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Re: Trans d'Havet (VI) 26.07.2014
Inviato: 30/07/2014, 14:27
da Filo
"Minchia" Enrico, mi sono messo a piangere....non avevo dubbi sull'efficienza dell'organizzazione, ma trasmesso così fa impressione. Un abbraccio
Re: Trans d'Havet (VI) 26.07.2014
Inviato: 30/07/2014, 14:29
da biglux
Propongo Pollo come prossimo capo della Protezione Civile

! Complimenti per l'efficienza!
Re: Trans d'Havet (VI) 26.07.2014
Inviato: 30/07/2014, 16:47
da prodeprodiere
Seeee, bravo, biglux, e ti pare che quelli mollino l'osso.....e se poi si scoprisse che qualche appassionato e un manipolo di volontari senza rubare e mangiarci sopra riescono a far funzionare le cose....sai che casino!!!Nooo, meglio che chi ci sa fare resti nelle retrovie, ai "piccoli" eventi di appassionati....per le cose "serie" servono i professionisti!!! Siamo talmente abituati a fallimenti e cialtronaggine in ogni settore che quando qualcuno fa' le cose per bene ci viene perfino da piangere!!! Oltre 500 persone sparse sui monti al sicuro in 3 ore....se c'era di mezzo qualche politico, i soldi o voti, al posto della passione e degli ultraberici, a quest'ora c'erano i cani e l'esercito sui monti in cerca dei dispersi. Come diceva uno dei miei vecchi: " I contadini in campagna, i operai in fabrica e chi che no sa far un casso in poitica!!! ":mrgreen: :

Re: Trans d'Havet (VI) 26.07.2014
Inviato: 30/07/2014, 19:38
da Dano_tn
Non avevo ancora scritto niente perchè ormai tutto era già stato detto (e anche perchè da due giorni sono a casa con la febbre e un po' di bronchite...) ma dopo aver letto Pollo aggiungo il mio personale GRAZIE di tutto.
Doveva essere la mia prima 80 e un bel pezzo della mia decisione di scegliere la TDH per questo "battesimo" era che dietro a tutto c'era l'ultrabericus team, già testato a marzo.
Il racconto di Pollo, ma soprattutto quello che ho visto in gara, ha confermato in pieno la bontà della mia scelta. Siete stati spettacolari.
La mia gara, per quel che vale, è stata un po' sfigata. Sono caduto attorno al 20esimo, mi sono fatto male a un ginocchio ma ho sperato che il dolore si attenuasse. Nella parte di discesa della gallerie è invece diventato insopportabile. per me sarebbe comunque finita a Pian delle Fugazze.
A ri-tentarci nel 2015!
Re: Trans d'Havet (VI) 26.07.2014
Inviato: 30/07/2014, 19:57
da La nonesa
Un abbraccioooo forte forte a tutti gli Ultraberici ........nel 2015 IO C' E'
Re: Trans d'Havet (VI) 26.07.2014
Inviato: 31/07/2014, 8:18
da augusto losio
io questo articolo lo voglio sul prossimo numero di ST.
pollo, quello che hai scritto è come un porno: sai benissimo ormai come andrà a finire, ma ti fa rimanere attaccato allo schermo comunque.
scusa il paragone irriverente, è la prima immagine che mi è venuta in mente...
Re: Trans d'Havet (VI) 26.07.2014
Inviato: 31/07/2014, 9:15
da RundiGian
Un giocattolo perfetto, un meccanismo rodato, degli attori preparati e una buona dose di fortuna.
Tanto di cappello,..
Re: Trans d'Havet (VI) 26.07.2014
Inviato: 31/07/2014, 9:16
da deeago
Filo ha scritto:[...] mi sono messo a piangere....[...]
anche io
Re: Trans d'Havet (VI) 26.07.2014
Inviato: 31/07/2014, 14:25
da pollo
un messaggio/commento sulla pagina faccialibro della tdh... non posso non riportarlo qui:
Emilio Mangia
Su la strada del Monte Pasubio,
lenta sale una lunga colonna,
bomborombon bom bomborombom.
Mi risuona nella testa il canto degli Alpini mentre aspetto il via della Trans D’Havet. Manca poco alla mezzanotte. Mi vergogno un pò al pensiero di andare a correre dove si è combattuta una delle battaglie più cruente della Grande Guerra. Il tempo di una preghiera, come a scusarmi, ed è tempo di partire. Siamo tanti, il clima è di festa, come è giusto che sia, ma sono sicuro che ognuno di noi avrà un pensiero per chi tra queste montagne ha vissuto battaglie ben diverse dalla nostra. Piovene Rocchetta sparisce in un attimo, giusto il tempo di scaldare le gambe, e inizia la prima salita. Sono 1000 metri verso la cima del monte Summano. Ancora non lo sappiamo ma è la notte giusta per salire lassù. Summano, divinità infernale,dio della folgore notturna, avrà di che divertirsi nelle prossime ore. Arrivo in vetta. Il Cristo in croce ha una mano protesa verso il cielo. Un invito a cercare oltre la cima, messaggio di speranza dello scultore che lo ha posato su quell’immensa croce nuda. Alzo lo sguardo al cielo illuminato dai lampi . Niente luna ne stelle in quel cielo grigio e pesante di umidità che mi accompagnerà nel mio viaggio. Bomborombon bom bomborombon . Risponde il tuono al canto degli Alpini. Poi le luci della valle sotto di noi mi riportano alla realtà e alla gara. La discesa verso il Colletto di Velo è lunga e impegnativa e la notte di certo non semplifica le cose. Arrivo al primo ristoro in abbondante anticipo sul cancello, stanco ma soddisfatto. Cesare, mio unico compagno di ventura è già lontano con il suo passo veloce. Il resto dei Lupi è in Scuron in quel di Carpaneto . Il Vitto sta litigando con i suoi tendini, come il Soldato Mazzo con le sue ginocchia. E L’Armando? E L’Armando l’han trovato senza scarpe, riposato, gia sbarbato? Ma c’ho l’alibi a quell’ora…Tatta tira tira tira tatta tera tera ta ( scusa ingenier…non ho resistito). Lascio subito il ristoro dove lo scorso anno era terminata la mia prima esperienza su questa corsa per colpa dei tendini (poi li ho venduti al Vitto!!) canticchiando Jannacci che mi aiuta a scacciare i cupi pensieri di guerra e inizio a salire verso il monte Novegno ancora avvolto nel buio della notte. Raggiungo un gruppetto di concorrenti che hanno il passo giusto. Salgo con loro. La frontale mi regala immagini impressionanti. Torrette, gallerie, trincee. Ho i brividi. E non è il freddo. Ho voglia di silenzio. Lascio la compagnia e proseguo in solitaria fino in cima. Inizio a scendere. Le gambe stanno bene e le lascio andare. Il sentiero è di quelli che piacciono a me, la luce della frontale mi da sicurezza e penso che quel passaggio sul Monte Alba prima del sentiero delle 52 gallerie mi permetterà di recuperare la fatica. E invece quella montagnola con i suoi duecento metri di dislivello si rivela un autentico spaccagambe! Ancora una lunga discesa e arrivo a Passo Xomo. Sono da poco passate le sei. Il sole si è alzato. Ma non da noi. Il cielo è nero di nuvole rapide. Il caffè al ristoro mi sembra il migliore mai bevuto. Mangio anche qualcosa e poi riparto verso Bocca di Campiglia. Un lampo squarcia le nuvole. Bomborombon bom bomborombon . Ed “Eccola in mezzo ai tuoni la caldaia delle streghe, il luogo dove vivere fu più duro che morire. Sfiata lingue di vapore da rocce gialle e sinistre, forse non ha mai smesso di fumare da allora, come un vulcano che dorme dopo la grande eruzione. Sopra uno sterminio di canaloni, pinnacoli e gole da racconto nero di Buzzati, la sua cima biforcuta tocca i 2200 metri, ma non si sa quanti ne abbia persi con le esplosioni tra il '16 e il '18. Cinquanta, cento, qualcuno dice centottanta. I massi enormi - alti fino a trenta metri - spostati lassù parlano di un evento inumano, qualcosa da inserire negli annuari della geologia più che nella storia. È la montagna dal nome di tenebra: il Pasubio.” La racconta cosi Rumiz nel suo girovagare sul fronte di guerra italo-austriaco. Un enorme muro rosa segna l’inizio del Museo di Guerra e del sentiero delle 52 Gallerie. Inizio a salire sotto una pioggia battente che aumenta di intensità all’uscita di ogni galleria. Per fortuna la mia cerata gialla non mi tradisce mai. Arrivo al Rifugio Gen.A.Papa e resisto alla tentazione di entrare. L’idea di un luogo caldo e asciutto, di un thè bollente bevuto vicino alla stufa mi spaventano. Non mi sarei mai più mosso di li. Imbocco quindi il Sentiero degli Eroi che è ormai un piccolo torrente e comincio a scendere verso Pian delle Fugazze. I tuoni e i fulmini sono sopra le nostre teste adesso e comincio a chiedermi se si sarebbe potuto affrontare il Carega in quelle condizioni. Sono le nove quando arrivo al Passo e i volontari ci dicono che la gara è stata interrotta. Siamo ancora sotto ad un nubifragio, mai decisione fu più giusta! Ci hanno fatto correre finche i sentieri erano sicuri per poi fermarci prima del Carega, con i suoi sentieri esposti e franosi, dopo nove ore. Sufficienti per godere dell’anima della corsa senza farsi male. La prima regola della montagna è saper rinunciare quando non ci sono le condizioni ottimali per la sicurezza. E’ bene che anche il trail e il suo popolo capiscano questa cosa. Bomborombon bom bomborombon. Il brodo caldo strabordante di formaggio bevuto in compagnia sotto al gazebo dei volontari è ristoratore e i tuoni e i fulmini solo una spettacolare conclusione della giornata ormai.
Su la strada del Monte Pasubio,
zè rimasta soltanto 'na croce,
bomborombom bom bomborombom,
no se sente mai più 'na voce,
ma solo el vento che basa i fior.
Ma gli alpini non hanno paura,
bomborombom bom bomborombom
Re: Trans d'Havet (VI) 26.07.2014
Inviato: 04/08/2014, 13:32
da Dano_tn
A titolo di curiosità personale, c'è qualcuno che sa dirmi il D+ accumulato a Pian delle Fugazze?
Grazie