The North Face 50 Mile Championships 05.12.2015

Anteprime e cronache

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Gaggio
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Re: The North Face 50 Mile Championships 05.12.2015

Messaggio da Gaggio »

blackmagic ha scritto: Noi andiamo in un unica direzione, quella del più duro, più alpino, più alto. Che è legittima, spettacolare e fa tanta immagine. Però... secondo me bisogna guardare un po'anche ad altre declinazioni del trail running.
semplicemente il running, correre.
gli europei che emigravano verso gli states, pionieri, andavano in cerca di nuovi orizzonti, di terre da scoprire, di un destino da compiere; non di vette da scalare...noi europei ancora oggi mettiamo croci sulle vette dei monti, così come un tempo monasteri venivano eretti sui colli più alti perchè si credeva così di stare più a contatto con Dio... e tanti dei sentieri che percorriamo sono quelli aperti in passato da questi uomini di fede così masochisti....
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rick50
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Re: The North Face 50 Mile Championships 05.12.2015

Messaggio da rick50 »

NoTrail ha scritto:Non è che, per caso, c'entra anche il prezzo? A giudicare dai video che vedo online, dei prodotti Salomon si dicono sempre grandi cose (penso a The Ginger Runner, The Gearist e via dicendo), poi però quando si arriva a valutare il prezzo i prodotti del marchio transalpino vengono sempre, sistematicamente indicati come troppo cari. E dagli torto, ineffetti costano delle fucilate. Poi, secondo me, ci si mette di mezzo un discorso di costume: negli States fa figo correre in shorts, canotta e borraccia a mano, mentre in Europa se sei uno che viaggia è improbabile vederti senza uno zainetto vest adosso (e mettiamoci pure di mezzo i regolamenti, che non sono poca cosa).
Diciamo poi che è anche andata un po' male ai signori di Salomon. Non per dire, ma si sono portati in casa Max King, Dakota Jones ed Ellie Greenwood, mica i tre porcellini!! Peccato che abbiano avuto una stagione deludente e sotto il loro livello "canonico". Piuttosto, a me viene in mente una domanda: non è che il "fattore team" stia giocando contro agli atleti Salomon? Ci ho pensato riguardo ai ragazzi italiani ed estendo il ragionamento al Team International: a parte un paio di eccezioni, tantissimi DNF durante questo 2015. Che c'entri in qualche modo il fatto di essere in una squadra importante, con più pressione e dunque con maggiori aspettative?
blackmagic ha scritto:La percezione che avevo avuto io era un po' quella da te descritta... prima Salomon era vista con diffidenza perchè era veramente molto euro oriented. Tanto per dirti, quando ho fatto la WS io la prima cosa che mi hanno chiesto i miei pacer era se volessi correre "lycra clad like a ballet dancer" e giù a ridere ricordando la tutina bianca inguardabile di Kilian. Ora è diverso, un po'perchè negli States fa figo essere euro e tutti corrono a voler fare gare alpine, un po'perchè anche Salomon si è adattata (avete mai più visto Kilian con compression shorts o quelle magliette iperaderenti?). Ma resta il fattore prezzo, che per gli americani è alto, e quello del sizing.

Per il discorso team, Ellie ha comunque avuto un anno discreto nonostante l'infortunio e Max King è uscito spesso sui giornali, non credo siano visti come investimenti sbagliati... anzi. Le pressioni, forse quelle qualcosa c'entrano, quando avevo parlato con Gary Robbins, che è un tizio ipersimpatico e disponibile a parlare di tutto, mi aveva detto che effettivamente "sentiva" il fatto che l'azienda investe e fa ricerca sugli atleti, mentre quand'era con Montrail (ma vale per tutti i team USA fino all'avvento Nike) era più un discorso "manda la roba, fai due post e ricorda di sorridere". Lui diceva che era stimolante ma che ti portava a cercare sempre di fare il passo oltre...
Discussione molto interessante. A mio parere ci sarebbe poi da fare anche un discorso di "filosofia" di ciascun marchio... Salomon chiaramente ingaggia le "stelle", ha la capacita' e le risorse per farlo, ma, a prescindere secondo me dai risultati di questo/a e/o quello/a, cio' che piu' importa e' che non vende a livello degli altri. Diciamocelo chiaramente: tutte queste aziende interessate al trail non lo fanno per beneficienza, alla fine vendere e' cio' che conta! E i Kilian wannabe sono solo una fetta marginale del mercato. Per confronto, un esempio secondo me significativo: Altra lo scorso anno ha formato una squadra di ottimo livello e molto varia, garantendosi un'ampia presenza nelle prime posizioni. Quest'anno invece hanno puntato tutto su sponsorizzazioni pesanti (WS e HR!) e un vastissimo programma di ambassadors. In pratica parliamo di due paia di scarpe a qualche centinaio di bombardatori di hashtags: prevedo un'invasione di #zerodrop e compagnia, ma tutto sommato mi sembra abbiano le idee ben chiare sulla maniera in cui vogliono continuare a crescere.

Sono pero' curioso di vedere gli sviluppi del primo campionato a squadre "ad invito"... E comunque, riguardo a magliette attillate e "running tights", ancora me lo chiedono come mai non ne uso (piu')! :D
NoTrail ha scritto:Ecco, Nike ha sicuramente letto bene la situazione puntando sui giovani, e non è l'unica. Forse, in Europa siamo ancora legati ad un'idea obsoleta di cosa sia il trail running, in questo senso?
blackmagic ha scritto:Si, sicuramente. Noi andiamo in un unica direzione, quella del più duro, più alpino, più alto. Che è legittima, spettacolare e fa tanta immagine. Però... secondo me bisogna guardare un po' anche ad altre declinazioni del trail running. Perchè questi che sembravano solo fenomeni da piattoni poi sono venuti al Bianco e trac, primi due alla CCC a mani basse e terzo e quarto posto all'UTMB mettendo in grandissima difficoltà Luis Alberto Hernando, che se andiamo a vedere è il migliore degli Europei se contiamo tutta la stagione.
E poi, correre veloce e al limite una cento è altrettanto esilarante che sfondarsi i quadricipiti in discesa o arrancare su salite da 1500 metri. Gli americani non si fanno mica tanti problemi: provano tutto.
E segnano nuovi standard: cinque anni fa Kilian si è vinto la WS con un tempo tutto sommato mediocre... oggi faticherebbe a entrare negli M10. In una gara come la Hardrock è assolutamente intoccabile, e giustamente sono le gare che a lui interessano. Ma era per evidenziare che i tempi cambiano.
Forse sono di parte essendo piu' a mio agio sul corribile che sul tecnico, ma concordo in pieno su questo punto. In USA ci si sporca le mani sia sui piattoni sterrati che a 4000 metri (e a volte in entrambi, vedi per esempio Leadville), in FKTs e gare con premi da decine di migliaia di $$$ -- e come si fa a dire che l'una e' piu' nobile dell'altra o di quell'altra ancora? Vale di piu' TNF50 su sentieri che sembrano autostrade a ferragosto (buche comprese), il FKT sulla cima del Mount Whateverest o la gara da 50 partecipanti in un angolo sperduto del, chesso', Montana? Sicuramente pero' non mi sorprenderei quando arriva il Seth Swanson che ti infila due M2 a States e un 4o posto all'UTMB nel giro di un anno...

Io di risposte non ne ho. Ma e' sicuramente una disciplina in rapidissima evoluzione, e come tale sono estremamente entusiasta di prendervene parte.
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Manu On Trail
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Re: The North Face 50 Mile Championships 05.12.2015

Messaggio da Manu On Trail »

Mi unisco anche io alla fellatio di gruppo e dico la mia, raccontando una piccola esperienza personale in relazione al rapporto percorsi tecnici - percorsi corribili.

Quando sono emigrato tre anni fa passando dai sentieri cattivi made by Sensei del Ponente ligure ai dolci e corribili Wege dello Schwarzwald, il mio primo pensiero fu quello di allarme e senso di disorientamento unito alla ricerca ossessiva di tutto quanto fosse "single track", pendio assassino, roccia e Wildnis pura. E subito a lamentarmi, e a dirmi che sarei finito a fare il jogger da parco della Domenica.

Poi, vuoi che anche io (come Ricky, e mi perdonerà il paragone blasfemo) mi sono sempre trovato meglio nel non-tecnico, vuoi che fai di necessità virtù e bla bla..., fatto sta che col tempo ho cominciato a capire la bellezza, la poesia corsistica e l`estrema difficoltà che un tipo di terreno come questo può nascondere.

I detrattori ti diranno sempre che corri su delle autostrade, ma vi assicuro che a correre con continuità su questo tipo di piste ci si fa un culo del diavolo.

Inoltre, a voler fare i professorini, non è neppure poi vero che "non si possa allenare il tecnico" in un contesto simile: una volta adottati gli opportuni strumenti di allenamento (e una volta strutturato il medesimo a tal fine), si riesce a tirar su anche del gran dislivello, e soprattutto, si impara a correre su dislivello (per chi poi ne ha pazienza e capacità).

Quindi, non mi stupisco che gli americani vadano poi in Europa a fare culi a destra e sinistra, e credo che questo sia poi solo l`inizio. Senza disquisire troppo sul dominio franco-spagnolo sulla scena europea in questi ultimi anni, una apertura di orizzonte (per ora sì, ancora relativamente unilaterale) non può che far bene al nostro Sport.

Questa almeno è la mia opinione.

Ps: poi, punto sul quale so che anche "il nostro Blackmagic" (cit.) è d´accordo, ed è battaglia comune contro i mulini a vento: la questione legislativo-materiale obbligatorio-certificato di stocaxxo, che soffoca, letteralmente "soffoca" il movimento del trail running europeo: quando ci sarà, li sì, un cambio di mentalità europeo indirizzato ad un approccio più americano e senza troppe menate, forse anche il "provare tutto" potrà essere spiegato meglio anche nel Vecchio Continente.
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mircuz
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Re: The North Face 50 Mile Championships 05.12.2015

Messaggio da mircuz »

Riguardo l'ultimo punto, credo che in quanto a "deregulation" da questo lato dell'oceano si vada in direzione opposta a quanto auspicato... :mrgreen:
La predominanza americana od europea, credo dipenderà da quanto si allargherà e ringiovanirà il bacino di utenza. A me non sembra che gli Americani siano così forti "fuori casa", al momento.
andrea stanco
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Re: The North Face 50 Mile Championships 05.12.2015

Messaggio da andrea stanco »

OT per OT...
conosco ed ho visto poco del mercato US, ma siamo tutti concordi che è molto differente dall'Europa.
A) oltre all'approccio dei partecipanti è differente la misura degli eventi, da noi alcuni cercano di avvicinarsi al Tour de France, non alla WS100, chi investe molto spesso ottiene molto. Purtroppo ambiente e percorsi non sono sempre in primo piano.
B) differente è come viene misurato un atleta, da noi conta il cronometro, ma senza like non sei interessante (non faccio esempi, ma tutti abbiamo gli occhi).
C) uguale per un evento, puoi avere anche 2000 partenti ed una gara fantastica, ma senza comunicazione gli sponsor scappano oppure ti pesano per i tuoi 2000 partecipanti e stop.

cit. "siamo figli di Coppi e Bartali..."
io aggiungo, e di tutto quello che è venuto dopo...
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Manu On Trail
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Re: The North Face 50 Mile Championships 05.12.2015

Messaggio da Manu On Trail »

mircuz ha scritto:Riguardo l'ultimo punto, credo che in quanto a "deregulation" da questo lato dell'oceano si vada in direzione opposta a quanto auspicato... :mrgreen:
Ovviamente è così. Eppure ti posso dire, pensandoci bene: io vivo in questo momento in un contesto di pionierismo totale, nel senso che da noi l`ultra (trail) running è davvero agli albori.

Le gare sono veramente ignoranti, tipo circuito invernale di "100k" in 5 prove, 20 euro a gara, oppure 100 miglia in Chiemgau con i primi 60 km da farsi in navigazione, e potrei citarti ancora altri esempi...senza contare appunto la quasi totale assenza di burocrazia (per quanto possa sembrare paradossale, in un Paese molto, molto burocratico).

Sai che poi così male non si sta? Certo, scordati il pacco gara fighetto, il gilerino da finisher e boiate assortite...

Si corre, senza troppe menate. Not bad.
Luciano
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Re: The North Face 50 Mile Championships 05.12.2015

Messaggio da Luciano »

La "Gazzetta" di oggi ridimensiona l'Amstrong che vince nel Trail. Non era una gara "vera" e riconosciuta da Federazioni USA, ma una gara di seconda fascia cui tutti potevano partecipare; pochi partenti e gara che ha avuto rilievo solo perché il Texano era al via...quasi l'equivalente di una nostra manifestazione Fiasp :lol:
Armstrong non potrà mai essere, almeno per ora, alla partenza di nessuna gara ufficiale in nessuno Sport!
Luciano
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Re: The North Face 50 Mile Championships 05.12.2015

Messaggio da Luciano »

Manu On Trail ha scritto:
mircuz ha scritto:Riguardo l'ultimo punto, credo che in quanto a "deregulation" da questo lato dell'oceano si vada in direzione opposta a quanto auspicato... :mrgreen:
Ovviamente è così. Eppure ti posso dire, pensandoci bene: io vivo in questo momento in un contesto di pionierismo totale, nel senso che da noi l`ultra (trail) running è davvero agli albori.

Le gare sono veramente ignoranti, tipo circuito invernale di "100k" in 5 prove, 20 euro a gara, oppure 100 miglia in Chiemgau con i primi 60 km da farsi in navigazione, e potrei citarti ancora altri esempi...senza contare appunto la quasi totale assenza di burocrazia (per quanto possa sembrare paradossale, in un Paese molto, molto burocratico).

Sai che poi così male non si sta? Certo, scordati il pacco gara fighetto, il gilerino da finisher e boiate assortite...

Si corre, senza troppe menate. Not bad.
Per fortuna io sono vissuto in un'altra epoca dove c'erano ben altri valori...ed ero lieto di presentare il certificato medico e di far controllare il materiale obbligatorio, di cui spero tu non ne abbia mai bisogno, altrimenti saranno dolori ;)
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Manu On Trail
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Re: The North Face 50 Mile Championships 05.12.2015

Messaggio da Manu On Trail »

Luciano ha scritto: Per fortuna io sono vissuto in un'altra epoca dove c'erano ben altri valori...ed ero lieto di presentare il certificato medico e di far controllare il materiale obbligatorio, di cui spero tu non ne abbia mai bisogno, altrimenti saranno dolori ;)
Vedi...vedi che palle che sono questi forum (intesi come "piattaforma di conversazione e/o condivisione di esperienze").

Adesso dovrei risponderti, e ripetere per l`ennesima volta la supercazzola della Western States e dei controlli medici alle Aid Station (a parte il controllo del peso, quello è stato eliminato quest`anno), e la responsabilità personale, e l´"utilità" di un foglietto del medico fatto firmare dal medesimo a inizio anno, e bla bla...

I valori vanno sempre bene, ma si parlava (o almeno, ci avevo provato - per altro raccontavo solo una situazione di milieu nel quale mi trovo ad essere, in risposta ad un post preciso) di tutt`altro.

W i medici sportivi e W il materiale obbligatorio.

E vai in relax, ti voglio bene lo stesso.

Ps: e comunque io sono un ESEMPIO CIVICO di trasporto di materiale obbligatorio. Mica come quello scampato di Davide, che si presenta ai controlli con guanti da esplorazione anale passati per ipertecnici e impermeabili e palloncini da alcol-test mascherati da borracce collassabili...il maniaco del grammo, tse...
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Zoidberg
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Re: The North Face 50 Mile Championships 05.12.2015

Messaggio da Zoidberg »

Manu On Trail ha scritto:
Luciano ha scritto: Per fortuna io sono vissuto in un'altra epoca dove c'erano ben altri valori...ed ero lieto di presentare il certificato medico e di far controllare il materiale obbligatorio, di cui spero tu non ne abbia mai bisogno, altrimenti saranno dolori ;)
Vedi...vedi che palle che sono questi forum (intesi come "piattaforma di conversazione e/o condivisione di esperienze").

Adesso dovrei risponderti, e ripetere per l`ennesima volta la supercazzola della Western States e dei controlli medici alle Aid Station (a parte il controllo del peso, quello è stato eliminato quest`anno), e la responsabilità personale, e l´"utilità" di un foglietto del medico fatto firmare dal medesimo a inizio anno, e bla bla...

I valori vanno sempre bene, ma si parlava (o almeno, ci avevo provato - per altro raccontavo solo una situazione di milieu nel quale mi trovo ad essere, in risposta ad un post preciso) di tutt`altro.

W i medici sportivi e W il materiale obbligatorio.

E vai in relax, ti voglio bene lo stesso.

Ps: e comunque io sono un ESEMPIO CIVICO di trasporto di materiale obbligatorio. Mica come quello scampato di Davide, che si presenta ai controlli con guanti da esplorazione anale passati per ipertecnici e impermeabili e palloncini da alcol-test mascherati da borracce collassabili...il maniaco del grammo, tse...
Il problema è che qui da noi se cadi e ti sbucci un ginocchio fai causa all'organizzatore, alla fidal, al medico, ai cronometristi e alla protezione civile, così magari ti becchi due soldi dall'assicurazione. Ovvio che la deregulations sia impossibile.
Comunque tutti temi molto interessanti!
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