e nemmeno questo è il forum in cui approfondire certi argomenti,
però un po' si può fare
Approfitto di questa pausa concessa da Silvioma (probabilmente in recupero dopo il trail di Cesana) per proporre alcuni spunti di riflessione e riportare in cima il post.
A chi interessa linco (si dice così?) un po' di documenti e scritti trovati in rete in questi mesi, che mi paiono abbastanza (chi lo è del tutto…?) svincolati dagli ideologismi che generalmente si contrappongono quando si parla di TAV.
Per smentire il nostro Presidente della Repubblica (e con lui tutto o quasi il mondo istituzionale e dell’informazione) che ha acriticamente data per vera la versione di Virano in merito al coinvolgimento dei territori e, vergogna, ha rifiutato di incontrare i sindaci, sono già stati scritti più libri: poco è stato fatto e q opuel poco è stato fatto male e in modo cotroproducente (volutamente o per stupida arroganza non so valutare). Su tale argomento si è anche disturbato uno dei massimi esperti in italia di partecipazione, coinvolgimento, sistemi decisionali e altro, Luigi bobbio (figlio del filosofo) che ha scritto questo libro in tempi non sospetti, dove descrive gli errori nei processi decisionali e di progetto fatti in val susa per la TAV (mi pare sia del 2008)
(
http://www.tecalibri.info/B/BOBBIO-L_tav.htm#p004 –
sul sito ci sono alcuni estratti, è un po accademico, e tipicamente tratta la popolazione valsusina come specie da osservare, ma è interessante - non l'ho letto tutto e tempo fa ma questa è l'impressione che mi fece - l’autore è persona seria e degna).
A chi interessa una sintesi degli avvenimenti principali dal 1990 al 2007 (interessante conoscere come si è formato il movimento) può leggerlo su questo articolo di Bobbio, dove si trova anche una sintesi dei concetti del libro sopra citato
http://www.avventuraurbana.it/labibliot ... io_tav.pdf
Sempre sull’argomento la lettera di Virano agli abitanti della val susa(2010), dove con tono paternalistico spiega perché lui ha ragione e guai a chi si mette tra i piedi, è emblematica del concetto che hanno i promotori di coinvolgimento della società locale.
http://www.ltf-sas.com/upload/File/lett ... 2nov10.pdf
Interessanti sono questi due articoli presi da LaVoce, anche se è chiara la provenienza delle fonti con una visione prettamente economica
http://www.lavoce.info/articoli/-infras ... 02916.html
http://www.lavoce.info/articoli/-infras ... 02895.html)
che chiariscono lo stato del progetto TAV e dei costi e dei finanziamenti europei, aspetti che incredibilmente sono difficili da comprendere perché ognuno dice le sue cifre. Per esempio ho scoperto che il progetto sarà realizzato per fasi, che la prima fase è la realizzazione del tunnel di base (opera principale di 57 km) e questo nuovo tratto sarà collegato alla linea storica fino alla saturazione della stessa (evento che probabilmente non avverrà)
Su questo aspetto trovo che non ci sia chiarezza da parte di entrambi gli schieramenti e tale ambiguità discredita anche il movimento NoTAV. Come mai non se ne parla? non cambia niente? non potrebbe essere uno spiraglio per un compromesso?
Se devo essere sincero ho sempre trovato questa una debolezza nel movimento: un no incondizionato e incondizionabile anche al variare dei contesti, l'assenza di un progetto (reale, concreto) alternativo e condiviso di sviluppo e governo del proprio territorio e sopratutto il rifiuto, anche solo di pensare, ad un progetto di territorio con la TAV. Su questo ci sarebbe molto da dire ma mi sto dilungando troppo.
buone corse