oggi itra è emanazione di utmb, per il semplicissimo motivo che è stata creata e costruita in gran parte da utmb, e in ciò chapeau ai polettì, che, detto per inciso, non sono mica il babau, anzi, sono al contrario i top organizzatori al mondo, gente con una esperienza, una capacità ed anche una visione notevoli... potranno stare poco simpatici per la loro arroganza, tuttavia è innegabile che hanno da insegnare... però focalizzare la questione solo sul "problema" utmb è fuorviante, perchè quella dei punti è una delle questioni sul tappeto, ma non la sola...
il numero di praticanti, e di gare, in questi anni è cresciuto esponenzialmente ed è inevitabile, e probabilmente anche giusto, che in qualche maniera si formino delle aggregazioni, si tenti di dare una "struttura" al movimento, ci stanno provando attori diversi... a grandi linee si vedono da un lato organizzatori, grandi o piccoli, professionali o artigianali che siano, e atleti, typ top e tap, entrambi con i loro variegati modi di intendere il trail, ma accomunati da un'insofferenza per i sistemi di tessere e inutili balzelli, dall'altro le cosiddette "istituzioni", che pur non avendo alcuna rappresentatività, cioè non essendo in nessun modo espressione di organizzatori ed atleti, si arrogano il diritto di dettare regole...
da statuto itra il consiglio direttivo sarà composto da venti o ventuno persone: il presidente dell'iaaf (nel caso in cui itra sia riconosciuta da iaaf), due soci fondatori e i restanti diciotto suddivisi tra organizzatori e istituzionali in proporzione ai voti rappresentati in assemblea... ovvero, se all'assemblea ci saranno pochi voti organizzatori, si avrà un'itra in mano alle federazioni e a utmb, se al contrario all'assemblea gli organizzatori avranno grande rappresentanza, il consiglio direttivo potrà essere composto da una maggioranza di organizzatori terzi che potranno prevalere sugli elementi "istituzionali"...
è evidente che in questo secondo scenario itra assumerebbe veramente un ruolo di attore internazionale ed imparziale, in grado di contenere da un lato gli appetiti federali e dall'altro di ridimensionare utmb al suo ruolo di socio, quand'anche autorevole, relegando le questioni di ® alle sole aule di tribunale e solo ove ne ricorresse veramente il caso...
note tecniche:
- in assemblea generale è presente per ogni nazione un delegato, che pesa con voti in proporzione agli organizzatori rappresentati, e questo è un nome/candidato
- l'assemblea generale, oltre a discutere ed a votare sugli ordini del giorno, elegge il consiglio direttivo, per il quale può candidarsi lo stesso o un altro o più nomi
- i soci cosiddetti commerciali hanno potere consultivo ma non votano in assemblea e non sono rappresentati in consiglio direttivo, è un bene o un male che ci siano? chiedetelo a chi brontola perchè il pacco gara è scarso
- la società è in svizzera, come molte altre istituzioni sportive e non, che in alternativa hanno sede nel principato di monaco, perchè prova tu ad aprire una società uguale in italia, poi ne riparliamo
- 100 euri per la sola valutazione della gara, da 50 a 500 euri in proporzione al monte quote di iscrizione per essere soci e qualificare tutte le gare che si organizzano, fosse in un futuro la sola affiliazione da pagare, sarebbe comunque similare se non inferiore a quelle attuali
- la partecipazione diretta dei soci è solo dell'itra; i direttivi delle altre organizzazioni internazionali quali la iaaf, la iau, la wmra normalmente sono composti dalle sole rispettive associazioni/federazioni nazionali e non dai semplici soci; questa non è poca cosa, potrebbe essere la chiave per avere un'associazione unica, internazionale, agile (come per molti aspetti itra è già, vedi modalità di affiliazione, un form online e via) e non cadere nelle derive dei piccoli potentati provinciali, regionali, nazionali
nomi? per il delegato e poi per il consiglio? si sono fatti quelli di mau scilla, che sul versante francese conosce il mondo, di elio piccoli, che ha lavorato in uisp, di claudio cunegatti, che ha competenze geografiche, ci aggiungerei anche l'alessio parauda, che è bene addentro alle questioni di sicurezza, o ancora perchè no luca "cubo" revelli, che ha collaborato con il gruppo itra del ranking pur dissentendo sul sistema e che potrebbe vedere nell'itra la chiave per una via quasi anarchica al trail... il mio? credo sia abbastanza palese la mia opinione in merito ad organizzazioni, federazioni, atletica e trail, e se ci fosse un gruppo numeroso e dagli intenti comuni, probabilmente non potrei tirarmi indietro...
ITRA: elezione rappresentante organizzatori italiani
Moderatore: leosorry
Re: ITRA: elezione rappresentante organizzatori italiani
Grazie Pollo: gran marpione!!! Io ormai sono oltre l'anarchia, mi informo, cerco di rimanere sul pezzo (non solo nell'ambito trail), ma la mia idea l'ho già espressa.pollo ha scritto:... ancora perchè no luca "cubo" revelli, che ha collaborato con il gruppo itra del ranking pur dissentendo sul sistema e che potrebbe vedere nell'itra la chiave per una via quasi anarchica al trail....
Il Trail deve ispirarsi al SURF: totale indipendenza, poche regole, grandi eventi sponsorizzati, ma soprattutto sempre la tribù al centro di tutto!!!
In fin dei conti riassume il mio motto "fatti non pugnette".
Questo presuppone la scomparsa di manie di protagonismo di molti, l'eliminazione dei politicizzanti sportivi, l'assenza di campanilismo. TUTTE COSE IMPOSSIBILI IN ITALIA E IN EUROPA, forse oltre oceano chissà...
Hai fatto tanti nomi, ma, dopo Beppe Marazzi, il tuo rimane il + serio e accreditato.
Ah dimenticavo: abbasso la I.U.T.A for ever!!!
Re: ITRA: elezione rappresentante organizzatori italiani
cubettoz ha scritto:
Ormai il destino del Trail è segnato, alla faccia di sto belin di Spirito Trail. In breve diventerà uno sport come tutti gli altri e i veri spiriti trail continueranno a correre tra le montagne senza regole, senza pettorale, senza vincoli, senza marchette, senza la possibilità di essere ricattati, senza l'obbligo di coprirsi un logo di un brand.
Io lo faccio da anni: senza tante balle!!
Io son d'accordo con te e con Beppe sul discorso tessere e federazioni che vogliano imporre, e per questo dico che per coerenza, se i Poletti vogliono imporre regole al di sopra di un organizzazione creata da loro devono essere semplicemente boicottati nella loro gara.
Altrimenti diventano le soluzioni di comodo che tanto piacciono in Italia.....non va bene, però la loro gara è la meglio organizzata ed è sul Bianco ed allora va bene, cosi gli si da il potere.....e vedremo se non lo sfrutteranno dentro Itra.
Sull'anarchia...io penso che il miglior regolamento che mi sia capitato di leggere fu quello del Fenera di Nico Valsesia, peccato che legalmente, per gli organizzatori sia un rischio che non possono accollarsi
Re: ITRA: elezione rappresentante organizzatori italiani
Ma ci credete davvero a questa cosa?cubettoz ha scritto:Grazie Beppe: unico vero fautore dell'anarchia sportiva, posso solo osannarti e baciarti i piedi...BeppeGM ha scritto:Continuo (inutilmente) a chiedermi e a chiedere la domanda numero 0:
PERCHE'?...
Ormai il destino del Trail è segnato, alla faccia di sto belin di Spirito Trail. In breve diventerà uno sport come tutti gli altri e i veri spiriti trail continueranno a correre tra le montagne senza regole, senza pettorale, senza vincoli, senza marchette, senza la possibilità di essere ricattati, senza l'obbligo di coprirsi un logo di un brand.
Io lo faccio da anni: senza tante balle!!
Seriamente pensate che tutti gli appassionati che oggi affollano gare come Ultrabericus, TCE, Casto ma anche Tor e UTMB un domani sarebbero disposti a sottostare a tutta la burocratizzazione di cui parlate?
Magari avete ragione voi, ma secondo me si stanno facendo i conti senza l'oste.
Al di là delle mie ridicole capacità sportive, non ho ancora mai corso una maratona: mi sono informato rapidamente, e al terzo acronimo letto nei regolamenti delle maratone a portata di mano rispetto a dove vivo mi sono stufato. No, io non la faccio la dannatissima tessera Fidal solo per correre una maratona, perché dovrei, santo cielo? Non mi interessa entrare a far parte della Fidal, mi interessa solo partecipare ad una gara, e il balzello del tesserino giornaliero lo trovo quasi offensivo: alla fine della fiera, partono molti più soldi di quanti abbia senso spenderne. Certo, basterebbe adattarsi al sistema e pagare senza tante menate, ma qui sì che mi metto a fare questioni di principio.
Per questo faccio trail: tante, ma tante meno balle. Se ho voglia di competere, le occasioni per farlo senza complicazioni non mancano e posso scegliere io il livello e lo scenario. Viene da sé che ci sono palcoscenici e percorsi molto più attraenti di altri, ma io di una cosa sono strasicuro: se il gioco non vale la candela, il trailer non è scemo e lascia perdere. Se l'UTMB continua ad appassionare così tanto tutti quanti, nonostante le ovvie considerazioni quasi tutte condivisibili sulla questione ®, un motivo c'è: di Giro del Bianco ce n'è uno solo al mondo, ed è talmente figo che la gente continua ad impazzire per riuscire ad essere alla partenza in place du triangle de l'amitié a Chamonix.
Il giorno in cui si farà il giro dall'altra e l'offerta si allontanerà troppo dalla domanda, io credo che quest'ultima calerà fino a rendere necessario un ripensamento della prima, pena la chiusura della baracca e tanti saluti a tutti. Non arriviamo a dire che un TA è uguale ad una grande gara internazionale, perché semplicemente non è vero, commetteremmo un'ingenuità imperdonabile.
Sempre rigorosamente imho, ovviamente
Andrea
- Canesciolto
- Messaggi: 571
- Iscritto il: 07/09/2010, 15:25
- Località: Treviso
Re: ITRA: elezione rappresentante organizzatori italiani
Che dire ? Quoto ovviamente......NoTrail ha scritto:Ma ci credete davvero a questa cosa ?......cubettoz ha scritto:Grazie Beppe: unico vero fautore dell'anarchia sportiva, posso solo osannarti e baciarti i piedi...BeppeGM ha scritto:Continuo (inutilmente) a chiedermi e a chiedere la domanda numero 0:
PERCHE'?...
Ormai il destino del Trail è segnato, alla faccia di sto belin di Spirito Trail. In breve diventerà uno sport come tutti gli altri e i veri spiriti trail continueranno a correre tra le montagne senza regole, senza pettorale, senza vincoli, senza marchette, senza la possibilità di essere ricattati, senza l'obbligo di coprirsi un logo di un brand.
Io lo faccio da anni: senza tante balle!!
Leggo di come si stà cercando di ingabbiare la nostra bellissima attività con regolamenti, tessere, ecc, ecc, e mi viene la nausea.
Giusto un mese fà ero con tanti amici a Pesek a dare il mio nome ai mitici cronometristi, i quali per partecipare non chiedono quote di iscrizone, tessere o certificati e non forniscono assistenza, ne ristori, propongono solo un meraviglioso percorso da correre, punto.
Anch'io faccio i miei trail con tanto di quota di iscrizone, regolamento e certificato, ma a tutto c'è un limite.
Se è questo l'andazzo, mi sà che prossimamente fioriranno parecchi fat ass sullo stile della Cavalcata Carsica.
Re: ITRA: elezione rappresentante organizzatori italiani
Io non sono assolutamente contro la regolamentazione, tanto meno a priori e a qualunque costo, purché questa si riveli sensata e vicina alle esigenze di chi lo sport lo pratica e lo definisce.
L'andar per monti da soli, per i fatti nostri e in totale libertà è una cosa bellissima, imprescindibile secondo me, però non c'entra assolutamente nulla con il puntarsi un pettorale addosso e sfidarsi amichevolmente con altri appassionati su percorsi in qualche modo addomesticati per l'occasione. Dico addomesticati intendendo balisati, messi in sicurezza laddove necessario (un semplice spezzone di corda può evitare infortuni importanti), magari anche un po' ripuliti da sterpaglie o alberi caduti. Queste attenzioni non tolgono nulla all'esperienza del muntagnin che cerca un po' di emozioni sui sentieri.
Facciano pure i percorsi di "trail" circolari, con le transenne sulle curve, i riflettori a illuminare un percorso che di per sé magari non esisterebbe nemmeno: che ci provino, vedranno quanto successo avrà questo approccio. Senza bisogno di mettersi a fare i rivoluzionari del nulla, a volte scarsa lungimiranza è la miglior amica del fallimento.
Il problema non è la regolamentazione, il problema sono le regole in sé e quello che esse esprimono. Vorrei Pollo nel direttivo Itra? Santo cielo, ma certo che ce lo vorrei! E ci vorrei Mau, Simone, Cimbro, Alessio, tutte persone che il trail vero sanno cosa sia e che hanno l'intelligenza e la capacità di fare valere la propria voce. I sistemi o si sovvertono distruggendoli oppure li si cambia lavorando al loro interno: per una volta abbiamo l'occasione di costruire qualcosa di nuovo, io credo che sia utile provarci e provarci bene.
Il resto sono solo chiacchiere, che proverbialmente stanno a zero.
L'andar per monti da soli, per i fatti nostri e in totale libertà è una cosa bellissima, imprescindibile secondo me, però non c'entra assolutamente nulla con il puntarsi un pettorale addosso e sfidarsi amichevolmente con altri appassionati su percorsi in qualche modo addomesticati per l'occasione. Dico addomesticati intendendo balisati, messi in sicurezza laddove necessario (un semplice spezzone di corda può evitare infortuni importanti), magari anche un po' ripuliti da sterpaglie o alberi caduti. Queste attenzioni non tolgono nulla all'esperienza del muntagnin che cerca un po' di emozioni sui sentieri.
Facciano pure i percorsi di "trail" circolari, con le transenne sulle curve, i riflettori a illuminare un percorso che di per sé magari non esisterebbe nemmeno: che ci provino, vedranno quanto successo avrà questo approccio. Senza bisogno di mettersi a fare i rivoluzionari del nulla, a volte scarsa lungimiranza è la miglior amica del fallimento.
Il problema non è la regolamentazione, il problema sono le regole in sé e quello che esse esprimono. Vorrei Pollo nel direttivo Itra? Santo cielo, ma certo che ce lo vorrei! E ci vorrei Mau, Simone, Cimbro, Alessio, tutte persone che il trail vero sanno cosa sia e che hanno l'intelligenza e la capacità di fare valere la propria voce. I sistemi o si sovvertono distruggendoli oppure li si cambia lavorando al loro interno: per una volta abbiamo l'occasione di costruire qualcosa di nuovo, io credo che sia utile provarci e provarci bene.
Il resto sono solo chiacchiere, che proverbialmente stanno a zero.
Re: ITRA: elezione rappresentante organizzatori italiani
E candidatura fu!pollo ha scritto:[...]
nomi? per il delegato e poi per il consiglio? si sono fatti quelli di mau scilla, che sul versante francese conosce il mondo, di elio piccoli, che ha lavorato in uisp, di claudio cunegatti, che ha competenze geografiche, ci aggiungerei anche l'alessio parauda, che è bene addentro alle questioni di sicurezza, o ancora perchè no luca "cubo" revelli, che ha collaborato con il gruppo itra del ranking pur dissentendo sul sistema e che potrebbe vedere nell'itra la chiave per una via quasi anarchica al trail... il mio? credo sia abbastanza palese la mia opinione in merito ad organizzazioni, federazioni, atletica e trail, e se ci fosse un gruppo numeroso e dagli intenti comuni, probabilmente non potrei tirarmi indietro...
Anche se, secondo me, manca un certo SImone Brogioni dalla lista dei potenziali candidati.
Re: ITRA: elezione rappresentante organizzatori italiani
Scherzi??? Per molto meno circolarono su Simone leggende di essere stato assunto come Supermegaultra direttore generale del marketing di The North Facedeeago ha scritto: E candidatura fu!
Anche se, secondo me, manca un certo SImone Brogioni dalla lista dei potenziali candidati.
Se lo candidassimo come rappresentante degli organizzatori italiani in ITRA mi immagino già i titoli dei giornali, altro che rettiliani, scie chimiche e teorie del complotto!!!
Re: ITRA: elezione rappresentante organizzatori italiani
Assolutamente si, Simone avrebbe tutte le carte in regola...deeago ha scritto:secondo me, manca un certo SImone Brogioni dalla lista dei potenziali candidati.
Re: ITRA: elezione rappresentante organizzatori italiani
Ultimamente vengo poco sul forum, comunque quando vengo è sempre un piacere, condivido a pieno l'analisi di Simone Brogioni