cordoglio, dolore, riflessione, insegnamento... davanti alla morte prima di tutto questo...
fermare la gara? altre volte, e in tantissimi sport, trail/sky incluso, è successo che la gara non è stata fermata...
in termini etici è giusto o sbagliato? forse andare avanti può sembrare blasfemo, ma forse al contrario andare avanti con sobrietà è il modo migliore di onorare un atleta, un concorrente, un uomo che non c'è più perchè stava facendo proprio quella gara...
in termini di sicurezza, la prima regola nella gestione di masse di persone è non creare panico, e non disturbare i flussi previsti, la direzione gara potrà concentrarsi sulla gestione della singola emergenza e non dovrà affrontare quella enorme di fermare e far rientrare tutti i concorrenti... può sembrare freddo e cinico, ma è così...
quanto alle responsabilità, mah, se ne è discusso più volte
andrebbe comunque letta la notizia ansa integralmente:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 68423.html
Un corridore cinese di 43 anni e' morto la notte scorsa per un grave trauma cranico riportato in una caduta durante il Tor des Geants. È accaduto verso le 23, nella zona del lac du Fond, sotto al colle della Crosatie (Valgrisenche), durante la prima tappa dell'ultramaratona alpina (330 km e 24.000 metri di dislivello).
Sul posto sono intervenute alcune guide alpine e un medico del 118. Il corpo sarà recuperato questa mattina con l'elicottero.
Soccorsi intervenuti subito, trasporto non necessario immediatamente, gli elicotteri del soccorso al momento non hanno procedure di volo notturno (non so in val d'aosta, ma in veneto no, e so che i trentini lo fanno di straforo)
Secondo quanto si è appreso, la vittima e' caduta mentre percorreva in discesa un sentiero reso viscido dalla pioggia, a circa 2.650 metri di quota. Ha urtato con violenza il capo contro le rocce. Alla scena hanno assistito altri concorrenti che hanno dato l'allarme. Giunto a piedi sul posto, il medico del 118 ha riscontrato un grave trauma cranico. Il corridore cinese e' deceduto poco dopo. A causa del buio non è stato possibile evacuare il corpo: due elicotteri della protezione civile a breve raggiungeranno il luogo dell'incidente, anche per trasportare a valle altri 10 concorrenti che soffrono di
lieve ipotermia.
Testimoni, sorpresi da bufera - E' stato sorpreso da una bufera il gruppo di corridori in cui si trovava Yuan Yang, l'ultra-trailer cinese di 43 anni precipitato e morto ieri verso le 23 durante il Tor des Geants. ''Facevamo fatica a procedere, il vento era fortissimo. Molti di noi gattonavano per non cadere'', spiega all'ANSA Francesco Cesaracciu, di Pont-Saint-Martin (Aosta), uno dei dieci partecipanti che precedevano la vittima e che stamani sono stati portati al pronto soccorso dell'ospedale Parini di Aosta
in condizioni non gravi.''Abbiamo sentito un urlo ma non abbiamo assistito all'incidente. Subito abbiamo allertato i soccorsi'', aggiunge. Negli stessi minuti, sempre nella zona del lac du Fond, sotto al colle della Crosatie (Valgrisenche), il gruppo è stato testimone di un altro incidente: ''Abbiamo visto cadere in una scarpata un corridore francese.
E' stato soccorso dalle guide e sembra abbia avuto dei problemi a una gamba'', racconta Raffaele Brattoli di Peschiera Borromeo (Milano). ''Aiutati dai soccorritori, con i vestiti bagnati e al freddo - aggiunge -
siamo stati al riparo sino alle 6.30 dentro un container che era stato allestito nelle vicinanze.
se capisco bene l'organizzazione in un tratto particolarmente selvaggio ha predisposto un container per le eventuali emergenze e i soccorritori c'erano
Poi l'elicottero è venuto a prenderci''. Alcuni di loro erano in lieve stato di ipotermia. ''Il maltempo era annunciato da giorni, stupisce che non siano stati presi provvedimenti per tempo'', dichiara Cesaracciu.
Il container l'hanno messo, i bollettini erano chiari e disponibili per tutti, poi come al solito c'è chi parte in mutande...