SICUREZZA - si riapra il dibattito

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Marietto
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Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito

Messaggio da Marietto »

Un detto dice...."Le regole servono a chi non sa regolarsi!" ... e questa è la funzione di ogni regolamento...che piaccia o no!!
Poi...le organizzazioni delle gare NON devono sentirsi condizionati da paure e/o timori nel fermare una gara o modificarla....
Ma dico....vale di più gli interessi di quei (pochi fortunatamente) che si lamentano?....o una vita umana persa???
Con il senno di poi tutti sono bravi a dire che la gara poteva anche proseguire o meno...
Al troi dei Cimbri di due anni fa dopo l'annullamento causa temporale è uscito addirittura il sole (e qualche lamentela)....ma pochissimi (escluso il sottoscritto e altri pochi che visto il miglioramento meteo dopo il ritiro hanno proseguito autonomamente) hanno visto gli alberi abbattuti dai fulmini del temporale nei km successivi lungo il percorso!!!!
La statistica ci insergna che il RISCHIO ZERO NON ESISTE...ma esiste un grado di RISCHIO ACCETTABILE (nell'ingegneria e nella sicurezza sul lavoro è un principio fondamentale)...bene...con le vite umane non si deve scherzare...e se si supera quel livello di rischio accettabile non c'è da chiudere gli occhi e sperare che non succeda niente....si DEVE far qualcosa (piano B, sospensione della gara, ecc...)
Nel lontano 2007 (eravamo ancora agli albori in Italia) fu interrotto il CROMAGNON dopo una ventina di km con condizioni meteo proibitive! In quell'occasione si scatenò un fiume di lamentele da parte di chi voleva continuare...ma continuare dove??? Già 20 cm di neve a terra e 2 ricoverati di ipotermia all'ospedale...dovevano forse aspettare la disgrazia pur di accontentare qualcuno???
Ok che erano altri tempi....a quell'epoca il CRO era l'UNICO ULTRA-TRAIL con partenza dal territorio italiano...e davvero ci si allenava un anno intero SOLO per quella gara (altre non ce n'erano)...ma cmq sia questo NON DEVE influenzare le decisioni importanti che l'organizzazione PUO' e DEVE prendere!!!
Ora credo che (grazie anche al calendario molto più fitto) queste lamentele ce ne siano molto meno (almeno un miglioramento in questi anni si è otteuto).
Marietto
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Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito

Messaggio da Marietto »

Quando si parla di sicurezza è sempre meglio eccedere...che deficere!
Possiamo stare quì a parlare all'infinito di spirito trail o di non spirito trail....di quello che è giusto o sbagliato....ma restano solo belle parole (e i fatti purtroppo lo dimostrano...e le tragedie non insegnano).
Non ci si può nascondere (corridori e organizzatori) sul fatto che "tanto c'è l'assistenza"...perchè se c'è il brutto tempo l'elicottero NON viene a prenderti...e se per caso cadi e non puoi ripartire con le tue gambe i soccorsi ci possono mettere 1-2 ore ad arrivare e in condizioni meteo difficili l'ipotermia arriva che manco te ne accorgi (anche con tutto il materiale obbligatorio addosso!).
Per quanto si scontra con lo spirito "libertino" che i puristi del trail vogliono mantenere (anch'io tendenzialmente lo sono) non sono le parole purtroppo a salvare le vite umane...ma sono le REGOLE e le DECISIONI.
Scusate dello "sfogo"...
moli
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Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito

Messaggio da moli »

Provo anch'io a fare qualche modesta riflessione su questo argomento che credo sia di difficilissima soluzione.
Personalmente credo che una cosa sia il problema connesso ai temporali, altra cosa il problema legato a pioggia e neve.
Nel caso di rischio temporali credo che non ci possa essere discussione. Corretta fu la decisione adottata al Troi dei Cimbri. Nella circostanza io avevo già passato il tratto resosi pericoloso, non ho avvertito il rischio ed il problema ma vi assicuro che i tuoni mi eccheggiano ancora se ci penso. Giusta la decisione di interrompere la gara e ricordo che il normale malumore di chi aveva già passato la cresta e vedeva avvicinarsi persino un migliroamento meteo si è subito dissipato. Mi chiedo se fosse praticabile una sospensione della gara (che pure solitamente rientra nelle possibilità da regolamento ma che ho visto applicare solo al TDG): sicuramente al Troi le previsioni in quel caso parlavano di una instabilità che non poteva consentire di richiedere anche al personale del soccorso alpino un andirivieni per garantirne la sicurezza. In caso di temporali giusto dunque interrompere la gara o non farla neppure partire.
Situazione diversa credo sia quella in caso di pioggia e neve (e aggiungo nebbia). Se riteniamo che per fare una gara sia necessario poter contare sull'intervento di un elicottero credo che facciamo saltare molte competizioni. All'UTMB 2011 abbiamo fatto cinque ore sotto l'acqua con scarsa visibilità in quota, abbiamo trovato neve e nebbia, e comunque nelle ore notturne credo che la possibilità di recupero in elicottero sia esclusa (ma non sono esperto in merito): non ho mai ritenuto che vi fosse una situazione di pericolo tale da giustificare una interruzione.
A fronte di questi problemi (acqua e neve entro ragionevoli quantitativi) credo che si debbano valutare le difficoltà tecniche del percorso (vedi ad es. al Kima) essendo ovvio che se vi sono tratti esposti vi potrebbe essere un inaccettabile pericolo e dunque la gara si dovrebbe interrompere (o non far partire); se però non vi sono difficoltà tecniche legate al percorso non credo sia plausibile prevedere l'interruzione o l'annullamento della competizione.
Per intenderci se il problema è solo il vestirsi adeguatamente bisogna vestirsi adeguatamente.
Se vi è un problema di questo genere l'organizzatore dovrebbe comunicare ai partecipanti le maggiori richieste di dotazione necessarie per partire (ad esempio pantaloni lunghi anziché i soliti sopra il ginocchio oppure copripantaloni impermeabili, o doppia maglia manica lunga ...).
Il materiale obbligatorio deve essere pensato e richiesto per la tipologia di gara e per le condizioni che si incontreranno o si potranno incontrare. Non risultare un semplice taglia e incolla.
L'organizzazione dovrebbe poi controllare effettivamente alla partenza ed in corso di gara la dotazione richiesta (che tutti devono avere).
Rimango peraltro dell'idea che prima di additare l'organizzatore bisogna sempre verificare se noi concorrenti abbiamo fatto tutto quello che intelligentemente si doveva fare per evitare di trovarci nei guai. Solo se il concorrente è a posto, non solo con il regolmaento ma anche con il buon senso, si potrà analizzare il comportamento altrui.
Ricordiamo infine che la corsa in montagna sconta dei rischi oggettivi: può anche succedere una disgrazia senza che necessariamente vi debba essere un organizzatore o un concorrente da criminalizzare.
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pollo
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Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito

Messaggio da pollo »

sono passate più di due settimane dalla maremontana, l’ultimo post qui è del 29 marzo... volutamente non ho contribuito alla valanga di cose dette, talvolta banalmente ragionevoli, talaltra completamente fuori dalla realtà, spesso dettate dalla immediatezza dell’evento, rispetto al quale a caldo sarebbe invece opportuno solo un silenzioso cordoglio... ma a quindici giorni di distanza non leggo ragionamenti più freddi, conclusioni più meditate, il nulla...
e allora mi permetto di buttare là una piccola provocazione:
qualcuno conosce i risultati dell’autopsia del povero paolo? qualcuno ha in mano i fogli di dimissione dei venti ricoverati al pronto soccorso?
perchè è forse improbabile, ma decisamente possibile, che per paolo fosse giunta comunque l’ora, indipendentemente dalle condizioni meteo, ed è altrettanto possibile, anzi molto probabile, che quei venti dopo essere stati ptudenzialmente portati al pronto soccorso, abbiano semplicemente ricervuto una bella scaldata, un biberone zuccherino, e in un paio d’ore siano andati tranquillamente a casa sulle proprie gambe (mi risulta, correggetemi se sbaglio, che uno di questi, tale fornoni, portato via con l’ambulanza solo perchè non aveva una bella cera, fosse docciato e sorridente alle premiazioni)...
no, perchè se le cose stessero veramente così, beh, allora saremmo qui a dire dell’eccellente macchina organizzativa, della prontezza della giuria che ha accorciato la gara, dell’efficacia dei soccorsi, e non a sparare boiate da bambini viziati che pensano all’organizzazione come all’angelo custode...
mi pare che il regolamento fosse ben chiaro: passaggi  in  altitudine  a 1400 mt.... condizioni   possono essere disagevoli (vento, freddo, pioggia o neve)... un accurato allenamento e una capacità reale d'autonomia personale sono indispensabili alla riuscita di questa prova individuale... é consigliato aver già partecipato ad altri trail prima di questa prova, soprattutto relativamente alla corsa lunga... con l'iscrizione ogni corridore sottoscrive l'impegno a portare con sé tutto il materiale obbligatorio sottoelencato durante tutta la corsa...
leggo che l’organizzazione deve fare i controlli? e cos’è, i bambini all’asilo? volete dirmi che se uno si schianta a centottanta all’ora ubriaco in autostrada è colpa della stradale che non lo ha fermato? vogliamo lo stato di trail polizia?
capisco che il trail è uno sport anomalo, perchè contrariamente ad altri non ha momenti formativi, le giovanili, le lezioni, i brevetti, ma mi risulta che l’analfabetismo in italia sia stato praticamente eliminato... pippe perchè l’ultrabericus era di 67,5 km invece dei 65 dichiarati, ma una carta e un regolamento non si leggono nemmeno?
e ancora, vero che l’ansia da prestazione agonistica può falsare la percezione, ma è altrettanto vero che le gare si accorciano o si annullano, come peraltro alla maremontana è stato fatto...
ma se parti in mutande, convinto di aver fregato l’organizzazione che non ti ha controllato, devi morire, è giusto così...
questa maremontana, così come i cavalls del vent o il mercantour, insegna solo una cosa: il trail non è uno sport in ambiente protetto, è uno sport in ambiente ostile, non è una partita di pallacanestro o i cento metri piani allo stadio, il trail non è un triangolo di coppa america, è una regata d’altura, dove dopo la partenza gli azzi sono solo ed esclusivamente tuoi...
gli organizzatori del mercantour sono stati assolti, vediamo di farglielo capire a quelli che portiamo per la prima volta a sentieri, e anche al giudice che valuterà la maremontana...
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leosorry
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Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito

Messaggio da leosorry »

pollo ha scritto: questa maremontana, così come i cavalls del vent o il mercantour, insegna solo una cosa: il trail non è uno sport in ambiente protetto, è uno sport in ambiente ostile, non è una partita di pallacanestro o i cento metri piani allo stadio, il trail non è un triangolo di coppa america, è una regata d’altura, dove dopo la partenza gli azzi sono solo ed esclusivamente tuoi...

Dovrei quotare tutto il "Pollo-pensiero", ma mi limito a questa frase.
Io sono partito da posizioni completamente opposte: a Morfasso e poi ad Albisola pensavo che fosse compito degli organizzatori "crescere" e offrire gare al top per quanto riguarda segnaletica, soccorsi, sicurezza.
In questi cinque anni mi è sembrato che gli organizzatori dei trail abbiano fatto passi da giganti: ormai neppure nelle "prime edizioni" si verificano casi clamorosi di inefficienze della macchina organizzativa.
Ma se gli organizzatori sono "cresciuti" e offrono manifestazioni sempre migliori, non è avvenuto lo stesso tra gli atleti. Sono cresciuti i numeri degli atleti, probabilmente non il livello di conoscenza della montagna e dei suoi rischi.

C'è chi solo per il fatto di appuntarsi un pettorale sulla maglietta pensa di poter lasciare il cervello sulla linea di partenza perchè "tanto pensa l'organizzazione a tutto il resto".

E invece in montagna non è così, e dobbiamo essere in grado di cavarcela da soli, e fermarsi se non abbiamo l'attrezzatura/abbigliamento adeguato o le capacità adeguate per la situazione in cui ci troviamo. Come dice Pollo, partecipiamo ad una lunghissima regata in altura, non ad un triangolo di Coppa America....
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deeago
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Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito

Messaggio da deeago »

Secondo me forse abbiamo due argomenti.

A) i fatti
pollo ha scritto:qualcuno conosce i risultati dell’autopsia del povero paolo? qualcuno ha in mano i fogli di dimissione dei venti ricoverati al pronto soccorso?
[tutti zitti e momento di strisciante imbarazzo, anche per me] :oops:

B) la questione generale
leosorry ha scritto:Io sono partito da posizioni completamente opposte: a Morfasso e poi ad Albisola pensavo che fosse compito degli organizzatori "crescere" e offrire gare al top per quanto riguarda segnaletica, soccorsi, sicurezza.
io non ho mai organizzato niente, ma mi immagino il tumulto di pensieri di chi organizza, di fronte a queste discussioni.
Ad un estremo sta la filosofia del "ti informo che puoi morire in gara, arrangiati a fare tutto il necessario per non farti male": all'altro quella del "ti prendo per mano e ti curo/controllo in tutto". Mi pare che ciascuno abbia preferenze diverse, abbiamo sentito e letto di tutto:
"mi piace il mondo USA perchè non devi pensare a niente se non a correre" oppure "W i trail selvaggi dove devi arrangiarti da solo anche quando si fa brutta". E' normale che ci siano mille sfumature e mille pensieri diversi, ma credo che su una cosa bisognerebbe mettersi tutti d'accordo o almeno provarci: quali sono i requisiti minimi imprescindibili di sicurezza, secondo il buon senso e secondo la legge.

Rispettati quelli, gli organizzatori non si sobbarcano responsabilità assurde e gli atleti sono tutelati ed informati. Se poi l'organizzazione fa di più, si entra nell'ambito dei gusti.

IMHO
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Cris
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Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito

Messaggio da Cris »

deeago ha scritto:Secondo me forse abbiamo due argomenti.

A) i fatti
pollo ha scritto:qualcuno conosce i risultati dell’autopsia del povero paolo? qualcuno ha in mano i fogli di dimissione dei venti ricoverati al pronto soccorso?
[tutti zitti e momento di strisciante imbarazzo, anche per me] :oops:
Dell'autopsia no. Ma per quanto riguarda i casi di "ipotermia", mi hanno confermato che non c'è stato alcun ricovero! Le persone in questione sono state accompagnate in palestra, doccia calda e tè caldo e via!
L'unico ricovero, a parte il povero Paolo, è stato di un ragazzo di Firenze che è scivolato su una roccia bagnata e si è fratturato una spalla. Un altro ragazzo ha invece battuto la testa, accompagnato per accertamenti in ospedale, come di routine, e il giorno dopo era al lavoro.
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Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito

Messaggio da Antonio »

Io come ho già detto credo che in montagna ci si debba andare senza pensare che ci sia qualcuno a pararti il culo, per cui non sto a pensare al referto medico ma penso a cosa sarebbe successo a quelle persone se non avessero avuto aiuti, per questo dico che quelle persone dovrebbero porsi molte domande.
Per quanto riguarda l'organizzazione mi aspetto, quando pago un iscrizione ad una gara, che ci sia tutto quello che si dice e quando si mette del materiale obbligatorio si deve controllare, altrimenti è diseducativo ( e qui si può tornare al discorso di Leo sulla crescita degli atleti ) e si sta anche falsando una gara, perchè avere uno zaino con dentro 2 Kg di roba è diverso che avere una bottiglietta, perchè tanto c'è chi ci fa assistenza, c'è chi ci para il culo e cose del genere.
Per me queste sono le basi da cui dovrebbe partire una gara vista dalla parte di chi corre e di chi organizza, poi il resto delle cose per rendere il tutto più bello e consapevole fondamentalmente si conosce e c'è chi lo utilizza e chi no.....penso ad esempio ai road book ed alle tracce gps, quanti li guardano e li leggono e sanno cosa e dove aspettarsi ai vari punti ristoro/soccorso ?
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deeago
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Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito

Messaggio da deeago »

Cris ha scritto: [...]

Dell'autopsia no. Ma per quanto riguarda i casi di "ipotermia", mi hanno confermato che non c'è stato alcun ricovero! Le persone in questione sono state accompagnate in palestra, doccia calda e tè caldo e via!
L'unico ricovero, a parte il povero Paolo, è stato di un ragazzo di Firenze che è scivolato su una roccia bagnata e si è fratturato una spalla. Un altro ragazzo ha invece battuto la testa, accompagnato per accertamenti in ospedale, come di routine, e il giorno dopo era al lavoro.
Grazie Cris, questa mi pare già una notizia interessante!
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Jackallxxx
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Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito

Messaggio da Jackallxxx »

pollo ha scritto: e ancora, vero che l’ansia da prestazione agonistica può falsare la percezione, ma è altrettanto vero che le gare si accorciano o si annullano, come peraltro alla maremontana è stato fatto...
ma se parti in mutande, convinto di aver fregato l’organizzazione che non ti ha controllato, devi morire, è giusto così...
COMMENTO DURO E PROVOCATORIO DI CERTO, MA LA VERITA NONSEMPRE PIACE A TUTTI.

Viviamo in un mondo dove tentiamo di dare una regola a tutto tentiamo di imbrigliare il tempo con orologi sempre più sofisticati ed a voler prevedere ogni cosa, pure il meteo tramite PC,cellulari, google ecc……
Aiuti esterni e organizzatori di gare ci danno l’errata percezione dell’ abbattimento totale del pericolo,
purtroppo l’assoluta sicurezza in montagna o in qualsiasi altro ambiente non esiste sarebbe una pura utopia pensarlo .
La vita moderna ci porta ad essere comandati e assistiti in ogni passo ,viene meno cosi la nostra capacità decisionale.
In montagna e in una gara ,siamo noi stessi in prima persona a dover scegliere per la nostra incolumità a dover perdere decisioni immediate , sul giusto e sbagliato senza aiuti, (non ci si può illudere che Mamma chioccia organizzativa sempre ci condurrà per mano lungo tutto il percorso).
Oggi allo stato attuale delle cose non tutti sono in grado di prendere queste decisioni in modo autonomo, mettendo in pericolo se stessi e la vita degli organizzatori che in prima persona rispondo per noi.

Chi di noi andrebbe a sciare vestito con il costume da mare??
Quando fai lo skipass non c’è scritto come ti devi vestire o cosa ti devi portare,e nessuno porta gli stivali da sci per passeggiare in spiaggia ,quindi perche non siamo altrettanto coerenti quando sappiamo che passeremo dalle 8 alle 20 ore in ambiente montano.

Dovremo secondo me essere onesti con noi stessi ed essere più responsabili verso chi mette la faccia in prima persona per farci correre, stimarli e onorarli PIU di un top runner,e grazie a loro se noi tutti possiamo correre.
Guidare ubriachi o partire per un trial in montagna in mutande equivale in entrambi i casi ad un suicidio annunciato, il trovare la colpa dell’ accaduto in terze persone e un abitudine da estirpare il conto non lo possono pagare gli altri per scelte errate e irresponsabili.
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