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Re: Una valle che resiste.

Inviato: 10/12/2012, 16:24
da vallese66
Luciano concordo con quanto dici, però per quanto si possa essere frustrati e inquadrati bisogna avere il cervello di non andare a rompere la testa ai ragazzini di 16 anni che manifestano contro la TAV o perchè gli tagliano la scuola, altrimenti si può giustificare qualunque porcheria

Re: Una valle che resiste.

Inviato: 10/12/2012, 19:54
da Luciano
vallese66 ha scritto:Luciano concordo con quanto dici, però per quanto si possa essere frustrati e inquadrati bisogna avere il cervello di non andare a rompere la testa ai ragazzini di 16 anni che manifestano contro la TAV o perchè gli tagliano la scuola, altrimenti si può giustificare qualunque porcheria
Gli eccessi vanno evitati e duramente puniti, ma da ambo le parti...

Re: Una valle che resiste.

Inviato: 10/12/2012, 20:54
da gio62
vallese66 ha scritto:Luciano concordo con quanto dici, però per quanto si possa essere frustrati e inquadrati bisogna avere il cervello di non andare a rompere la testa ai ragazzini di 16 anni che manifestano contro la TAV o perchè gli tagliano la scuola, altrimenti si può giustificare qualunque porcheria
Caro Vallese, ti ho sempre ammirato e invidiato sia come persona che come atleta ma mi dispiace dirti che stavolta hai sbagliato !! Potevi trovare tantissimi altri motivi per difendere la no-tav, ma questo che hai detto fà capire che non capisci !! Hai perso un tuo estimatore ma troverai di sicuro tanti proseliti !! Ciao

Re: Una valle che resiste.

Inviato: 11/12/2012, 9:21
da vallese66
ciao Gio, cos'è che non capisco? magari tu puoi spiegarmelo.
Comunque non è mia intenzione cercare proseliti, e non è mia intenzione fare questioni personali con nessuno. Ho solo espresso il mio pensiero in base a quel che ho visto, che magari come dici tu non ha capito qualcosa, ci mancherebbe.

Re: Una valle che resiste.

Inviato: 16/12/2012, 17:04
da devis
gio62 ha scritto:
vallese66 ha scritto:Luciano concordo con quanto dici, però per quanto si possa essere frustrati e inquadrati bisogna avere il cervello di non andare a rompere la testa ai ragazzini di 16 anni che manifestano contro la TAV o perchè gli tagliano la scuola, altrimenti si può giustificare qualunque porcheria
Caro Vallese, ti ho sempre ammirato e invidiato sia come persona che come atleta ma mi dispiace dirti che stavolta hai sbagliato !! Potevi trovare tantissimi altri motivi per difendere la no-tav, ma questo che hai detto fà capire che non capisci !! Hai perso un tuo estimatore ma troverai di sicuro tanti proseliti !! Ciao
Non la pensi come me?
Allora non sono più tuo amico...
Siete un po' come i boci :-)
Targhetta identificativa e non ci sarebbe nessun sopruso
Ne avrebbero da guadagnare anche quelli onesti e rispettosi delle regole
Ma chiaramente sono un terrorista e lo dico solo per pararmi il ...
Cambia la società ma ognuno pensa alla propria tribu

Re: Una valle che resiste.

Inviato: 19/12/2012, 19:24
da silvioma
Stiamo pure a disquisire su chi è più cattivone tra il prode "cavaliere manganelloso" oppure il bellicoso sovversivo. Entrambi però, avremo da fare i conti quando guarderemo in faccia i nostri figli e avremo da trovare delle sciocche scuse riguardo le scarse possibilità di creargli un futuro.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/ ... d=AbelPRDH

Re: Una valle che resiste.

Inviato: 20/12/2012, 18:47
da blackmagic
devis ha scritto: Targhetta identificativa e non ci sarebbe nessun sopruso
Ne avrebbero da guadagnare anche quelli onesti e rispettosi delle regole
Onestamente, mi chiedo quale tipo d'impedimento ci possa essere ad una cosa così scontata e giusta.

E lo chiedo, senza malizia, a chi fa parte delle Forze dell'Ordine. C'è un motivo per cui in Italia non si possa applicare questa cosa?

Re: Una valle che resiste.

Inviato: 20/12/2012, 20:29
da Luciano
blackmagic ha scritto:
devis ha scritto: Targhetta identificativa e non ci sarebbe nessun sopruso
Ne avrebbero da guadagnare anche quelli onesti e rispettosi delle regole
Onestamente, mi chiedo quale tipo d'impedimento ci possa essere ad una cosa così scontata e giusta.

E lo chiedo, senza malizia, a chi fa parte delle Forze dell'Ordine. C'è un motivo per cui in Italia non si possa applicare questa cosa?
Si, ma devono essere dati identificativi conosciuti solo dalle Forze dell'Ordine e rese note solo per gravi motivi e nelle sedi competenti, onde evitare rappresaglie di facinorosi in cerca di giustzia sommaria.

Re: Una valle che resiste.

Inviato: 20/12/2012, 20:39
da blackmagic
Luciano ha scritto:
blackmagic ha scritto:
devis ha scritto: Targhetta identificativa e non ci sarebbe nessun sopruso
Ne avrebbero da guadagnare anche quelli onesti e rispettosi delle regole
Onestamente, mi chiedo quale tipo d'impedimento ci possa essere ad una cosa così scontata e giusta.

E lo chiedo, senza malizia, a chi fa parte delle Forze dell'Ordine. C'è un motivo per cui in Italia non si possa applicare questa cosa?
Si, ma devono essere dati identificativi conosciuti solo dalle Forze dell'Ordine e rese note solo per gravi motivi e nelle sedi competenti, onde evitare rappresaglie di facinorosi in cerca di giustzia sommaria.
Chiaro, intendevo anche io questo, non metterci nome e cognome!

Re: Una valle che resiste.

Inviato: 20/12/2012, 21:28
da augusto losio
è un argomento molto teso, e purtroppo poco dibattuto in italia.
d'altro canto in italia, a causa di una classe politica collusa col potere mafioso, il tema è spinoso.

la targa identificativa deve essere un obbligo per identificare e quindi isolare e punire i facinorosi con la divisa, che spero siano una minoranza assoluta.
punto.
il fatto è che deve essere anche un mezzo che non consenta di identificare le persone che dietro a una divisa istituzionale danno battaglia contro la criminalità, e che quindi ne possano indebolire l'efficacia.

a mio parere un codice di riconoscimento è più che fattibile e sicuro.
a meno che le stesse forze dell'ordine non si fidino dei database del ministero degli interni, ma qui si apre uno scenario diverso e per molti aspetti inquietante.
così come inquietante è la possibilità invece che le forze dell'ordine siano usate come mezzo coercitivo (una scena già vista in ambito golpista, e molto semplice da ricreare) per contenere il conflitto sociale sul nascere e preservare la classe dirigente dalle proteste.

insomma, a mio modesto parere sarebbe tutto più semplice e diretto se le organizzazioni apicali (sindacati di polizia, ma soprattutto i vertici decisionali) rendessero disponibile l'identificazione degli agenti nell'espletamento delle loro funzioni, senza che si possa ricreare un clima da genova che in primis nuoce agli stessi agenti.
mi stupisce che la cosa non sia evidente, mi stupisce meno che ci sia chi ci marcia creando tensioni che poi si acuiscono nelle piazze.

e si badi che nelle piazze nell'ultimo anno chi le ha prese sono i dimostranti, sempre e comunque.
io mi stupisco che non sia accaduto ancora nulla di grave, e la mia paura è che la pentola a furia di bollire faccia saltare fornelli e cucina.

e dire che io sono anarchico, quindi tra divise e bandiere...