house ha scritto:Ciao spiritini, cosa mi potete dire di questa gara,conosciuta solo sulla carta?
conoscente gente che abbia fatto almeno una parte del percorso di questa gara leggenda?
ho bisogno di avere qualche informazione, ciao a tutti
"poteva andare peggio, poteva piovere" di Ilaria Fossati
"Poteva piovere e invece ha semplicemente grandinato" di Ilaria Fossati (2 agosto 2010)
Cito un celebre film, giusto per ironizzare il mio battesimo su un vero ultratrail...non ha piovuto, ha semplicemente grandinato, 2 h di temporale, scagliato tuoni e fulmini su di noi per tutta la sera....
Un solo atleta giunto al traguardo. UNO!
le polemiche, le perplessità dei gg precedenti la partenza erano assolutamente fondate....ma non mi permetto di fare polemiche, che saranno giustamente amarissime, le lascio a chi veramente può dire qualcosa ed ha l'esperienza per farlo.
Ho voluto però anticipare il prof. Luciano perchè dopo la sua sonora stangata (prossimamente su questi schermi) non avreste mai ascoltato il mio "sogno di una notte di mezza estate"
Non che non riesca ad essere critica anche io nei confronti di un'organizzazione famigliare e piuttosto leggera sui dettagli principali (reali lunghezze, informazioni incomplete, mancata assistenza lungo il percorso e tante altre cose..) ma, come mia abitudine, voglio far tesoro delle cose belle che posso ricavare da questa esperienza.
Dura, spietata: la montagna non perdona, la grandine nemmeno, il freddo della notte che cala e ti ghiaccia l'umidità adosso, la fatica crescente a combattere il freddo, che prende lo stomaco e la testa; non riesco più a bere e mangiare-grave errore- i ristori sono lontani ore di cammino uno dall'altro e non c'è nulla di caldo.
Ma la vista nitida sulla Pianura Padana, il lago d'Iseo, le luci arancioni delle città che scintillano lontano sono da togliere il fiato, ogni tanto ci voltiamo ad ammirare il panorama, facendoci forza.
Spettacolare..se solo non ci fosse stata la grandinata di prima.....
sono già le 4 di notte, la luna calante ancora illumina le creste erbose ed il nostro sentiero.
Arriviamo a Colle San Zeno, dopo una lunga discesa. Luciano mi prega di mangiare, mi sforzo: fatale un bicchiere di coca gelata (non c'era molto altro) ed un pezzo di formaggio....saliamo su un crinale deciso ed inizio a barcollare, le forze diminuiscono, mi si chiudono gli occhi......sta arrivando l'alba, l'ora più gelida.
Chiedo ai ragazzi di andarsene avanti, lasciarmi pure indietro da sola: il cancello orario improponibile a Bazena incombe, sappiamo di essere in ritardo, al pelo....li vedo allontanarsi nel bosco e poi crollo. Congestione, inevitabile.
Dopo un po' arrivano i ragazzi del servizio scopa, sono gentilissimi, mi sollevano a braccia e mi aiutano pian piano a continuare. Ce la fai, mi dicono.
e io voglio crederci.da qui in poi il tempo si dilata, i km diventano infiniti,lentamente si leva il sole ed io raggiungo la strada da sola, perchè i "ragazzi Scopa" sono impegnati con un altro derelitto riverso a terra sul sentiero. Lui sta peggio di me, io mi sono ripresa....vorrebbero portarmi giù in macchina, ma non voglio, non posso ritirarmi, non al mio primo supertrail.
Dopo ore raggiungo Bazena, dopo 90 km e circa 4800 mt D+, in compagnia di un simpatico soccorritore....sono proprio l'ultima, ma arrivo al traguardo intermedio con le mie gambe. Sto bene, davvero.
Vedo Luciano e non capisco, cosa ci fa fermo qui?lo hanno fermato?
E' furioso, ma si lascia scappare un sorriso e applaude insieme alla piccola folla che mi aspetta, prevalentemente atleti ritirati o bloccati al primo cancello.
Mi basta questo ricordo, sono comunque orgogliosa di aver avuto il coraggio di partire (solo 5 o 6 donne in partenza) e non fermarmi. Ho sperimentato la resistenza.
Ciò che è successo a me non è responsabilità dell'organizzazione, se nn in minima parte, per questo forse sono più tollerante di altri.
Resta un "mezzo sogno" di una gara che potenzialmente sarebbe bellissima, molto dura, un organizzatore simpatico e disponibile che ci ha messo il cuore ma era da solo contro tutti.
Anche contro il meteo...
Darei una prova d'appello a qs Adamello, con una diversa organizzazione ed una concezione più umana del tempo e della fatica.
Mi rimarrà nel cuore un dettaglio che mi ha colpito, quasi un gesto di tenerezza dell'organizzatore che ha tracciato e segnalato bene il percorso: una freccia arancione con la faccina che ride

Sembrava voler dire: coraggio, ci sono!
ps: complimenti a Silvio Bertone, caro amico e compagno di squadra, che ha vinto la gara "corta"....tutto è relativo, è proprio vero...
Grazie Ilaria
Claudia