augusto losio ha scritto:
vado parzialmente OT.
se ne era già parlato, e mi pare (francamente) che tu abbia un po' il dente avvelenato, ma è una mia impressione quindi può darsi che mi sbagli.
Non ho nessun dente avvelenato, anche perché a me di soldi in tasca non ne vengono, anzi, per i trail di solito ne escono parecchi...

Provo a spiegarmi meglio: non ci vedo nulla di male nel fatto di restare "piccoli" ed organizzare le corse per volontariato. Tanto di cappello. Se Tizio lo fa ed è contento così, buon per lui e per chi beneficia del suo lavoro. Quel che trovo assurdo ed un po' ipocrita è pretendere che TUTTI debbano PER FORZA organizzare le corse per volontariato, senza guadagnarci nulla. Io non trovo niente di male nel fatto che una persona o un ente facciano dell'organizzazione di trail un'attività commerciale a tutti gli effetti; niente di male, di demoniaco, di scandaloso, nessun intento di sfruttamento o chissà che. Voglio dire: se decido di fare un viaggio di un certo tipo, vado in un'agenzia viaggi e lo compro; se decido per un'ascensione molto impegnativa, vado da una guida e la pago; se invece mi va di impegnare il mio tempo libero nella corsa in montagna, non vedo che male ci sia nel comprare l'iscrizione al trail. Mi sembra che in tutti e tre i casi si paghi un servizio e mi sembra assolutissimamente normale che chi offre il servizio abbia un ritorno economico dalla propria attività, e intendo dire un vero e proprio guadagno, non un rimborso spese.
Mi fa ridere chi si scandalizza di fronte all'idea che gli organizzatori di una corsa in montagna, o di qualsiasi altra manifestazione sportiva, agiscano "per interesse". Non è bello, certo, il fatto che qualcuno agisca per interesse con la maschera del volontariato, dell'associazione ecc. ecc., però è spesso - non sempre - la nuda e cruda realtà; sinceramente, io non sto a farne questioni di principio o morale: proprio perché non vedo proprio niente di scandaloso che chi mi permette di passare una bella domenica per monti non debba averne il suo tornaconto. E vorrei proprio vedere quanti, tra i moralisti, si prenderebbero la briga e la responsabilità di mettere in piedi un mastodonte come l'UTMB, sapendo di averne in cambio solo tanta bella soddisfazione.
Ultimo ma non meno importante: dovendo affrontare passi a 2.500 m, di notte, con tutto quel che può capitare in caso di brutto tempo eccetera, io sinceramente preferisco affidare la mia pelle ad uno che le gare le organizza di mestiere, piuttosto che ad uno che, pur con tutta l'ammirevolissima buona volontà del mondo, lo fa nei ritagli di tempo... Così come, se decidessi di andare in punta al Cervino, chiederei aiuto non all'amico che fa l'alpinista per diletto la domenica, ma ad una guida. Pagando giustamente quel che c'è da pagare: perché non so gli altri, ma io lavoro in proprio e di solito ho piacere che il tempo che impegno nel mio lavoro sia adeguatamente remunerato. Ergo, non pretendo da altri che lavorino gratis per me.