biglux ha scritto:Parlando con un amico avvocato, il quadro che mi sono fatto di questi dpcm nevrotici (con tanto di note annesse e ridicole FAQ) è che sono scritti col deretano, non so se per l’ignoranza e l’inadeguatezza di chi li compila oppure in maniera calcolata per lasciare il popolo nell’incertezza. Un cittadino sicuro di quello che può o non può fare è meno “manovrabile” di quello spaurito e intimidito che esce di casa ogni volta col senso di colpa non sapendo bene se può correre, andare in bici, sciare, ecc. e in che modo, con il rischio di multe e denunce...
Per quanto mi riguarda, in zona arancione, mi sono spostato più volte in auto per fare scialpinismo nel comune vicino al mio dove ci sono le piste da sci (che nel mio non ci sono), visto che fuoripista nella mia zona c’è tuttora pericolo marcato di valanghe.
condivido da operatore di settore le considerazioni del tuo amico, ma al di là di ciò che non ci è utile, direi che nel tuo caso l'interpretazione è abbastanza rasserenante.
Quello che io non condivido, in realtà, è la potestà normativa degli enti minori che rende meno chiari i divieti e le prerogative: quelle nazionali sono tutto sommato lineari e comprensibili (poi discutiamo del fatto che cambiano ogni 5 minuti, questo sì è un problema), il problema vero per me è che le ordinanze regionali e comunali sono meno conoscibili, al di là della pubblicità formale e pertanto l'incertezza si aggrava.
Mentre correvo sabato a Gela, zona rossa comunale dalla scorsa settimana per l'elevato numero di contagi, una persona mi ha fermato per capire se potesse correre e dove.
Infatti qui, come accennavo vigono contemporaneamente: l'ultimo decreto legge e l'ultimo dpcm del governo; l'ordinanza regionale siciliana che, nell'autonomia concessa, recepisce i provvedimenti del governo ed apporta specifiche restrizioni ulteriori; l'ordinanza regionale siciliana per il solo comune di Gela, che apporta ulteriori restrizioni; l'ordinanza del sindaco di Gela, che inasprisce le restrizioni rispetto a quelle regionali predette.
Se a ciò aggiungiamo che il dpcm nazionale che dichiara l'intera Sicilia zona rossa è sopravvenuto rispetto ai provvedimenti regionali e comunali, l'incertezza si eleva all'ennesima potenza, poichè le persone non sanno, giustamente, se i provvedimenti degli enti minori sono superati o meno da quello nazionale successivo.
Peraltro ci sono stati vari annullamenti giurisdizionali di sanzioni irrogate, giustamente a mio modo di vedere, per l'incostituzionalità con cui si è limitata la libertà di movimento delle persone (cioè con norme autonome non legislative (i dpcm) in violazione rispetto ai decreti legge presupposto.
Uscendo dal giuridichese, direi che abbiamo dimostrato al massimo la nostra italianità: chiunque avesse un minimo potere di normare lo ha fatto, per far vedere che si stava interessando della questione, pur quando non era necessario, con buona pace del diritto, della pubblicità e dei diritti dei cittadini