Re: ITRA: elezione rappresentante organizzatori italiani
Inviato: 08/01/2015, 1:18
oggi itra è emanazione di utmb, per il semplicissimo motivo che è stata creata e costruita in gran parte da utmb, e in ciò chapeau ai polettì, che, detto per inciso, non sono mica il babau, anzi, sono al contrario i top organizzatori al mondo, gente con una esperienza, una capacità ed anche una visione notevoli... potranno stare poco simpatici per la loro arroganza, tuttavia è innegabile che hanno da insegnare... però focalizzare la questione solo sul "problema" utmb è fuorviante, perchè quella dei punti è una delle questioni sul tappeto, ma non la sola...
il numero di praticanti, e di gare, in questi anni è cresciuto esponenzialmente ed è inevitabile, e probabilmente anche giusto, che in qualche maniera si formino delle aggregazioni, si tenti di dare una "struttura" al movimento, ci stanno provando attori diversi... a grandi linee si vedono da un lato organizzatori, grandi o piccoli, professionali o artigianali che siano, e atleti, typ top e tap, entrambi con i loro variegati modi di intendere il trail, ma accomunati da un'insofferenza per i sistemi di tessere e inutili balzelli, dall'altro le cosiddette "istituzioni", che pur non avendo alcuna rappresentatività, cioè non essendo in nessun modo espressione di organizzatori ed atleti, si arrogano il diritto di dettare regole...
da statuto itra il consiglio direttivo sarà composto da venti o ventuno persone: il presidente dell'iaaf (nel caso in cui itra sia riconosciuta da iaaf), due soci fondatori e i restanti diciotto suddivisi tra organizzatori e istituzionali in proporzione ai voti rappresentati in assemblea... ovvero, se all'assemblea ci saranno pochi voti organizzatori, si avrà un'itra in mano alle federazioni e a utmb, se al contrario all'assemblea gli organizzatori avranno grande rappresentanza, il consiglio direttivo potrà essere composto da una maggioranza di organizzatori terzi che potranno prevalere sugli elementi "istituzionali"...
è evidente che in questo secondo scenario itra assumerebbe veramente un ruolo di attore internazionale ed imparziale, in grado di contenere da un lato gli appetiti federali e dall'altro di ridimensionare utmb al suo ruolo di socio, quand'anche autorevole, relegando le questioni di ® alle sole aule di tribunale e solo ove ne ricorresse veramente il caso...
note tecniche:
- in assemblea generale è presente per ogni nazione un delegato, che pesa con voti in proporzione agli organizzatori rappresentati, e questo è un nome/candidato
- l'assemblea generale, oltre a discutere ed a votare sugli ordini del giorno, elegge il consiglio direttivo, per il quale può candidarsi lo stesso o un altro o più nomi
- i soci cosiddetti commerciali hanno potere consultivo ma non votano in assemblea e non sono rappresentati in consiglio direttivo, è un bene o un male che ci siano? chiedetelo a chi brontola perchè il pacco gara è scarso
- la società è in svizzera, come molte altre istituzioni sportive e non, che in alternativa hanno sede nel principato di monaco, perchè prova tu ad aprire una società uguale in italia, poi ne riparliamo
- 100 euri per la sola valutazione della gara, da 50 a 500 euri in proporzione al monte quote di iscrizione per essere soci e qualificare tutte le gare che si organizzano, fosse in un futuro la sola affiliazione da pagare, sarebbe comunque similare se non inferiore a quelle attuali
- la partecipazione diretta dei soci è solo dell'itra; i direttivi delle altre organizzazioni internazionali quali la iaaf, la iau, la wmra normalmente sono composti dalle sole rispettive associazioni/federazioni nazionali e non dai semplici soci; questa non è poca cosa, potrebbe essere la chiave per avere un'associazione unica, internazionale, agile (come per molti aspetti itra è già, vedi modalità di affiliazione, un form online e via) e non cadere nelle derive dei piccoli potentati provinciali, regionali, nazionali
nomi? per il delegato e poi per il consiglio? si sono fatti quelli di mau scilla, che sul versante francese conosce il mondo, di elio piccoli, che ha lavorato in uisp, di claudio cunegatti, che ha competenze geografiche, ci aggiungerei anche l'alessio parauda, che è bene addentro alle questioni di sicurezza, o ancora perchè no luca "cubo" revelli, che ha collaborato con il gruppo itra del ranking pur dissentendo sul sistema e che potrebbe vedere nell'itra la chiave per una via quasi anarchica al trail... il mio? credo sia abbastanza palese la mia opinione in merito ad organizzazioni, federazioni, atletica e trail, e se ci fosse un gruppo numeroso e dagli intenti comuni, probabilmente non potrei tirarmi indietro...
il numero di praticanti, e di gare, in questi anni è cresciuto esponenzialmente ed è inevitabile, e probabilmente anche giusto, che in qualche maniera si formino delle aggregazioni, si tenti di dare una "struttura" al movimento, ci stanno provando attori diversi... a grandi linee si vedono da un lato organizzatori, grandi o piccoli, professionali o artigianali che siano, e atleti, typ top e tap, entrambi con i loro variegati modi di intendere il trail, ma accomunati da un'insofferenza per i sistemi di tessere e inutili balzelli, dall'altro le cosiddette "istituzioni", che pur non avendo alcuna rappresentatività, cioè non essendo in nessun modo espressione di organizzatori ed atleti, si arrogano il diritto di dettare regole...
da statuto itra il consiglio direttivo sarà composto da venti o ventuno persone: il presidente dell'iaaf (nel caso in cui itra sia riconosciuta da iaaf), due soci fondatori e i restanti diciotto suddivisi tra organizzatori e istituzionali in proporzione ai voti rappresentati in assemblea... ovvero, se all'assemblea ci saranno pochi voti organizzatori, si avrà un'itra in mano alle federazioni e a utmb, se al contrario all'assemblea gli organizzatori avranno grande rappresentanza, il consiglio direttivo potrà essere composto da una maggioranza di organizzatori terzi che potranno prevalere sugli elementi "istituzionali"...
è evidente che in questo secondo scenario itra assumerebbe veramente un ruolo di attore internazionale ed imparziale, in grado di contenere da un lato gli appetiti federali e dall'altro di ridimensionare utmb al suo ruolo di socio, quand'anche autorevole, relegando le questioni di ® alle sole aule di tribunale e solo ove ne ricorresse veramente il caso...
note tecniche:
- in assemblea generale è presente per ogni nazione un delegato, che pesa con voti in proporzione agli organizzatori rappresentati, e questo è un nome/candidato
- l'assemblea generale, oltre a discutere ed a votare sugli ordini del giorno, elegge il consiglio direttivo, per il quale può candidarsi lo stesso o un altro o più nomi
- i soci cosiddetti commerciali hanno potere consultivo ma non votano in assemblea e non sono rappresentati in consiglio direttivo, è un bene o un male che ci siano? chiedetelo a chi brontola perchè il pacco gara è scarso
- la società è in svizzera, come molte altre istituzioni sportive e non, che in alternativa hanno sede nel principato di monaco, perchè prova tu ad aprire una società uguale in italia, poi ne riparliamo
- 100 euri per la sola valutazione della gara, da 50 a 500 euri in proporzione al monte quote di iscrizione per essere soci e qualificare tutte le gare che si organizzano, fosse in un futuro la sola affiliazione da pagare, sarebbe comunque similare se non inferiore a quelle attuali
- la partecipazione diretta dei soci è solo dell'itra; i direttivi delle altre organizzazioni internazionali quali la iaaf, la iau, la wmra normalmente sono composti dalle sole rispettive associazioni/federazioni nazionali e non dai semplici soci; questa non è poca cosa, potrebbe essere la chiave per avere un'associazione unica, internazionale, agile (come per molti aspetti itra è già, vedi modalità di affiliazione, un form online e via) e non cadere nelle derive dei piccoli potentati provinciali, regionali, nazionali
nomi? per il delegato e poi per il consiglio? si sono fatti quelli di mau scilla, che sul versante francese conosce il mondo, di elio piccoli, che ha lavorato in uisp, di claudio cunegatti, che ha competenze geografiche, ci aggiungerei anche l'alessio parauda, che è bene addentro alle questioni di sicurezza, o ancora perchè no luca "cubo" revelli, che ha collaborato con il gruppo itra del ranking pur dissentendo sul sistema e che potrebbe vedere nell'itra la chiave per una via quasi anarchica al trail... il mio? credo sia abbastanza palese la mia opinione in merito ad organizzazioni, federazioni, atletica e trail, e se ci fosse un gruppo numeroso e dagli intenti comuni, probabilmente non potrei tirarmi indietro...