambiente è privo di ossigeno. I tessuti tumorali sono acidi, mentre i tessuti sani sono alcalini, quindi il cancro non sarebbe altro che un meccanismo di difesa che hanno alcune cellule del corpo per sopravvivere in un ambiente privo di ossigeno e alcalinità.

La dr. Elisabetta Izquierdo : “Io sono un medico e mi rifiuto di credere che radio e chemio terapia siano gli unici strumenti per debellare il cancro”.

Il bicarbonato di sodio, umile composto e molto a buon mercato, secondo recenti e sorprendenti ricerche farmaceutiche può curare il cancro. E non solo, allevia molto significativamente anche gli effetti secondari negativi della chemioterapia. La “soluzione” della medicina organizzata per il cancro si basa su tre procedure molto rischiose e altamente invasive la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia. La soluzione può essere nel kit del vostro bagno.

Dose Consigliata: 1/2 litro di acqua + succo di 3 limoni + 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio. Prendere a stomaco vuoto al mattino, può essere suddivisa in due dosi durante il giorno , ma non tra i pasti. E ‘ meglio prenderla ogni giorno, anche quando la malattia è sparita, perché tutti i tumori possono tornare, ed è importante prevenire.

Nel suo libro, “Vincere la guerra al cancro“, il suo autore – il dottor Mark Sircus – affronta la questione del bicarbonato di sodio che aiuta a salvare innumerevoli vite ogni giorno. Il bicarbonato di sodio è noto come antico metodo per accelerare il ritorno a livelli normali di bicarbonato nel corpo. E’ inoltre economico, sicuro, e forse potrebbe essere la medicina più efficace a disposizione contro il cancro.

Il Bicarbonato di sodio dà al corpo una forma naturale di chemioterapia che uccide efficacemente le cellule tumorali senza gli effetti collaterali devastanti evitando anche i costi della chemioterapia convenzionale. Dal momento che nessuno si può arricchire e fare un sacco di soldi con qualcosa di così semplice, nessuno lo promuove e quindi manca il supporto per essere studiato e sperimentato. La comunità medica ha voltato le spalle Dr. Simoncini e ad altri colleghi, perché, da onesto specialista oncologo, ha rifiutato di utilizzare i metodi convenzionali per i suoi pazienti che decidono di farsi somministrare cure a base di bicarbonato di sodio, curando con impressionante successo nel 99 per cento dei casi il cancro al seno. Il cancro della vescica può essere curato in breve tempo, completamente e senza chirurgia, chemio o radioterapia, utilizzando solo un apparato di infiltrazione locale (simile ad un catetere) per infondere bicarbonato di sodio direttamente nella zona infetta del seno o della vescica, ma può anche essere consumato per via orale.

Il bicarbonato di sodio applicato ai tumori alla fine li fa scomparire rapidamente, che molti dei trattamenti chemioterapici attualmente includono bicarbonato di sodio, con la scusa che “aiuta” a proteggere i reni, il cuore e il sistema nervoso del paziente è un dato di fatto. Ed è stato già stabilito che la somministrazione di chemioterapia senza bicarbonato può uccidere il paziente. Così , quando sentiamo parlare sui “successi” della chemioterapia è proprio il bicarbonato di sodio che agisce, non solo per fermare metastasi ma anche per ridurre al minimo gli effetti collaterali dannosi della tossicità chemioterapica. Inoltre non esistono studi per separare gli effetti del bicarbonato di sodio dagli agenti chemioterapici tossici.




fonte: danieleparisi.com

Re: "Grazie"...

Inviato: 04/07/2014, 19:44
da emilio marco
Caro amico/a,

Mi permetto di ricordarti dell'importante petizione che Notizie ProVita sta promuovendo contro la comunità del "Forteto" e in difesa delle piccole vittime di questa comunità. Si tratta di un luogo in cui, per oltre trent'anni, bambini, minori, disabili hanno subito ogni genere di abusi fisici e morali, tutti ispirati ad una radicale ideologia pedofilo-omosessualista.

Puoi leggere sul nostro sito il testo della petizione che sarà inviata a diverse istituzioni (incluse: La Presidenza del Consiglio dei Ministri; Il Ministro dell’Interno; Il Ministro della giustizia, Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali; Il Ministro della Salute; Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio; La Commissione Parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza; L’Autorità Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza)in modo che l'incubo del Forteto finisca, e in particolare per i minori che ancor oggi si trovano in quell’inferno, affinché vengano immediatamente allontanati da quel luogo.

Ti chiedo di firmare la petizione contro il Forteto: aggiungi la tua firma a quella delle migliaia di persone che hanno voluto sostenere la nostra iniziativa!

Ringraziandoti in anticipo e porgendoti distinti saluti, colgo l'occasione per chiederti di inoltrare la presente mail a parenti ed amici.

Caro amico/a,

Più volte sul nostro sito abbiamo parlato di un fenomeno che rappresenta una delle pagine più tristi e vergognose della storia italiana recente: si chiama “Il Forteto”. “Il Forteto” è una cooperativa agricola, in Vicchio del Mugello, Toscana, fondata nel ‘77 . Essa si strutturò presto come comunità di accoglienza e di recupero, e lungo gli anni, vennero affidati alla comunità del Forteto molti bambini provenienti da situazioni di disagio, spesso vittime di violenze e abusi, a volte disabili. Il “Forteto” era presentato come una comunità modello, celebrata in Italia e nel mondo da personaggi della politica, delle istituzioni e della cultura.

In verità, sotto le apparenze, si nascondeva un vero e proprio inferno. Già nel ’79, Rodolfo Fiesoli, fondatore del Forteto, venne condannato per atti di libidine violenta, corruzione di minorenne e maltrattamenti, ma lo stesso giorno della sua uscita dal carcere fu affidato alla comunità un ragazzo disabile! Il Forteto divenne una vera e propria “setta”, con la sua ideologia, i suoi “lavaggi del cervello”, il suo leader carismatico: Rodolfo Fiesoli appunto, che si faceva chiamare “Il Profeta”. Nel Forteto, i bambini erano sottoposti a maltrattamenti e abusi di ogni tipo, per più di trent’anni, e non solo dal Fiesoli, ma da molti altri membri della comunità, compresi i “genitori affidatari” dei bambini: “Ero stata abusata dal mio genitore naturale - racconta Marika - sono arrivata lì a 8 anni, nel 1983, dopo qualche anno il mio padre affidatario comincia a dirmi che per superare il trauma serviva che io lo rivivessi …”.



Tutto nel Forteto ruotava intorno ad una ideologia: l’omosessualismo radicale. L’omosessualità era promossa in ogni modo e l’eterosessualità osteggiata. Le donne e gli uomini all’interno della comunità vivevano divisi, anche se sposati. I rapporti dei bambini con la famiglia d’origine dovevano essere totalmente spezzati. Molte vittime raccontano di essere state convinte a raccontare ai magistrati minorili di abusi inventati, mai subiti dalla famiglia di origine. Chi veniva scoperto in atteggiamenti eterosessuali veniva sottoposto al rituale dei “chiarimenti”: una sorta di confessione pubblica degli atti o semplici fantasie eterosessuali, oppure degli abusi subiti dalla famiglia d’origine (spesso inventati). Coloro che si ribellavano subivano punizioni corporali: “Tirate di capelli, botte con il mattarello, zoccolate … si veniva richiusi nella cella frigorifera …”.

Una comunità, dunque, nella quale è accaduto di tutto, per oltre trent’anni, grazie al sostegno e alla copertura di politici, magistrati, servizi sociali, istituzioni regionali. Nel 2000 persino la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo aveva condannato l’Italia per l’affidamento al Forteto di due bambini, imponendo il risarcimento dei danni morali per trattamenti contrari alla Convenzione dei Diritti dell’Uomo. Nel 2011 Rodolfo Fiesoli viene di nuovo arrestato, e, in questo momento, 23 membri del Forteto, tra cui il Fiesoli, sono sotto processo per maltrattamenti, abusi sessuali su minori e violenza sessuale di gruppo.

Ebbene: da diverse fonti apprendiamo che ci sono ancora minorenni e disabili al Forteto!

Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto! Ti chiediamo di firmare la nostra petizione, proprio al fine di unire la tua voce a tutti quelli che vogliono che questo incubo finisca, in nome di tutte le vittime del Forteto che hanno sofferto ogni genere di abusi durante decenni, e in particolare per i minori che ancor oggi si trovano in quell’inferno, affinché vengano immediatamente allontanati da quel luogo. Salviamo i bambini dal Forteto!

Puoi leggere qui il testo della petizione che sarà inviata alle autorità competenti.

Re: "Grazie"...

Inviato: 28/08/2014, 20:14
da VEX
GRAZIE ad Alfredo MARTINI, grande CT e grande e saggio uomo che ha saputo dare, a chi ha voluto ascoltarlo, lezioni di vita sportiva. Nei suoi racconti e aneddoti mi ci sono perso. Aveva sicuramente uno SPIRITO TRAIL.

Re: "Grazie"...

Inviato: 02/09/2014, 21:25
da emilio marco