Mi ci è voluto qualche giorno per recuperare, eccomi a raccontare come ho vissuto il mio primo
half trail.
Partenza senza forzare perché non avrebbe proprio senso, i primi chilometri di piacevole saliscendi nel bosco scorrono veloci e mediamente mantengo la posizione. Arrivato all'inizio della salita verso Malga Derocca corricchio la prima rampa e poi decido di passare alla camminata. Pur controllando il ritmo supero parecchi concorrenti (soprattutto senza bastoni) e questo mi fa capire che portarli sia stata una scelta azzeccata (fino all'ultimo non sapevo se ne avrei fatto uso o meno non avendoli mai usati in allenamento). Salgo allegramente e mi sento bene, cerco di bere in modo da arrivare alla malga con la borraccia vuota per riempirla e ripartire. Arrivo alla malga con più di 15 minuti di anticipo sull'ora prevista e sto bene. Riempio la borraccia di sali e riparto alla volta della Ceriola, il primo tratto in camminata e poi il bel sentiero di corsa fino alla rampa finale. In cima arriviamo in tre, il tempo di rifiatare e giù, verso malga Palazzo. I due che mi precedono spariscono in un baleno e subito capisco che in discesa pagherò pegno...
Attraverso i bei prati e imbocco la forestale insieme ad un concorrente che mi ha raggiunto. Arriviamo al ristoro di malga Palazzo tra i sorrisi e la cordialità dei volontari... sono in anticipo di mezzora sulla tabella di marcia. Dopo la sosta riparto decidendo di calare il ritmo perchè la strada da fare è ancora lunga, non so come reagirò oltre le tre ore e perchè questi posti sono meravigliosi: me li voglio godere! Percorro ancora qualche km da solo poi raggiungo un paio di concorrenti con cui facciamo un po' di camminata veloce insieme sgranocchiando della frutta secca. Arriva la neve e passo avanti, con i bastoni si riesce ad avanzare senza perdere troppo terreno per gli inevitabili scivoloni. Il caldo si fa sentire e il riflesso sulla neve non aiuta, a differenza dei sempre presenti e sorridenti volontari pronti a salutare ed incitare. Arrivo in cima alla salita e nel traverso finale scivolo prima di attraversare il nevaio. Riesco a scongiurare lo scivolone a valle che mi avrebbe costretto a risalire il tratto attrezzato con la corda. Dopo tre ore e un quarto esatte dalla partenza arrivo al Bus de le Zole e sto ancora bene. Inizia qui la discesa verso il rifugio e con lei anche i concorrenti che mi superano.
Uno, due, tre, "permesso".... "passo a sx..." ... "passo a dx..." "Ma da 'ndo Cristo li sbarei fora sti quà"[Cit. A.C.]
Arrivo al Casarota e i minuti di vantaggio sull'arrivo previsto sono ancora venti. Questo mi dà coraggio e così anche sapere che i concorrenti già passati sono poco più di cento. Per essere la mia prima esperienza arrivare nella prima metà della classifica la ritengo una vittoria. Riposo, bevo e via. Dopo un centinaio di metri nel bosco sento acqua che scende dallo zaino, mi volto e vedo il tappo della borraccia rimasto svitato al ristoro che ora scivola nel bosco... scendo a prenderlo e riparto.
Ancora gente che passa compreso l'illustre vincitore della 65k che con un "..hop, hop..." chiede strada. Gliela concedo volentieri (potrei far diversamente?) e resto basito dallo stile impeccabile e dalla freschezza della sua falcata. Arrivo al punto in cui il sentiero finisce, comincia la forestale e con lei anche i miei problemi. Mi sembra di avere un masso a livello intestinale, fatico a correre e così cammino. Fa caldo e il masso non si muove. Cammino... corricchio (poco)... cammino "....Tutto bene? mi sento chiedere, annuisco ma non è così, saluto e ringrazio. Come un lampo vedo passare Filippo Canetta che corre come fosse partito da dieci minuti. Per la seconda volta resto impressionato dallo stile impeccabile della corsa di questi campioni; lo incito e lui alza il pollice... beato lui... .Mi raggiungono due concorrenti e facciamo un pezzo insieme. Ormai mi sto trascinando. Arrivo all'ultimo ristoro, bevo del the che una bimba mi offre... poi continuo a camminare. Sbuca un fotografo da sotto la strada (scoprirò poi di essere al Dos del Bugo) che mi incita e spara il suo flash una due... sei sette volte. Fa caldo.. devo fermarmi perchè l'intestino non mi da tregua. Arrivo all'ultimo bivio mi dicono che mancano due chilometri e penso davvero di non farcela. Poi ancora bosco, inizio a sentire le vesciche sulle dita dei piedi... mi superano due concorrenti, provo a seguirli qualche metro ma niente. Sono vuoto.
Ricordo solo l'uscita dal bosco con un prato fiorito sulla sx e l'aria calda nei polmoni, ricordo di aver visto l'asfalto e aver pensato "...ci siamo...manca davvero poco..." Arrivo correndo fino all'altezza dei parcheggi, i concorrenti già arrivati non fanno mancare l'incitamento. Cammino ancora fino all'attraversamento della statale e poi ricomincio a correre, se quel fare strascicato ha ancora qualcosa che si avvicini alla corsa.
Applausi, sorrisi, "...forza...", "...bravo...", acqua, mal di pancia, felicità, soddisfazione, altri arrivi, piedi nudi...
Grazie a tutti per questa bellissima esperienza, agli organizzatori, ai volontari, ai primi e agli ultimi.
E grazie alle "numerose ma mai noiose zete" della salita a Malga Derocca
