Zoidberg ha scritto:Manu On Trail ha scritto:Luciano ha scritto:
Per fortuna io sono vissuto in un'altra epoca dove c'erano ben altri valori...ed ero lieto di presentare il certificato medico e di far controllare il materiale obbligatorio, di cui spero tu non ne abbia mai bisogno, altrimenti saranno dolori

Vedi...vedi che palle che sono questi forum (intesi come "piattaforma di conversazione e/o condivisione di esperienze").
Adesso dovrei risponderti, e ripetere per l`ennesima volta la supercazzola della Western States e dei controlli medici alle Aid Station (a parte il controllo del peso, quello è stato eliminato quest`anno), e la responsabilità personale, e l´"utilità" di un foglietto del medico fatto firmare dal medesimo a inizio anno, e bla bla...
I valori vanno sempre bene, ma si parlava (o almeno, ci avevo provato - per altro raccontavo solo una situazione di milieu nel quale mi trovo ad essere, in risposta ad un post preciso) di tutt`altro.
W i medici sportivi e W il materiale obbligatorio.
E vai in relax, ti voglio bene lo stesso.
Ps: e comunque io sono un ESEMPIO CIVICO di trasporto di materiale obbligatorio. Mica come quello scampato di Davide, che si presenta ai controlli con guanti da esplorazione anale passati per ipertecnici e impermeabili e palloncini da alcol-test mascherati da borracce collassabili...il maniaco del grammo, tse...
Il problema è che qui da noi se cadi e ti sbucci un ginocchio fai causa all'organizzatore, alla fidal, al medico, ai cronometristi e alla protezione civile, così magari ti becchi due soldi dall'assicurazione. Ovvio che la deregulations sia impossibile.
Comunque tutti temi molto interessanti!
La tua risposta mi piace, perché mi fa capire che forse c`è speranza pure per me, nel farmi capire in mezzo a questa giungla da tastiera.
E´esattamente il punto sul quale mi premeva porre l`attenzione. Diciamo così: io sarei per una deregulation mirata, orientata, e magari - perché no - inspirata al mondo americano (generalizzo all`estremo, potrei prendere il sempre troppo citato, in altri ambiti, modello tedesco).
In brevissimo, prima di entrare in un mostruoso OT.
1) A me fa svalvolare, letteralmente svalvolare, il concetto di "materiale obbligatorio". Ma non perché non ho voglia di portare nulla, come forse ha inteso (male) l`amico Luciano.
Io impazzisco all`idea che un organizzatore debba "obbligarti" a portarti dietro cose, di cui la tua stessa testa ed esperienza dovrebbe valutare importanza e utilità. Non è che "sono contento di mostrare il materiale obbligatorio": io lo porto comunque, ma non perché mi obbliga qualcuno. E´proprio il concetto di "obbligatorio", a urtarmi.
Se un trail runner ha bisogno della listino obbligatoria, significa che forse manca ancora una certa "cultura" del materiale...e lì allora non c`è lista che tenga.
2) E poi appunto, il secondo punto. Il certificato medico. Ma fammi capire: io faccio la visitina a Gennaio e salgo tre scalini alla ASL sotto casa, e così sono pronto e protetto per una 100 miglia che si svolge a fine Agosto sulle Alpi? Signori, ma di che parliamo.
E ho citato "l`esempio WS" non a caso. Facciamo così: io ti visito IL GIORNO PRIMA DELLA GARA, e magari pure DURANTE. Poi sta a te (e torniamo al discorso-cultura) curarti di farti mettere un dito nel sedere dal medico sportivo ogni mese; altro che "idoneità all`attività fisica".
Io credo, e poi chiudo, che il principale pericolo, in qualsiasi discussione sulla`evoluzione del nostro Sport, sia quello di trincerarsi in battaglie ideologiche, in nome di valori certamente reali, che però possono risultare a volte stucchevoli, quando non ipocrite (e ovviamente, NON è il caso di quanto scritto dal mio precedente interlocutore).
Evidentemente, non siamo ancora pronti a un discorso del genere.
Fine OT.