Dura, wow… davvero dura, non posso certo dire di essere partito ignorando quello a cui andavo incontro ma non pensavo fosse così tosta; forse dovevo prestare meno attenzione alla dicitura “Gran raid International” e concentrarmi di più sull”extreme” dell’indirizzo internet

arrivare a Cap d’Ail dà comunque una grande soddisfazione di aver portato a termine qualcosa di veramente duro.
Primi 55km favolosi, un gioiello di madre natura, il giro dei forti è splendido ma la bellezza va in crescendo fino ad esplodere nella val de merveilles, non si può descrivere, bisogna andare a vederla.
Indubbiamente la seconda metà ha un fascino diverso, per quelli da fondo classifica come me la cosa è ulteriormente amplificata dall’oscurità e allora termini l’impresa continuando a pensare al Pas du Diable e a quei magnifici laghetti alpini e nemmeno ti ricordi di come è fatto il Mont l’Ablè o il Col de Verraux, credo che questo sia normale, forse fatta con la luce anche la sezione mediterranea avrebbe il suo “perché”.
Discorso ristori, io sono uno da fondo classifica e so che nei banchetti troverò poca roba e magari anche quella che nessuno vuole mangiare quindi porto con me tanto, forse anche troppo, di solito porto a casa molto, questa volta ho avanzato n.1 gel, pochino per i miei standard.
Ho imparato con l’esperienza che il concetto di auto-sufficienza è difficilmente decodificabile a priori, ogni organizzatore, così come ogni concorrente lo interpreta a modo suo, questo può portarti ad avere brutte sorprese a volte.
Nell’incognita io abbondo e mi porto almeno il 70% di quello che consumerò, però se leggo che anche quelli della prima metà hanno trovato banchetti vuoti penso che qualcosa di strano ci sia. Nulla da dire dal 55° in avanti, per me brodino, pastina, patatine, cioccolata, frutta secca e noccioline sono ok, al 75° ho consumato anche un wurstel; detto questo se i ristori fossero stati tutti dello stampo dei primi due la faccenda si sarebbe messa male anche per me perché quel mio 70% sarebbe stato insufficiente.
Ho invece apprezzato molto i liquidi, ho sempre trovato la tanto amata acqua frizzante e la coca cola, per me ineccepibili !
Tratto finale, quella di allungare il brodo inutilmente è una sensazione che provo spesso sul finire delle corse, non capisco mai bene quanto questo sia inevitabile o voluto per qualche motivo a me oscuro, davvero non so… è innegabile che passate le antenne la testa è già in spiaggia e quindi se si trovasse un modo più rapido e diretto penso che nessun concorrente avrebbe nulla da ridire.
e per finire... un grande grazie a Dinaleone per come ha organizzato la trasferta, sei stata davvero gentilissima, una corriera perfetta !