Non è che voglia difendere Dodo ( anche perchè è giustamente in grado di farlo da solo ) ma forse basterebbe comprendere la sostanza di quanto scrive ( e non sto dicendo che io l'ho capita e voi no, ci sto solo provando ) per aiutarlo a capire perchè facciamo trail, senza criticarlo ( se non nei modi e nelle parole che ha invece a volte utilizzato ):
- uno dei punti che spesso descriviamo x giudicare una gara è quello dei ristori sul percorso e di quanto ci siamo abbuffati a quello finale o al pasta party del terzo tempo...ecco, caro dodo, ti assicuro che è un aspetto importante sia dal punto di vista agonistico ( quando sei in gara e in crisi ancor di più ) e anche goliardico ( una bella mangiata e bevuta in compagnia al pasta party è una cosa meravigliosa ) ma ti garantisco che nei nostri ricordi di quella gara prevale quasi completamente il percorso, i paesaggi, i compagni di viaggio, l'emozioni, ecc. ecc. per cui non fossilizzarti sul fatto che giudichiamo una gara o andiamo a gareggiare sulla base dei ristori o sulla presenza o meno della birra agli stessi. ok?
-a volte scriviamo che avevamo il ginocchio sfasciato, i piedi infuocati, i tendini che urlavano, ecc. ecc. e probabilmente dodo pensa che ci stiamo autodistruggendo e si chiede se siamo mentalmente bacati, perchè lo facciamo, ecc ecc....mi sembra che abbiate già risposto esaustivamente sui tempi di recupero ( rapportati inoltre al recupero post maratona )
- sul discorso fisico/atletico, e qui parlo soggettivamente, ricordo durante delle mezze o delle maratone quanto mi sentissi un "cavallo", eccitato dall'andatura che tenevo e dai risultati che raggiungevo ma posso sinceramente dire che mi sento più completo come "atleta" (passatemi il termine) quando corro forte in salita, discesa, nei boschi, su sassi, su fango, su neve, ecc. ecc. durante quindi una gara trail dove si trova di tutto.
-sul discorso infortuni...boh...altri più esperti di me hanno già risposto...io quando facevo le mezze in 1,17 e le 42 abbondantemente sotto le 3ore ho avuto solo un problema di bandelletta in 4-5 anni(allenandomi 3 volte alla settimana), però anche in questi ultimi 4-5 anni di solo trail mi è capitato proprio ora di star fermo x la fascite ma mi alleno molto meno, ho qualche anno in più, mi piace bere, mangiare e forse fumo qualche sigaretta in più degli anni addietro, per cui non saprei quale dei 2 è meno traumatica (ma di fare gare su strada non se parla...) e quindi non condannerei nè l'una nè l'altra.
-sul discorso dell'approccio differente alle corse su strada e trail mi sento di dire che anche tra chi corre su strada comunque c'è chi se la prende comoda, chi la vive come un'avventura, chi la fa in compagnia, a chi non frega niente del tempo finale, chi si fa foto, chi va piano, chi cammina...non demonizzare il trail per lo spirito dei partecipanti; sì è vero non siamo tutti uguali ( x fortuna!!!) ma diamo tutti il massimo sia durante una maratona che un'ultra.
Io poi sono uno che appena si attacca il numerino con quelle 4 spille divento anche un animale da competizione e mi sento di dire che sono avventure differenti ma simili allo stesso tempo ( eccitazione pregara, gioia, stanchezza, crisi, ecc. ) ma la felicità VERA e i pianti di GIOIA li ho vissuti solo quando ho terminato dei trail...
Ecco perchè faccio trail...vedo posti nuovi, affronto avventure che mi fanno stare bene, incontro gente che ama le mie stesse "semplicità"...ecco perchè faccio trail
Se a te queste sensazioni arrivano dalla strada, meglio così
