Un po' presto per parlare di cosa porto, etc...
oppure il Kima diventa una malattia e non si vede l'ora di partire?
Gli anni passati il materiale obbligatorio era quasi inesistente, quest'anno c'è qualcosina in più e consigliano pure il casco...
Il tutto sta in un marsupio, ma poi sta alle vostre abitudini cosa usare. Come dice Marietto, non è una gara corta, meglio qualcosa in più che in meno...
Non servono grandi cose perchè se il tempo è brutto il Kima non si fa!
Io vi consiglio di portarvi dietro un paio di guanti da ferrata/MTB, sulle fredde ed umide catene sono utili.
Vietati i bastoncini!
I ristori non sono poi così essenziali, due anni fa si trovava quella buonissima torta locale che non è per niente male! Qualche gel fa comodo ma non portatevi dietro una toma e due litri i birra, non serve!
La gara non inizia alla Bocchetta Roma, ma dopo, cercate di non arrivare troppo tirati alla bocchetta perchè è da li che comincia il terreno tecnico e lento, se passate troppo tirati (come ritmo) è facile non stare nel secondo cancello!
La prima salita è si facile ma i tagli della strada a tratti sono ripidi.
Bisogna essere sufficientemente veloci per stare nel primo cancello ma è più importante sapere muoversi sul tecnico che salire a 1200m/h!
Dalla bocchetta Roma non fatevi prendere dall'ansia secondo cancello cercate di trotterellate agili in discesa che se arrivate bene al secondo cancello poi vi divertite e non vi ferma più nessuno!
Io due anni fa ho dovuto mollare già prima della bocchetta Roma perché senza allenamento ed imbroccando una pessima giornata sono andato tranquillo fregandomene del secondo cancello perchè proprio non andavo... sono passato 10 minuti in anticipo e poi sono arrivato di poco fuori tempo massimo al traguardo facendola praticamente al ''passo'' ma mi hanno aspettato e classificato ugualmente, ho mangiato come tutti gli altri e ricevuto gli stessi complimenti: Il Kima è una super gara ed è molto sentita in valle, vedrete che nonostante sia un percorso tecnico e duro sarà una superfesta!
Ciao
Alberto