Re: TRAIL 3V (BS) 15/17.06.2012
Inviato: 23/06/2012, 20:49
GRAN TRAIL 3V, la Gara.
Essendo uno degli organizzatori mi sarà difficile essere obiettivo ma farò il possibile.
Premetto che non sono molto bravo a scrivere, dunque non userò paroloni incomprensibili, ma cercherò di esprimermi molto semplicemente.
Una gara il 3V nata molto semplicemente, senza dover inventarsi nulla, il sentiero 3V esiste da trent’anni, gestito e reso percorribile da tantissimi gruppi di volontari Bresciani, noi lo abbiamo solo trasformato in percorso di gara.
Nella prima e anche nella seconda edizione i concorrenti iscritti sono stati veramente pochi, ci siamo chiesti il motivo, non sicuramente per i ristori o la segnaletica oppure la gestione logistica, a detta di tutti impeccabile, si pensava al paesaggio o ad altri fattori riguardanti il territorio, ma non siamo riusciti a capirne il motivo.
Io come uno dei due responsabili percorso e volontari nei tre giorni di gara ho gironzolato avanti e indietro per la Val Trompia nei vari punti in cui transitava la gara, mi sono trovato ad assistere i corridori ai ristori ai passaggi sui vari passi o a recuperarne altri che si ritiravano, tutto questo assieme ai quasi 500 volontari, dislocati lungo il percorso, anche in posti veramente isolati.
Ho raccolto molte impressioni sia dei concorrenti sia dai volontari, un p’ò alla volta ho potuto dipingermi un quadro della situazione, alcuni sbagli li abbiamo commessi, viste le lamentele sulla decisione di alcune varianti di percorso, l’importante è ascoltare e capire dove intervenire per migliorare, sicuramente sarà possibile.
Ritornando alla situazione dei pochi concorrenti il motivo per il quale pochi corridori si sono avvicinati a una gara come il 3V, (a parte il curriculum gare che si è obbligati ad avere e su questo non si discute), il 3V a detta dei partecipanti è una gara dura, veramente difficile, molto tecnica dove non devi mai distrarti devi essere sempre concentrato, non si sta correndo in mezzo ai boschi o su montagne dove i sentieri sembrano autostrade o i crinali sentieri battuti e perfettamente intuibili, le salite e le discese sono tecniche in mezzo ai sassi o sentieri profondi scavati dall’acqua o su pratoni e crinali con scoscese pareti ai lati quasi strapiombanti e discese dove correre vuol dire rischiare distorsioni mentre camminare diventa difficile a causa dei gradoni di terra e pietre col pericolo di scivolare, dove i paesaggi per lo spettacolo ti obbligano a fermarti per poterli ammirare appieno e che dire della notte immersi nei boschi circondati dalle lucciole e dai strani versi emessi da chissà quale animale, questo e il 3V, molto difficile da descrivere, per farlo va vissuto, bisogna immergersi ed entrare in sintonia, insomma va provato.
Per portare a termine il 3V devi conoscerti perfettamente devi gestirti, non puoi sbagliare devi sapere quali sono i tuoi limiti, perché spesso li superi e non devi approfittarne altrimenti lo paghi con il ritiro.
Ho visto concorrenti, (molti amici) completamente svuotati mentalmente e altri che non riuscivano più a recuperare per un notevole sforzo fisico e altri ancora che pur di arrivare avrebbero strisciato se poteva servire, penso che non sia una gara per tutti anche se il curriculum esiste.
Arrivare in fondo al 3V è una vittoria principalmente verso se stessi, che dire 160 km. sono sempre tanti.
Vorrei approfittarne per fare i miei ringraziamenti a tutti i volontari lungo il percorso, che siano volontari dell’Ambulanza, gestori dei rifugi, protezione civile o gruppi escursionistici ed ad amici che si sono resi disponibili, senza il loro aiuto il GRAN TRAIL 3V non esisterebbe, sempre cordiali e attenti ad ogni esigenza dei corridori.
Scusate se mi prolungo troppo, ma vorrei fare una parentesi per i volontari.
Nel 2010 organizzai la prima riunione con i gruppi che hanno in gestione il Sentiero 3V, si presentarono tutti i responsabili dei gruppi nella sala del C.A.I. di Brescia, in pratica non ci conoscevamo, iniziai con lo spiegare quello che il gruppo Trail Running Brescia aveva in programma, una gara sul loro sentiero storico e così caro, il 3V.
La prima impressione che ebbi fu quella di essere considerato una persona un p’ò stravagante se non addirittura matta, ma sapete i matti a volte vanno ascoltati e così fu.
Iniziarono le domande e quella più comune e più frequente fu: ma dove dormono, in quanti giorni, per loro era inconcepibile farlo in tappa unica, poiché normalmente era percorso dai 7 ai 10 giorni, come poteva essere possibile farlo in meno di 45 ore?
Credetemi non è stato semplice essere credibile e farsi accettare.
Adesso sono più entusiasti di noi, siamo diventati amici e abbiamo creato un sogno.
Il problema grosso a organizzare una gara così lunga e trovare i volontari e per nostra fortuna ci sono e sono una gran bella realtà.
Grazie Volontari.
Dalle segnalazioni dei volontari, un successivo ringraziamento lo devo ai corridori, sempre con una parola di ringraziamento nei loro confronti sono rimasti veramente stupiti, anche quando, arrivavano sudati, sconvolti, col fiatone, ma avevano sempre un sorriso da offrire, veramente incredibile.
QUESTO E IL VERO SPIRITO DEL TRAIL.
Grazi per avermi sopportato, come si è visto, sono un p’ò partigiano………….
Maurizio T.R.B.
Essendo uno degli organizzatori mi sarà difficile essere obiettivo ma farò il possibile.
Premetto che non sono molto bravo a scrivere, dunque non userò paroloni incomprensibili, ma cercherò di esprimermi molto semplicemente.
Una gara il 3V nata molto semplicemente, senza dover inventarsi nulla, il sentiero 3V esiste da trent’anni, gestito e reso percorribile da tantissimi gruppi di volontari Bresciani, noi lo abbiamo solo trasformato in percorso di gara.
Nella prima e anche nella seconda edizione i concorrenti iscritti sono stati veramente pochi, ci siamo chiesti il motivo, non sicuramente per i ristori o la segnaletica oppure la gestione logistica, a detta di tutti impeccabile, si pensava al paesaggio o ad altri fattori riguardanti il territorio, ma non siamo riusciti a capirne il motivo.
Io come uno dei due responsabili percorso e volontari nei tre giorni di gara ho gironzolato avanti e indietro per la Val Trompia nei vari punti in cui transitava la gara, mi sono trovato ad assistere i corridori ai ristori ai passaggi sui vari passi o a recuperarne altri che si ritiravano, tutto questo assieme ai quasi 500 volontari, dislocati lungo il percorso, anche in posti veramente isolati.
Ho raccolto molte impressioni sia dei concorrenti sia dai volontari, un p’ò alla volta ho potuto dipingermi un quadro della situazione, alcuni sbagli li abbiamo commessi, viste le lamentele sulla decisione di alcune varianti di percorso, l’importante è ascoltare e capire dove intervenire per migliorare, sicuramente sarà possibile.
Ritornando alla situazione dei pochi concorrenti il motivo per il quale pochi corridori si sono avvicinati a una gara come il 3V, (a parte il curriculum gare che si è obbligati ad avere e su questo non si discute), il 3V a detta dei partecipanti è una gara dura, veramente difficile, molto tecnica dove non devi mai distrarti devi essere sempre concentrato, non si sta correndo in mezzo ai boschi o su montagne dove i sentieri sembrano autostrade o i crinali sentieri battuti e perfettamente intuibili, le salite e le discese sono tecniche in mezzo ai sassi o sentieri profondi scavati dall’acqua o su pratoni e crinali con scoscese pareti ai lati quasi strapiombanti e discese dove correre vuol dire rischiare distorsioni mentre camminare diventa difficile a causa dei gradoni di terra e pietre col pericolo di scivolare, dove i paesaggi per lo spettacolo ti obbligano a fermarti per poterli ammirare appieno e che dire della notte immersi nei boschi circondati dalle lucciole e dai strani versi emessi da chissà quale animale, questo e il 3V, molto difficile da descrivere, per farlo va vissuto, bisogna immergersi ed entrare in sintonia, insomma va provato.
Per portare a termine il 3V devi conoscerti perfettamente devi gestirti, non puoi sbagliare devi sapere quali sono i tuoi limiti, perché spesso li superi e non devi approfittarne altrimenti lo paghi con il ritiro.
Ho visto concorrenti, (molti amici) completamente svuotati mentalmente e altri che non riuscivano più a recuperare per un notevole sforzo fisico e altri ancora che pur di arrivare avrebbero strisciato se poteva servire, penso che non sia una gara per tutti anche se il curriculum esiste.
Arrivare in fondo al 3V è una vittoria principalmente verso se stessi, che dire 160 km. sono sempre tanti.
Vorrei approfittarne per fare i miei ringraziamenti a tutti i volontari lungo il percorso, che siano volontari dell’Ambulanza, gestori dei rifugi, protezione civile o gruppi escursionistici ed ad amici che si sono resi disponibili, senza il loro aiuto il GRAN TRAIL 3V non esisterebbe, sempre cordiali e attenti ad ogni esigenza dei corridori.
Scusate se mi prolungo troppo, ma vorrei fare una parentesi per i volontari.
Nel 2010 organizzai la prima riunione con i gruppi che hanno in gestione il Sentiero 3V, si presentarono tutti i responsabili dei gruppi nella sala del C.A.I. di Brescia, in pratica non ci conoscevamo, iniziai con lo spiegare quello che il gruppo Trail Running Brescia aveva in programma, una gara sul loro sentiero storico e così caro, il 3V.
La prima impressione che ebbi fu quella di essere considerato una persona un p’ò stravagante se non addirittura matta, ma sapete i matti a volte vanno ascoltati e così fu.
Iniziarono le domande e quella più comune e più frequente fu: ma dove dormono, in quanti giorni, per loro era inconcepibile farlo in tappa unica, poiché normalmente era percorso dai 7 ai 10 giorni, come poteva essere possibile farlo in meno di 45 ore?
Credetemi non è stato semplice essere credibile e farsi accettare.
Adesso sono più entusiasti di noi, siamo diventati amici e abbiamo creato un sogno.
Il problema grosso a organizzare una gara così lunga e trovare i volontari e per nostra fortuna ci sono e sono una gran bella realtà.
Grazie Volontari.
Dalle segnalazioni dei volontari, un successivo ringraziamento lo devo ai corridori, sempre con una parola di ringraziamento nei loro confronti sono rimasti veramente stupiti, anche quando, arrivavano sudati, sconvolti, col fiatone, ma avevano sempre un sorriso da offrire, veramente incredibile.
QUESTO E IL VERO SPIRITO DEL TRAIL.
Grazi per avermi sopportato, come si è visto, sono un p’ò partigiano………….
Maurizio T.R.B.