Re: Dieta - Low Carb/High Fat
Inviato: 12/05/2014, 14:32
Ciao
segnalo una interessante pagina di wikipedia sulla "Zona Lipolitica"
http://it.wikipedia.org/wiki/Zona_lipol ... urcotte-18
Uno dei punti chiave della capacità di cambiare la "benzina" che utilizziamo, ben evidenziato da Martin,è proprio cercare di ottimizzare il rapporto tra effetti dell'allenamento (quali intensità e quantità) ed effetti dell'alimentazione.
Cito alcuni passaggi che mi sembrano interessanti:
Durante l'esercizio aerobico vengono impiegati sia lipidi che glucidi in quantità variabile. Durante l'esercizio ad intensità molto bassa (camminata), i grassi coprono la maggior parte della domanda energetica. Con l'aumento dell'intensità fino alla soglia anaerobica (l'intensità che segna la transizione dal metabolismo prevalentemente aerobico al metabolismo in cui la componente anaerobica diventa prevalente), il contributo dei grassi in percentuale decrementa, mentre aumenta quello dei carboidrati. Una volta che l'intensità supera la soglia anaerobica, i carboidrati diventano l'unica fonte energetica.
Il primo fraintendimento può nascere da questi dati, in quanto viene confuso il consumo dei grassi in percentuale sui glucidi, con il consumo dei grassi totale indotto dall'allenamento. Sono effettivamente due dati diversi. A bassa intensità il corpo ossida una maggiore percentuale di grassi e meno di carboidrati rispetto a intensità più elevate, ma a intensità più elevate (comunque inferiori al livello della soglia anaerobica) si consumano più calorie totali, tra cui anche più calorie totali derivanti dai grassi rispetto alla bassa intensità.
...In base a questi dati si può concludere che nella cosiddetta Zona lipolitica (60-65% VO2max):
visto che il consumo di carboidrati è proporzionale all'intensità, la percentuale di ossidazione di lipidi sui glucidi è comunque inferiore rispetto a intensità più basse della Zona lipolitica;
nella Zona lipolitica comunque il glicogeno muscolare copre circa metà della richiesta energetica, cioè un contributo maggiore rispetto ad intensità inferiori;
nella Zona lipoltica il contributo dei trigliceridi intramuscolari copre parte della richiesta lipidica a scapito dei trigliceridi adiposi rispetto ad intensità minori;
i trigliceridi intramuscolari possono coprire dal 20 al 40% della richiesta da substrati;
il contributo da parte dei trigliceridi intramuscolari aumenta con l'allenamento;
la richiesta lipidica aumenta con la durata dell'esercizio, quindi nelle prime fasi dell'esercizio in Zona lipolitica il contributo del glicogeno muscolare è maggiore;
la Zona lipolitica quindi rappresenta il range in cui la spesa a carico dei lipidi può essere potenzialmente massimizzata, nonostante la percentuale sia inferiore sulla richiesta energetica totale rispetto ad intensità inferiori;
la Zona lipolitica viene raggiunta ad intensità superiori per i soggetti allenati;
i soggetti allenati riescono ad ossidare più lipidi a parità di intensità e di ossidazione di glucidi;
i soggetti allenati ossidano più lipidi rispetto ai non allenati;
l'aumento dell'ossidazione lipidica nei soggetti allenati può essere dovuto ad un maggiore impiego di IMTG piuttosto che una maggiore lipolisi del tessuto adiposo;
a parità di intensità alcuni macchinari consentono una maggiore ossidazione di grasso rispetto ad altri;
perde senso allenarsi all'interno della Zona lipolitica per ossidare lipidi durante l'esercizio senza le adeguate scelte alimentari: i carboidrati alimentari sopprimono l'ossidazione di lipidi, mentre i lipidi alimentari ne favoriscono l'ossidazione;
basse scorte di glicogeno (connesse con un basso apporto di glucidi) incrementano l'ossidazione di lipidi;
anche se la lipolisi aumenta con la durata dell'esercizio, aumenta anche il rischio del catabolismo muscolare da cui derivano gli amminoacidi che vengono utilizzati come substrato energetico;
la potenziale riduzione della massa muscolare mediante questo processo porta ad una riduzione del metabolismo basale e della capacità di ossidazione lipidica basale (sul lungo termine);
la probabilità di catabolismo proteico del muscolo scheletrico è maggiore nei soggetti non allenati;
..In conclusione, l'assunzione di cibi o integratori glucidici prima e/o durante l'esercizio tende ad inibire la mobilizzazione e l'impiego dei lipidi a favore dei glucidi. Tuttavia, questo effetto può variare in base al grado di allenamento del soggetto. Il meccanismo inibitorio indotto dai carboidrati avviene sempre a basse intensità, ma se nei soggetti non allenati e moderatamente allenati avviene anche a moderate intensità, questo tende a non verificarsi nei soggetti ben allenati a moderate intensità. L'ossidazione inoltre viene maggiormente ridotta con l'assunzione di carboidrati ad alto indice glicemico (IG), rispetto a carboidrati a basso indice glicemico.
segnalo una interessante pagina di wikipedia sulla "Zona Lipolitica"
http://it.wikipedia.org/wiki/Zona_lipol ... urcotte-18
Uno dei punti chiave della capacità di cambiare la "benzina" che utilizziamo, ben evidenziato da Martin,è proprio cercare di ottimizzare il rapporto tra effetti dell'allenamento (quali intensità e quantità) ed effetti dell'alimentazione.
Cito alcuni passaggi che mi sembrano interessanti:
Durante l'esercizio aerobico vengono impiegati sia lipidi che glucidi in quantità variabile. Durante l'esercizio ad intensità molto bassa (camminata), i grassi coprono la maggior parte della domanda energetica. Con l'aumento dell'intensità fino alla soglia anaerobica (l'intensità che segna la transizione dal metabolismo prevalentemente aerobico al metabolismo in cui la componente anaerobica diventa prevalente), il contributo dei grassi in percentuale decrementa, mentre aumenta quello dei carboidrati. Una volta che l'intensità supera la soglia anaerobica, i carboidrati diventano l'unica fonte energetica.
Il primo fraintendimento può nascere da questi dati, in quanto viene confuso il consumo dei grassi in percentuale sui glucidi, con il consumo dei grassi totale indotto dall'allenamento. Sono effettivamente due dati diversi. A bassa intensità il corpo ossida una maggiore percentuale di grassi e meno di carboidrati rispetto a intensità più elevate, ma a intensità più elevate (comunque inferiori al livello della soglia anaerobica) si consumano più calorie totali, tra cui anche più calorie totali derivanti dai grassi rispetto alla bassa intensità.
...In base a questi dati si può concludere che nella cosiddetta Zona lipolitica (60-65% VO2max):
visto che il consumo di carboidrati è proporzionale all'intensità, la percentuale di ossidazione di lipidi sui glucidi è comunque inferiore rispetto a intensità più basse della Zona lipolitica;
nella Zona lipolitica comunque il glicogeno muscolare copre circa metà della richiesta energetica, cioè un contributo maggiore rispetto ad intensità inferiori;
nella Zona lipoltica il contributo dei trigliceridi intramuscolari copre parte della richiesta lipidica a scapito dei trigliceridi adiposi rispetto ad intensità minori;
i trigliceridi intramuscolari possono coprire dal 20 al 40% della richiesta da substrati;
il contributo da parte dei trigliceridi intramuscolari aumenta con l'allenamento;
la richiesta lipidica aumenta con la durata dell'esercizio, quindi nelle prime fasi dell'esercizio in Zona lipolitica il contributo del glicogeno muscolare è maggiore;
la Zona lipolitica quindi rappresenta il range in cui la spesa a carico dei lipidi può essere potenzialmente massimizzata, nonostante la percentuale sia inferiore sulla richiesta energetica totale rispetto ad intensità inferiori;
la Zona lipolitica viene raggiunta ad intensità superiori per i soggetti allenati;
i soggetti allenati riescono ad ossidare più lipidi a parità di intensità e di ossidazione di glucidi;
i soggetti allenati ossidano più lipidi rispetto ai non allenati;
l'aumento dell'ossidazione lipidica nei soggetti allenati può essere dovuto ad un maggiore impiego di IMTG piuttosto che una maggiore lipolisi del tessuto adiposo;
a parità di intensità alcuni macchinari consentono una maggiore ossidazione di grasso rispetto ad altri;
perde senso allenarsi all'interno della Zona lipolitica per ossidare lipidi durante l'esercizio senza le adeguate scelte alimentari: i carboidrati alimentari sopprimono l'ossidazione di lipidi, mentre i lipidi alimentari ne favoriscono l'ossidazione;
basse scorte di glicogeno (connesse con un basso apporto di glucidi) incrementano l'ossidazione di lipidi;
anche se la lipolisi aumenta con la durata dell'esercizio, aumenta anche il rischio del catabolismo muscolare da cui derivano gli amminoacidi che vengono utilizzati come substrato energetico;
la potenziale riduzione della massa muscolare mediante questo processo porta ad una riduzione del metabolismo basale e della capacità di ossidazione lipidica basale (sul lungo termine);
la probabilità di catabolismo proteico del muscolo scheletrico è maggiore nei soggetti non allenati;
..In conclusione, l'assunzione di cibi o integratori glucidici prima e/o durante l'esercizio tende ad inibire la mobilizzazione e l'impiego dei lipidi a favore dei glucidi. Tuttavia, questo effetto può variare in base al grado di allenamento del soggetto. Il meccanismo inibitorio indotto dai carboidrati avviene sempre a basse intensità, ma se nei soggetti non allenati e moderatamente allenati avviene anche a moderate intensità, questo tende a non verificarsi nei soggetti ben allenati a moderate intensità. L'ossidazione inoltre viene maggiormente ridotta con l'assunzione di carboidrati ad alto indice glicemico (IG), rispetto a carboidrati a basso indice glicemico.