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Re: La testa e la gestione dell'attività

Inviato: 15/04/2016, 19:14
da FabioC
El_Gae ha scritto: Io ad esempio dopo l'uscita in gruppo di cui ho parlato mi sono chiesto come mai quando faccio lo stesso giro da solo vada sempre così piano ed abbia la sensazione di fare più fatica. Tutta testa, signora mia. :lol:
Verissimo, correre in gruppo mi fa questo effetto, mi trascina a un ritmo che da solo non avrei, preoccupato di sentire le mie pulsazioni, il mio fiato corto, i lamenti dei tendini. Se poi riesco anche a sincronizzare la falcata e il respiro c'è la magia, si forma un super-essere che viaggia compatto e spedito, l'avete mai provato? Quelle volte che mi è capitato le ricordo intensamente, mi ha dato una sensazione simile a quando in barca a vela si passa dalla navigazione normale alla planata, la barca letteralmente sale su un'onda e non la molla più e si va via al doppio della velocità, fantastico!
Torniamo però al topic, all'importanza della testa: qui, per me, funziona al contrario, l'effetto del gruppo lo ottieni se la testa la stacchi; la testa qui è una zavorra, se spegni il pensiero "tecnico", se non ti preoccupi più del crono, del GPS e di quanti Km mancano al prossimo ristoro, allora sì che ti puoi far trascinare dal passo del gruppo in scioltezza andando più veloce e consumando di meno, come quando il processore di un PC va in stand-by, la batteria dura più a lungo! Ah, tutto questo è molto bello, almeno fino a quando il sentiero che ti consente di correre forte continua dritto mentre le balise dicono che devi girare a destra, in mezzo al bosco, lì sarebbe meglio ritirare la "delega di navigazione" che hai consegnato al gruppo ma ormai è tardi...

P.S. ho ordinato anch'io la balance board !

Re: La testa e la gestione dell'attività

Inviato: 18/04/2016, 9:11
da Riccardino
Mi aggiungo anche io a quelli che hanno ordinato la balance board! :lol:

Nonostante la settimana di scarico testa e fisico dicono di non schiacciare il piede sul pedale, sabato ho corso ben al di sotto delle solite medie... Quindi questa settimana riposo e le uscite saranno decise al momento in base a quello che dice la testa. Credo che dopo l'Ultrabericus non ho riposato a sufficienza e organicamente non ho recuperato a pieno, adesso ho un calo nelle prestazioni e mentale con motivazioni non al massimo. Sabato sono iscritto al Laives Trail, se sarà una bella giornata mi presenterò ai blocchi di partenza altrimenti starò comodo a casa, ho sempre avuto "timore" nel saltare i programmi per non perdere forma e forse volerli seguire a tutti i costi hanno fatto più male che bene.

Riccardino zuccone duro. :lol:

Re: La testa e la gestione dell'attività

Inviato: 18/04/2016, 10:54
da marcounpapachecorre
Riccardino ha scritto:ìSabato sono iscritto al Laives Trail, se sarà una bella giornata mi presenterò ai blocchi di partenza altrimenti starò comodo a casaì
nubi basse con possibili piovaschi :o :o :o
nubi irregolari con rovesci moderati :lol: :lol: :lol:

Re: La testa e la gestione dell'attività

Inviato: 18/04/2016, 11:46
da Pedro
FabioC ha scritto:correre in gruppo mi fa questo effetto, mi trascina a un ritmo che da solo non avrei, preoccupato di sentire le mie pulsazioni, il mio fiato corto, i lamenti dei tendini. Se poi riesco anche a sincronizzare la falcata e il respiro c'è la magia, si forma un super-essere che viaggia compatto e spedito, l'avete mai provato? Quelle volte che mi è capitato le ricordo intensamente, mi ha dato una sensazione simile a quando in barca a vela si passa dalla navigazione normale alla planata, la barca letteralmente sale su un'onda e non la molla più e si va via al doppio della velocità, fantastico!
Torniamo però al topic, all'importanza della testa: qui, per me, funziona al contrario, l'effetto del gruppo lo ottieni se la testa la stacchi; la testa qui è una zavorra, se spegni il pensiero "tecnico", se non ti preoccupi più del crono, del GPS e di quanti Km mancano al prossimo ristoro, allora sì che ti puoi far trascinare dal passo del gruppo in scioltezza andando più veloce e consumando di meno, come quando il processore di un PC va in stand-by, la batteria dura più a lungo! Ah, tutto questo è molto bello, almeno fino a quando il sentiero che ti consente di correre forte continua dritto mentre le balise dicono che devi girare a destra, in mezzo al bosco, lì sarebbe meglio ritirare la "delega di navigazione" che hai consegnato al gruppo ma ormai è tardi...
la testa, per me, torna prepotentemente in causa in un'altra occasione: nel finale di un ultra.
Sei lì, con i piedi doloranti, i muscoli delle gambe indolenziti, sbandi per il sonno, corricchi ma dopo un po' desisti e torni a camminare. Poi ti accorgi che mancano 10 km alla fine... E ti dici: ma è mai possibile che, al ritmo che sto seguendo, mi ci vogliano ancora almeno un paio d'ore per fare 10 miseri km, che in allenamento non mi porterebbero via più di un'ora? E, di solito, non è che negli ultimi km ci siano ancora dislivelli inumani da superare, di solito c'è una discesa (UTMB) oppure un bel saliscendi (Eiger), insomma roba che potresti affrontare a tutta se non ci fossero tutti i guai fisici di cui sopra. Eppure... quando scatta la molla succede che passa tutto e se lo stimolo è quello giusto cominci a correre, correre, correre, la stanchezza svanisce, i muscoli non sentono più dolore e pompano a più non posso, il sonno può aspettare la branda che troverai in palestra, i piedi... ma chissenefrega dei piedi!
A me è successo più volte e ogni volta sono rimasto sorpreso da come il mio corpo sfinito sia riuscito a reagire, riprendendosi da situazioni "al limite" e ritornando a funzionare come se fosse appena partito. Però, a monte, c'è sempre stato un imperativo forte che partiva dalla testa: "Ancora due ore???? NO, ECCHECAXXO!!!!", "Otto km alla fine e 50 minuti allo scadere delle 40 ore: SI. PUO'. FARE!". A quel punto, quando mente e corpo riescono a sincronizzarsi, le sensazioni che ho provato sono state fra le più belle e indelebili della mia carriera trail, sensazioni che, nonostante tutto, mi fanno dire: ancora, ancora una 100 km, se il premio è questo!

gg

Re: La testa e la gestione dell'attività

Inviato: 18/04/2016, 14:20
da deeago
Bellissima Pedro!

Mi viene in mente un episodio analogo, 2015 Valsesia Ultratrail, io (stanchino e poco preparato) e Muntagnin (ancora provato da un Cro-Trail superlativo e impegnativo), che ci buttiamo letteralmente a rotta di collo nell'ultimo km di discesa.

Potere dell'adrenalina :mrgreen:

Re: La testa e la gestione dell'attività

Inviato: 18/04/2016, 16:12
da biglux
Pedro ha scritto:la testa, per me, torna prepotentemente in causa in un'altra occasione: nel finale di un ultra...gg
Quando sono completamente da buttare negli ultimi km, dove magari mi trovo a camminare anche i tratti in piano, penso sempre a come mi piacerebbe avere le gambe e il cuore dei primi km e magari raccattare un po' di cadaveri... La sensazione di pedro l'ho provata tutta nella LUT dove mi sono trovato a correre come un forsennato gli ultimi 5 km galvanizzato dal "profumo" del traguardo, quando poco prima scendevo come un vecchio dal Passo Giau e la gente si fermava a chiedermi se stessi bene :D ... Proprio per queste considerazioni che penso abbiamo fatto un pò tutti nelle nostre "ultraesperienze" mi chiedo spesso quanto sarebbe importante sapere allenare molto più la mente che il corpo per "spegnere" l'interruttore della sensazione della fatica, della crisi, della negatività in genere e godersi meglio una gara lunga. Il rischio potrebbe essere che riuscendo in questa impresa da fachiri magari si taglierebbe il traguardo infortunati di brutto :lol: !

Re: La testa e la gestione dell'attività

Inviato: 18/04/2016, 18:54
da FabioC
Come non farsi trascinare, Pedro, dalla desiderio di vivere e rivivere dei finali così, grande!
Però, non so voi, ma io il lunedì devo essere al lavoro; e possibilmente vorrei arrivarci intero e non mezzo sfasciato; quindi io mi limito a riprendere a correre quando vedo il gonfiabile, non un metro prima! (anche questo è dare priorità alla testa??)

Re: La testa e la gestione dell'attività

Inviato: 06/05/2016, 11:19
da Riccardino
E' bastato qualche giorno di riposo extra, qualche uscita mirata al recupero e un po' di cazzeggio mentale ed è tornata prima la voglia e poi la gamba! Da quanto ho voglia di correre ho perfino guardato il sito della 100 km del Passatore. :mrgreen: