Una valle che resiste.
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vallese66
Re: Una valle che resiste.
Luciano concordo con quanto dici, però per quanto si possa essere frustrati e inquadrati bisogna avere il cervello di non andare a rompere la testa ai ragazzini di 16 anni che manifestano contro la TAV o perchè gli tagliano la scuola, altrimenti si può giustificare qualunque porcheria
Re: Una valle che resiste.
Gli eccessi vanno evitati e duramente puniti, ma da ambo le parti...vallese66 ha scritto:Luciano concordo con quanto dici, però per quanto si possa essere frustrati e inquadrati bisogna avere il cervello di non andare a rompere la testa ai ragazzini di 16 anni che manifestano contro la TAV o perchè gli tagliano la scuola, altrimenti si può giustificare qualunque porcheria
Re: Una valle che resiste.
Caro Vallese, ti ho sempre ammirato e invidiato sia come persona che come atleta ma mi dispiace dirti che stavolta hai sbagliato !! Potevi trovare tantissimi altri motivi per difendere la no-tav, ma questo che hai detto fà capire che non capisci !! Hai perso un tuo estimatore ma troverai di sicuro tanti proseliti !! Ciaovallese66 ha scritto:Luciano concordo con quanto dici, però per quanto si possa essere frustrati e inquadrati bisogna avere il cervello di non andare a rompere la testa ai ragazzini di 16 anni che manifestano contro la TAV o perchè gli tagliano la scuola, altrimenti si può giustificare qualunque porcheria
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vallese66
Re: Una valle che resiste.
ciao Gio, cos'è che non capisco? magari tu puoi spiegarmelo.
Comunque non è mia intenzione cercare proseliti, e non è mia intenzione fare questioni personali con nessuno. Ho solo espresso il mio pensiero in base a quel che ho visto, che magari come dici tu non ha capito qualcosa, ci mancherebbe.
Comunque non è mia intenzione cercare proseliti, e non è mia intenzione fare questioni personali con nessuno. Ho solo espresso il mio pensiero in base a quel che ho visto, che magari come dici tu non ha capito qualcosa, ci mancherebbe.
Re: Una valle che resiste.
Non la pensi come me?gio62 ha scritto:Caro Vallese, ti ho sempre ammirato e invidiato sia come persona che come atleta ma mi dispiace dirti che stavolta hai sbagliato !! Potevi trovare tantissimi altri motivi per difendere la no-tav, ma questo che hai detto fà capire che non capisci !! Hai perso un tuo estimatore ma troverai di sicuro tanti proseliti !! Ciaovallese66 ha scritto:Luciano concordo con quanto dici, però per quanto si possa essere frustrati e inquadrati bisogna avere il cervello di non andare a rompere la testa ai ragazzini di 16 anni che manifestano contro la TAV o perchè gli tagliano la scuola, altrimenti si può giustificare qualunque porcheria
Allora non sono più tuo amico...
Siete un po' come i boci
Targhetta identificativa e non ci sarebbe nessun sopruso
Ne avrebbero da guadagnare anche quelli onesti e rispettosi delle regole
Ma chiaramente sono un terrorista e lo dico solo per pararmi il ...
Cambia la società ma ognuno pensa alla propria tribu
Re: Una valle che resiste.
Stiamo pure a disquisire su chi è più cattivone tra il prode "cavaliere manganelloso" oppure il bellicoso sovversivo. Entrambi però, avremo da fare i conti quando guarderemo in faccia i nostri figli e avremo da trovare delle sciocche scuse riguardo le scarse possibilità di creargli un futuro.
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/ ... d=AbelPRDH
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- blackmagic
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Re: Una valle che resiste.
Onestamente, mi chiedo quale tipo d'impedimento ci possa essere ad una cosa così scontata e giusta.devis ha scritto: Targhetta identificativa e non ci sarebbe nessun sopruso
Ne avrebbero da guadagnare anche quelli onesti e rispettosi delle regole
E lo chiedo, senza malizia, a chi fa parte delle Forze dell'Ordine. C'è un motivo per cui in Italia non si possa applicare questa cosa?
Re: Una valle che resiste.
Si, ma devono essere dati identificativi conosciuti solo dalle Forze dell'Ordine e rese note solo per gravi motivi e nelle sedi competenti, onde evitare rappresaglie di facinorosi in cerca di giustzia sommaria.blackmagic ha scritto:Onestamente, mi chiedo quale tipo d'impedimento ci possa essere ad una cosa così scontata e giusta.devis ha scritto: Targhetta identificativa e non ci sarebbe nessun sopruso
Ne avrebbero da guadagnare anche quelli onesti e rispettosi delle regole
E lo chiedo, senza malizia, a chi fa parte delle Forze dell'Ordine. C'è un motivo per cui in Italia non si possa applicare questa cosa?
- blackmagic
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Re: Una valle che resiste.
Chiaro, intendevo anche io questo, non metterci nome e cognome!Luciano ha scritto:Si, ma devono essere dati identificativi conosciuti solo dalle Forze dell'Ordine e rese note solo per gravi motivi e nelle sedi competenti, onde evitare rappresaglie di facinorosi in cerca di giustzia sommaria.blackmagic ha scritto:Onestamente, mi chiedo quale tipo d'impedimento ci possa essere ad una cosa così scontata e giusta.devis ha scritto: Targhetta identificativa e non ci sarebbe nessun sopruso
Ne avrebbero da guadagnare anche quelli onesti e rispettosi delle regole
E lo chiedo, senza malizia, a chi fa parte delle Forze dell'Ordine. C'è un motivo per cui in Italia non si possa applicare questa cosa?
- augusto losio
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Re: Una valle che resiste.
è un argomento molto teso, e purtroppo poco dibattuto in italia.
d'altro canto in italia, a causa di una classe politica collusa col potere mafioso, il tema è spinoso.
la targa identificativa deve essere un obbligo per identificare e quindi isolare e punire i facinorosi con la divisa, che spero siano una minoranza assoluta.
punto.
il fatto è che deve essere anche un mezzo che non consenta di identificare le persone che dietro a una divisa istituzionale danno battaglia contro la criminalità, e che quindi ne possano indebolire l'efficacia.
a mio parere un codice di riconoscimento è più che fattibile e sicuro.
a meno che le stesse forze dell'ordine non si fidino dei database del ministero degli interni, ma qui si apre uno scenario diverso e per molti aspetti inquietante.
così come inquietante è la possibilità invece che le forze dell'ordine siano usate come mezzo coercitivo (una scena già vista in ambito golpista, e molto semplice da ricreare) per contenere il conflitto sociale sul nascere e preservare la classe dirigente dalle proteste.
insomma, a mio modesto parere sarebbe tutto più semplice e diretto se le organizzazioni apicali (sindacati di polizia, ma soprattutto i vertici decisionali) rendessero disponibile l'identificazione degli agenti nell'espletamento delle loro funzioni, senza che si possa ricreare un clima da genova che in primis nuoce agli stessi agenti.
mi stupisce che la cosa non sia evidente, mi stupisce meno che ci sia chi ci marcia creando tensioni che poi si acuiscono nelle piazze.
e si badi che nelle piazze nell'ultimo anno chi le ha prese sono i dimostranti, sempre e comunque.
io mi stupisco che non sia accaduto ancora nulla di grave, e la mia paura è che la pentola a furia di bollire faccia saltare fornelli e cucina.
e dire che io sono anarchico, quindi tra divise e bandiere...
d'altro canto in italia, a causa di una classe politica collusa col potere mafioso, il tema è spinoso.
la targa identificativa deve essere un obbligo per identificare e quindi isolare e punire i facinorosi con la divisa, che spero siano una minoranza assoluta.
punto.
il fatto è che deve essere anche un mezzo che non consenta di identificare le persone che dietro a una divisa istituzionale danno battaglia contro la criminalità, e che quindi ne possano indebolire l'efficacia.
a mio parere un codice di riconoscimento è più che fattibile e sicuro.
a meno che le stesse forze dell'ordine non si fidino dei database del ministero degli interni, ma qui si apre uno scenario diverso e per molti aspetti inquietante.
così come inquietante è la possibilità invece che le forze dell'ordine siano usate come mezzo coercitivo (una scena già vista in ambito golpista, e molto semplice da ricreare) per contenere il conflitto sociale sul nascere e preservare la classe dirigente dalle proteste.
insomma, a mio modesto parere sarebbe tutto più semplice e diretto se le organizzazioni apicali (sindacati di polizia, ma soprattutto i vertici decisionali) rendessero disponibile l'identificazione degli agenti nell'espletamento delle loro funzioni, senza che si possa ricreare un clima da genova che in primis nuoce agli stessi agenti.
mi stupisce che la cosa non sia evidente, mi stupisce meno che ci sia chi ci marcia creando tensioni che poi si acuiscono nelle piazze.
e si badi che nelle piazze nell'ultimo anno chi le ha prese sono i dimostranti, sempre e comunque.
io mi stupisco che non sia accaduto ancora nulla di grave, e la mia paura è che la pentola a furia di bollire faccia saltare fornelli e cucina.
e dire che io sono anarchico, quindi tra divise e bandiere...