Killian letto in spagnolo
Olmo letto
aggiungo
Elogio del limite di Fabrizio Pistoni.
L'arte di correre di Murakami
Anch'io dopo aver letto questi libri sono rimasto con qualche perplessità.
Olmo in primis: ritengo che ormai in un epoca in cui tutti scrivono libri, chi lo fa dovrebbe scrivere di ciò che sa.
Da un atleta mi aspetto di leggere delle sue cronache dei suoi allenamenti, anche delle sue emozioni e di quello che significa fare l'atleta; insomma mi piace leggere un libro di Trail e avere voglia di mettere le scarpe e uscire.
Poco mi importa del nonno, dello zio, della filosofia spicciola, dell'ecologismo banalizzato e di tutto quello che serve ad aumentare il numero di pagine.
Olmo non mi è piaciuto!
Killian mi è piaciuto anche se un capitolo l'ho saltato a piè pari; però però ogni volta che vedo un filmato di killian o leggo qualcosa mi sento già con le scarpe ai piedi e sogno.
Pistoni: vedi alla voce Olmo.
Mi ha affascinato la cronaca del suo Tor des Geants per il resto sono pagine che ho letto con molta fatica; non sono un critico ma mi sembra scritto maluccio, del resto non è uno scrittore.
L'arte di correre è stato il primo che ho letto: Murakami è uno scrittore e da lui mi aspetto un libro ne più ne meno come quello che ho letto.
Ci stanno i suoi pensieri, la sua capacità narrativa e l'approccio di un dilettante al tema senza andare, secondo me, fuori argomento.
Ho anche un'altro esempio ma riguarda il ciclismo e non vi tedio.
Non siamo tutti obbligati a scrivere un libro.
