Re: Atleti dopati nelle gare trail?
Inviato: 16/09/2013, 15:55
Buonasera a tutti.
Scrivo per chiarire la mia situazione e per cercare di far luce su alcuni aspetti.
Partiamo dalla mia squalifica, avvenuta ormai 3 anni fa. Cosa posso dire, un gravissimo errore, un abbaglio in un momento di superficialità per cercare di apparire o sembrare migliore nella gara sotto casa. Cose di bassa qualità, due stimolanti che sono serviti solo a farmi entrare nel girone dei dannati. Giustamente. Chi mi conosce, e tra di voi purtroppo nessuno, sa che non ho mai cercato scuse e ammesso quello che avevo fatto. Mi sono allontano da subito da quel mondo e non ci ho più rimesso piede.
Tagliato con il mondo della bici dopo un anno ho cominciato a correre per stare in forma, qualche giro in Brianza, poi in montagna, poi qualche lettura su internet e rivista mi hanno creato curiosità verso il mondo Trail e della corsa in mezzo alla natura. Non voglio fare vittimismi ma non era un periodo semplice, e così, senza badare troppo al se potevo o meno, mi sono iscritto a qualche gara. In una riuscendo ad arrivare coi primi. Ed è lì che il mio nome è saltato fuori. Mi son subito escluso da qualsiasi competizione, anche nel 2013, chiedendo scusa e cercando di non farmi vedere più, tornando solo alle mio corse solitarie. Per quelle gare mi scuso ancora per aver violato il vostro mondo.
Fino a febbraio, quando come tanti di voi ho provato ad iscrivermi al Tor des Geants. Mi è andata bene, il mio nome compreso quello materno, era stato sorteggiato. All’iscrizione vedevo poi soltanto Luca Negri, e non ho più chiesto di allungare il cognome con la speranza magari di non essere più tra gli “ex condannati”, almeno per il Tor des Geants. Senza imbrogliare nessuno.
Questa, senza troppi vittimismi e senza troppe storielle melense è la mia breve storia. Ho smesso di voler piacere alla gente, di voler primeggiare, corro e vado in montagna solo e per il piacere di farlo, in ambito sportivo la mia vita ormai è segnata. Giustamente direte voi. Quello che è chiaro è che non ho mai voluto dar fastidio a nessuno. Quest’anno avrei potuto fare tante corse, ma mi sono limitato al Tor. Non è più l’apparire o essere più veloce degli altri che mi interessa . Chi mi ha incrociato a Courmayour, da alcuni di voi a tutti i volontari forse si è fatto un un idea di che persona sono, defilato, timido, introverso. Se nessuno parlasse di me sarei più contento.
Per quanto riguarda invece la mia prestazione in gara tanti potranno avere mille dubbi, glieli lascio, non credo riuscirei mai a far cambiare idea a nessuno scrivendo qualche riga. Possono pensare ciò che vogliono. Chiedete ai volontari di Ollomont, quando ho chiesto due panini col salame per ripartire subito, o a quelli di St. Remy..Io so quanto sudore ho speso per arrivare in forma fisicamente domenica scorsa. Ci sarebbe da parlarne per ore. Per me nel futuro non ci sono né sponsor né amici, né squadre, io corro per me stesso e perché amo la montagna. Ho commesso errori imperdonabili in passato, ma ieri pomeriggio, quando mi hanno chiamato alla premiazione, finalmente ho camminato a testa alta.
Luca Negri Manfredi
Scrivo per chiarire la mia situazione e per cercare di far luce su alcuni aspetti.
Partiamo dalla mia squalifica, avvenuta ormai 3 anni fa. Cosa posso dire, un gravissimo errore, un abbaglio in un momento di superficialità per cercare di apparire o sembrare migliore nella gara sotto casa. Cose di bassa qualità, due stimolanti che sono serviti solo a farmi entrare nel girone dei dannati. Giustamente. Chi mi conosce, e tra di voi purtroppo nessuno, sa che non ho mai cercato scuse e ammesso quello che avevo fatto. Mi sono allontano da subito da quel mondo e non ci ho più rimesso piede.
Tagliato con il mondo della bici dopo un anno ho cominciato a correre per stare in forma, qualche giro in Brianza, poi in montagna, poi qualche lettura su internet e rivista mi hanno creato curiosità verso il mondo Trail e della corsa in mezzo alla natura. Non voglio fare vittimismi ma non era un periodo semplice, e così, senza badare troppo al se potevo o meno, mi sono iscritto a qualche gara. In una riuscendo ad arrivare coi primi. Ed è lì che il mio nome è saltato fuori. Mi son subito escluso da qualsiasi competizione, anche nel 2013, chiedendo scusa e cercando di non farmi vedere più, tornando solo alle mio corse solitarie. Per quelle gare mi scuso ancora per aver violato il vostro mondo.
Fino a febbraio, quando come tanti di voi ho provato ad iscrivermi al Tor des Geants. Mi è andata bene, il mio nome compreso quello materno, era stato sorteggiato. All’iscrizione vedevo poi soltanto Luca Negri, e non ho più chiesto di allungare il cognome con la speranza magari di non essere più tra gli “ex condannati”, almeno per il Tor des Geants. Senza imbrogliare nessuno.
Questa, senza troppi vittimismi e senza troppe storielle melense è la mia breve storia. Ho smesso di voler piacere alla gente, di voler primeggiare, corro e vado in montagna solo e per il piacere di farlo, in ambito sportivo la mia vita ormai è segnata. Giustamente direte voi. Quello che è chiaro è che non ho mai voluto dar fastidio a nessuno. Quest’anno avrei potuto fare tante corse, ma mi sono limitato al Tor. Non è più l’apparire o essere più veloce degli altri che mi interessa . Chi mi ha incrociato a Courmayour, da alcuni di voi a tutti i volontari forse si è fatto un un idea di che persona sono, defilato, timido, introverso. Se nessuno parlasse di me sarei più contento.
Per quanto riguarda invece la mia prestazione in gara tanti potranno avere mille dubbi, glieli lascio, non credo riuscirei mai a far cambiare idea a nessuno scrivendo qualche riga. Possono pensare ciò che vogliono. Chiedete ai volontari di Ollomont, quando ho chiesto due panini col salame per ripartire subito, o a quelli di St. Remy..Io so quanto sudore ho speso per arrivare in forma fisicamente domenica scorsa. Ci sarebbe da parlarne per ore. Per me nel futuro non ci sono né sponsor né amici, né squadre, io corro per me stesso e perché amo la montagna. Ho commesso errori imperdonabili in passato, ma ieri pomeriggio, quando mi hanno chiamato alla premiazione, finalmente ho camminato a testa alta.
Luca Negri Manfredi