Re: Tor des Geants (Ao) 13-19.09.2015
Inviato: 18/09/2015, 7:13
Molto critico verso tanti partecipanti questo articolo
http://runningcharlotte.org/2015/09/17/ ... to-il-tor/
NEWS: interrotto il Tor, nessun suicidio volontario è autorizzato
Posted on settembre 17, 2015 by RunningCharlotte
E’ giovedì. Il Tor nonfinirà. E’ interrotto, un ragazzo interrotto. Bim-bum-bam piove e va interrotto. E ci credo, lì si ammazzavano tutti!
Vivrò lo stesso. Credo.
Chi ama il Tor des Géants smetta di leggere questo articolo ora. Vi avviso.
Io il Tor l’ho seguito con passione per tre anni di fila e l’ho ritenuto l’impresa epico-poetica più bella di sempre. Mi emozionavo come una bambina e mi facevo tutte le valli che potevo per vederli passare.
Per me era la gara che suggellava l’unione tra lo sport che amo di più – la corsa – e i luoghi che amo di più – le montagne della mia Valle d’Aosta.
Potete capire, forse, quale amore può legarmi a quei percorsi. Percorsi che ho fatto camminando gustandomi ogni goccia di sudore asciugato da tramonti senza paragoni. Percorsi che mi sento tatuati sotto pelle.
Quest’anno non ho seguito nulla, non sapevo nemmeno quando fosse la partenza, nè chi partecipasse. Il mio con il Tor è un amore finito
Sapete perché?
Se fossi scurrile direi perchè mi avete…. ma trovo una perifrasi.
E’ come la Maratona di New York.
Sono quelle cose che gli inesperti fanno solo per dire “sai, io l’ho fatto”. Non tutti, ovvio, ma molti. e siccome diventa il trofeo da portare a casa, tutti ne parlano. Ad Aosta poi è un fenomeno di costume: non sono mai andati oltre i 2000 metri se non in seggiovia, pensano che Bonatti sia un cognome di origine toscana, ma seguono tutti il TOR, hanno amici di amici che sono “lassù a correre”, fanno discussioni accese sull’uso di dopanti.
Ma non è un format televisivo il Tor! Come la Maratona, la montagna va presa con rispetto. Estremo. E diversamente dalla Maratona, la Montagna è molto pericolosa.
Un percorso di 330 km, massacrante, senza quasi dormire. Se poi il meteo è avverso, non è cosa da tutti.
E vedi l’ultimo arrivato, che dopo una carriera da tapascione come tutti noi, ti dice “quest’anno faccio Tor”. A forza di sentirne parlare si è convinto che questa sarà la via del riscatto dalla noia, o magari da tempi in maratona che non fanno che allungarsi…
Vorresti fermarlo, vorresti raccontargli che dormire all’adiaccio è orrendo, vorresti raccontargli quanto è dura camminare sulla neve appena caduta, vorresti dirgli il freddo incredibile di una notte di settembre a 3000 metri, vorresti tirargli un calcio sugli stinchi perché così forse non parte e passa le domeniche con i suoi bambini.
E lui invece ti mostra le sue calze a compressione.
E ora il Tor, lo hanno bloccato per maltempo. Così, arrivano le polemiche. Han fatto bene, han fatto male, e io che l’avevo preparato, e io che ho speso 700 € di iscrizione…
Ma scusate, cosa dovevano mai fare? Se la gente non si ferma da sola di fronte all’evidenza, beh, devono fermarli loro no? Quelli forti sono già arrivati, sul percorso rimangono solo i normali, i turisti del trail running, che davanti alla bufera non si fermano. Dovevano lasciarli ammazzare?
Poi, se vuoi continuare a correre per gli affari tuoi, allora sei matto vero, ma caspita, questo è sport, mica un suicidio.
Già mi sembra umanamente una follia spararsi un percorso così, ma pure volersi ammazzare volontariamente in virtù di un’idea (che poi l’idea è quella di finire una gara di corsa, non quella di salvare il mondo…) è oltre il buon senso.
Sapete cosa ho voglia di gridare? Eccolo:
Lasciate stare le mie montagne, basta sparlarne e parlarne, lasciatele stare. Smettetela di iscrivervi a gare fuori dalla vostra portata e iniziate ad andare a quelle belle gare di una volta come l’Aosta-Becca di Nona, la Cro Magnon, Le Porte di Pietra, la LUT se volete…. Ce ne sono mille, sotto ai 50 km magari, che mi sembra più che faticoso lo stesso.
Ma smettetela di polemizzare sul Tor, o meglio, su quello che è uno dei percorsi più belli che abbia mai fatto: Le alte Vie della valle d’Aosta.
Sono sempre aperte, gratuite e si possono fare con calma mangiandoci su una polenta.
Pensateci.
http://runningcharlotte.org/2015/09/17/ ... to-il-tor/
NEWS: interrotto il Tor, nessun suicidio volontario è autorizzato
Posted on settembre 17, 2015 by RunningCharlotte
E’ giovedì. Il Tor nonfinirà. E’ interrotto, un ragazzo interrotto. Bim-bum-bam piove e va interrotto. E ci credo, lì si ammazzavano tutti!
Vivrò lo stesso. Credo.
Chi ama il Tor des Géants smetta di leggere questo articolo ora. Vi avviso.
Io il Tor l’ho seguito con passione per tre anni di fila e l’ho ritenuto l’impresa epico-poetica più bella di sempre. Mi emozionavo come una bambina e mi facevo tutte le valli che potevo per vederli passare.
Per me era la gara che suggellava l’unione tra lo sport che amo di più – la corsa – e i luoghi che amo di più – le montagne della mia Valle d’Aosta.
Potete capire, forse, quale amore può legarmi a quei percorsi. Percorsi che ho fatto camminando gustandomi ogni goccia di sudore asciugato da tramonti senza paragoni. Percorsi che mi sento tatuati sotto pelle.
Quest’anno non ho seguito nulla, non sapevo nemmeno quando fosse la partenza, nè chi partecipasse. Il mio con il Tor è un amore finito
Sapete perché?
Se fossi scurrile direi perchè mi avete…. ma trovo una perifrasi.
E’ come la Maratona di New York.
Sono quelle cose che gli inesperti fanno solo per dire “sai, io l’ho fatto”. Non tutti, ovvio, ma molti. e siccome diventa il trofeo da portare a casa, tutti ne parlano. Ad Aosta poi è un fenomeno di costume: non sono mai andati oltre i 2000 metri se non in seggiovia, pensano che Bonatti sia un cognome di origine toscana, ma seguono tutti il TOR, hanno amici di amici che sono “lassù a correre”, fanno discussioni accese sull’uso di dopanti.
Ma non è un format televisivo il Tor! Come la Maratona, la montagna va presa con rispetto. Estremo. E diversamente dalla Maratona, la Montagna è molto pericolosa.
Un percorso di 330 km, massacrante, senza quasi dormire. Se poi il meteo è avverso, non è cosa da tutti.
E vedi l’ultimo arrivato, che dopo una carriera da tapascione come tutti noi, ti dice “quest’anno faccio Tor”. A forza di sentirne parlare si è convinto che questa sarà la via del riscatto dalla noia, o magari da tempi in maratona che non fanno che allungarsi…
Vorresti fermarlo, vorresti raccontargli che dormire all’adiaccio è orrendo, vorresti raccontargli quanto è dura camminare sulla neve appena caduta, vorresti dirgli il freddo incredibile di una notte di settembre a 3000 metri, vorresti tirargli un calcio sugli stinchi perché così forse non parte e passa le domeniche con i suoi bambini.
E lui invece ti mostra le sue calze a compressione.
E ora il Tor, lo hanno bloccato per maltempo. Così, arrivano le polemiche. Han fatto bene, han fatto male, e io che l’avevo preparato, e io che ho speso 700 € di iscrizione…
Ma scusate, cosa dovevano mai fare? Se la gente non si ferma da sola di fronte all’evidenza, beh, devono fermarli loro no? Quelli forti sono già arrivati, sul percorso rimangono solo i normali, i turisti del trail running, che davanti alla bufera non si fermano. Dovevano lasciarli ammazzare?
Poi, se vuoi continuare a correre per gli affari tuoi, allora sei matto vero, ma caspita, questo è sport, mica un suicidio.
Già mi sembra umanamente una follia spararsi un percorso così, ma pure volersi ammazzare volontariamente in virtù di un’idea (che poi l’idea è quella di finire una gara di corsa, non quella di salvare il mondo…) è oltre il buon senso.
Sapete cosa ho voglia di gridare? Eccolo:
Lasciate stare le mie montagne, basta sparlarne e parlarne, lasciatele stare. Smettetela di iscrivervi a gare fuori dalla vostra portata e iniziate ad andare a quelle belle gare di una volta come l’Aosta-Becca di Nona, la Cro Magnon, Le Porte di Pietra, la LUT se volete…. Ce ne sono mille, sotto ai 50 km magari, che mi sembra più che faticoso lo stesso.
Ma smettetela di polemizzare sul Tor, o meglio, su quello che è uno dei percorsi più belli che abbia mai fatto: Le alte Vie della valle d’Aosta.
Sono sempre aperte, gratuite e si possono fare con calma mangiandoci su una polenta.
Pensateci.