Re: Campionato del Mondo Ultra Skymarathon 2012
Inviato: 10/02/2012, 19:05
Io penso che il problema di fondo sia che molti, atleti compresi, considerano skyrunning e trail due specialità diverse che quindi devono avere diverse federazioni, regolamenti,...
Secondo me è una distinzione che non esiste.
Riguardo al discorso coerenza, così come ci si ricorda che Giacometti e/o Poletti considera(va)no il trail "inferiore", bisognerebbe ricordare che la Fidal in occasione di un CroMagnon di qualche hanno fa mandò questa bella lettera:
Gentile Signor xxxxxxxxx,
come Responsabile dei Regolamenti FIDAL e podista da quasi 40 anni,
nonché amante e sostenitore della corsa in montagna, mi corre l’obbligo
di dirLe alcune cose importanti.
1) La FIDAL ha emesso un regolamento delle corse in montagna che
garantisce entro limiti accettabili l’incolumità dei partecipanti (lunghezze,
distanze, pendenze, tracciati), le gare come il Cro Magnon sono sport
estremo (e circa trent’anni fa al Giro del Monte Bianco il mio carissimo
amico Piumetti morì assiderato), per cui da “padre” Le consiglio di
pensarci a lungo prima di parteciparvi.
2) I tesserati FIDAL nelle gare approvate FIDAL sono coperti da assicurazione
contro Lesioni, Infortuni, Morte, Responsabilità Civile verso terzi, grazie a
una Convenzione onerosa e globale stipulata con UNIPOL.
3) Per questo motivo e per obbligo statutario il tesserato FIDAL NON
può partecipare a manifestazioni NON autorizzate dalla FIDAL, tale
comportamento è sanzionabile nei confronti suoi e della Società per la
quale è tesserato.
Se dopo aver valutato seriamente i tre argomenti che Le ho presentato
Lei ritiene di partecipare ugualmente alla gara, può rivolgersi a qualunque
Compagnia di Assicurazione, a cominciare dall’UNIPOL, e farsi fare un
preventivo, che, ritengo, sarà abbastanza salato.
Cordiali saluti.
- Responsabile Regolamenti Fidal
Quindi, da entrambe le parti sono stati fatti errori, adesso che se ne sono accorti da entrambe le parti cercano di correre ai ripari, vediamo chi saprà fare meglio.
Solo tre appunti/opinioni personali random riguardo a quanto letto.
@ Roberto: tutti (compresi i compagni di team) sono avversari in gara, che non vuol dire che siano nemici, e sicuramente non è una cosa negativa, ma parte della competizione. Rimane sempre il rapporto di amicizia, anche in gara, e credo di aver sempre dimostrato a chiunque, "superante" o "superato", che si possa essere amici anche in gara pur puntando a un risultato cronometrico o di classifica.
@ Marco: non sono d'accordo sulla tua visione del mondo sky. Sarà che non sono mai stato al tuo livello, ma ho sempre trovato e tutt'ora trovo quel rapporto che tu dici di non trovare più, con strette di mano, lunghe chiacchierate, birre e altre cose.
Poi in entrambi i tipi di competizione ci sono persone che non hanno lo spirito giusto (e per favore, smettiamola di utilizzare la dicitura Spirito Trail come elemento discriminatorio), ma dipende dalle persone. Se ti può interessare, solo in una gara trail (anzi ultratrail) ho preso la strada sbagliata per due volte e per due volte quello che era immediatamente dietro di me non ha nemmeno fatto finta di avvisarmi che ero dalla parte sbagliata e, anzi, ha tentato entrambe le volte di "seminarmi" facendo finta di niente.
Ultimo, non ricordo chi lo ha scritto: le selezioni vengono necessariamente fatte guardando una classifica, mi sembra che le selezioni Fidal delle varie specialità (ad esempio la maratona) siano fatte partendo da dei requisiti minimi che sono dei tempi di qualificazione.
Secondo me è una distinzione che non esiste.
Riguardo al discorso coerenza, così come ci si ricorda che Giacometti e/o Poletti considera(va)no il trail "inferiore", bisognerebbe ricordare che la Fidal in occasione di un CroMagnon di qualche hanno fa mandò questa bella lettera:
Gentile Signor xxxxxxxxx,
come Responsabile dei Regolamenti FIDAL e podista da quasi 40 anni,
nonché amante e sostenitore della corsa in montagna, mi corre l’obbligo
di dirLe alcune cose importanti.
1) La FIDAL ha emesso un regolamento delle corse in montagna che
garantisce entro limiti accettabili l’incolumità dei partecipanti (lunghezze,
distanze, pendenze, tracciati), le gare come il Cro Magnon sono sport
estremo (e circa trent’anni fa al Giro del Monte Bianco il mio carissimo
amico Piumetti morì assiderato), per cui da “padre” Le consiglio di
pensarci a lungo prima di parteciparvi.
2) I tesserati FIDAL nelle gare approvate FIDAL sono coperti da assicurazione
contro Lesioni, Infortuni, Morte, Responsabilità Civile verso terzi, grazie a
una Convenzione onerosa e globale stipulata con UNIPOL.
3) Per questo motivo e per obbligo statutario il tesserato FIDAL NON
può partecipare a manifestazioni NON autorizzate dalla FIDAL, tale
comportamento è sanzionabile nei confronti suoi e della Società per la
quale è tesserato.
Se dopo aver valutato seriamente i tre argomenti che Le ho presentato
Lei ritiene di partecipare ugualmente alla gara, può rivolgersi a qualunque
Compagnia di Assicurazione, a cominciare dall’UNIPOL, e farsi fare un
preventivo, che, ritengo, sarà abbastanza salato.
Cordiali saluti.
- Responsabile Regolamenti Fidal
Quindi, da entrambe le parti sono stati fatti errori, adesso che se ne sono accorti da entrambe le parti cercano di correre ai ripari, vediamo chi saprà fare meglio.
Solo tre appunti/opinioni personali random riguardo a quanto letto.
@ Roberto: tutti (compresi i compagni di team) sono avversari in gara, che non vuol dire che siano nemici, e sicuramente non è una cosa negativa, ma parte della competizione. Rimane sempre il rapporto di amicizia, anche in gara, e credo di aver sempre dimostrato a chiunque, "superante" o "superato", che si possa essere amici anche in gara pur puntando a un risultato cronometrico o di classifica.
@ Marco: non sono d'accordo sulla tua visione del mondo sky. Sarà che non sono mai stato al tuo livello, ma ho sempre trovato e tutt'ora trovo quel rapporto che tu dici di non trovare più, con strette di mano, lunghe chiacchierate, birre e altre cose.
Poi in entrambi i tipi di competizione ci sono persone che non hanno lo spirito giusto (e per favore, smettiamola di utilizzare la dicitura Spirito Trail come elemento discriminatorio), ma dipende dalle persone. Se ti può interessare, solo in una gara trail (anzi ultratrail) ho preso la strada sbagliata per due volte e per due volte quello che era immediatamente dietro di me non ha nemmeno fatto finta di avvisarmi che ero dalla parte sbagliata e, anzi, ha tentato entrambe le volte di "seminarmi" facendo finta di niente.
Ultimo, non ricordo chi lo ha scritto: le selezioni vengono necessariamente fatte guardando una classifica, mi sembra che le selezioni Fidal delle varie specialità (ad esempio la maratona) siano fatte partendo da dei requisiti minimi che sono dei tempi di qualificazione.