Michelozzo ha scritto:Pedro ha scritto:antani ha scritto: Non sto a riportare quel che ho già scritto sul forum di Quotazero mesi fa, ma non ci vuol molto per capire che in discesa una scarpa del genere può essere molto pericolosa.
Eppure, tutte quelli che conosco e che sono passati alle Hoka non fanno altro che magnificarne le doti in discesa. Però è tutta gente che prima soffriva le discese. Con quella suola così rigida, poi, io che sono abituato ad atterrare con l'avanpiede probabilmente mi ribalterei subito.
gg
Pedro le Hoka hanno di tutto tranne che una suola rigida, anzi mai visto una suola così morbida che ti permette di assorbire tutto.
Io da quando uso le Hoka nn vado ne più forte ne più piano rispetto a prima. La cosa che mi ha stupito è però la comodità che fino ad adesso nessuna altra scarpa mi ha dato.
Io sono alto 1,86 peso 92/94 kg e ho un 46 pianta larga
Attenzione a non confondere suola con intersuola: l'intersuola delle Hoka è morbidissima, penso che sia la caratteristica più evidente della scarpa, ma se si prende la scarpa e la si piega a livello del metatarso la scarpa è rigida (per forza, con tutta quella intersuola!) In altre parole: Inov8= suola morbida e scarsa ammortizzazione; Hoka=suola che non si piega e superammortizzazione.
@lele: non ho provato le Hoka e l'iniziativa di far provare le scarpe è sicuramente meritevole, però il mio giudizio non è avventato, pur non avendole mai calzate. Premetto che in discesa vado molto forte, quindi il mio giudizio su una scarpa si basa molto sulla sicurezza che una calzatura mi può offrire in discesa: da questo punto di vista tra i pochi modelli che ho usato (sono un tirchio genovese e compro poche scarpe) le Inov8 Roclite 295 sono stratosferiche, ma indubbiamente l'agilità e la sicurezza che offrono si scontano a livello di scarsa ammortizzazione e alta sollecitazione dei tendini. Si sa che la caratteristica delle Inov8 è l'assetto molto ribassato, che offre stabilità alla caviglia.
Le Hoka al contrario hanno un assetto altissimo che, oggettivamente, in una discesa tirata e appena tecnica non possono permettere di prendere troppi rischi.
Che cosa ho visto poi con i miei occhi? All'UTMB ho superato gente con le Hoka che nelle discesine tra Chamonix e Les Houches (cioè discese di difficoltà pari ad una strada asfaltata in leggera discesa) molto semplicemente correva male. Impacciata, coi piedi a papera. Come si sarebbero trovati di notte giù dal Col du Bonhomme con la pioggia?
E sempre coi miei occhi ho visto gli atleti del Team Hoka Italia: la Pensa ai Tre Comuni ha usato delle Salomon se non sbaglio (comunque non le Hoka); sempre la Pensa (o forse la Arrigoni, non ricordo bene perché le ho viste insieme a Les Contamines) all'UTMB non calzava le Hoka; Virginia Oliveri, gran discesista, ha vinto il Cro, ma non calzava le Hoka, così come non le aveva ai piedi Pablo Barnes.
Insomma, magari un giorno se me le offriranno ci farò un giro, ma se dico che sono scarpe che non mi convincono lo dico a ragion veduta.
Un'ultima cosa: Michelozzo nota che coloro che magnificano le Hoka in discesa sono persone che soffrono le discese: in altre parole mi vien da dire che i discesisti impacciati le amano perché atterrano pesantemente e quindi si sentono ammortizzati; oppure i corridori con le ginocchia usurate le apprezzano perché sentono le articolazioni protette. Da questo punto di vista forse le Hoka possono essere una buona scelta.