MAX PANK ha scritto:A QUEL PUNTO SCATTANO GLI INSORMONTABILI PROBLEMI LEGATI ALLA SICUREZZA DI UNA MAREA DI GENTE, SCATTANO I PROBLEMI LEGATI AL FATTO CHE SU TANTI, CE NE SARANNO DI PIU' CHE PREFERISCONO I FARMACI...
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SE LE GARE NON FOSSERO LUNGHISSIME LE ORGANIZZAZIONI NON PERMETTEREBBERO AI MEDICI DI SOMMINISTRARE INIEZIONI PERCHE' NON CE NE SAREBBE BISOGNO...maxpank
@ Max, secondo me questo è un problema che non esiste, per il semplice fatto che non è il farmaco a rendere un atleta capace di portare a termine gare "estreme". Lo so, qui l'opinione comune è che un antiinfiammatorio sia una cosa scorretta perché è la pozione magica che ti fa finire una gara azzerando fatica, dolore e addirittura permettendoti di correrla agevolmente con le mani per terra ed i piedi per aria, suonando il sassofono.
A mio parere, gare come il Tor resteranno pur sempre "di nicchia", proprio perché sono poche le persone allenate e motivate abbastanza per portarle a termine. Certo, magari ci saranno quelli, anche tanti se vuoi, che, vista la novità, ci si buttano senza rendersi ben conto di ciò che fanno; però, se Tizio non è in grado di finire la gara, non sarà certo la "bomba" a portarlo fino al traguardo. E, se invece è in grado di finirla, bomba o meno, la finirà. Per quanto mi riguarda, per un doloretto non vado certo a buttare nella latrina i soldi spesi per il viaggio, l'iscrizione, magari i giorni persi al lavoro, e nemmeno sono disposta a soffrire per forza se posso sentire un po' meno il dolore; sarebbe proprio una cosa da pirla. Ergo i farmaci li uso eccome, se li ho. E chissenefrega se qualcun altro mi guarda dall'alto in basso: chi è senza peccato, non solo nelle gare, scagli la prima pietra; tutti gli altri, la loro pietra, possono mettersela in luogo deputato. Se il dolore è qualcosa di più di un "doloretto", alla fine non ci arriverò neanche con un camion di antiinfiammatori, con buona pace degli "immensi vantaggi" del doping.
In ogni caso, per la mia vasta esperienza di militante nelle retrovie, in prove così lunghe, ho notato questo: i pochi che si iscrivono senza alcuna cognizione vengono "giustiziati" dai primissimi km, quando la testa cede ben prima del fisico; quelli che vanno avanti sono quasi sempre persone coscienti delle proprie possibilità. Non vedo quindi nelle gare "estreme" questa minaccia nei confronti del presunto "popolo bue". Sempre fermo restando il fatto che il libero arbitrio è sacrosanto e che non vedo con quale diritto qualcuno pretende di mettere saggezza là dove presume che altri non l'abbiano...