Oetzi ha scritto:tiricordi ha scritto:Certo che Federica in un anno sembra un'altra persona:
"Devi mangiare saette e cacare fulmini! Ti dovranno fermare coi lacrimogeni!!
coi lacrimogeni!!! Spettacolo!
Rampegavo ancora, all'epoca della TCE... (sigh, ora che mi fate notare, c'ho proprio ddu braccine da mezzasega!..però bevo uguale

)
Eccola qui, a raccontare un po' del mio bericotour.
I Berici, ragazzi! I Berici son 'na cosa strana. Chi è abituato ad andar per monti, difficilmente si destreggia nell'intrico di valli, versanti, crinali e scaranti che compongono questa manciata anomala di colli. Eh si, perché una montagna s'avvale della grandezza e della quota, definendosi, talvolta anche senza immediatezza, in un "massiccio" o in un "gruppo", ed è piuttosto semplice orientarsi.
(oh, poi io sbaglio lo stesso, intendiamoci

)
E correre per i nostri sentieri, da Monte a Barbarano, servendosi dell'asfalto quel tanto che basta per uscire vivi dal labirintico mondo che si cela fra i castagni, gli ulivi e le acacie, è meglio della settimana enigmistica! Bello è fermarsi e ricapitolarsi negli occhi i sentieri macinati... si...e venir schiaffeggiati dal dubbio atroce: ma dove caxxo sono? Fortuna che interviene il tocco dindondante di una piazza, o l'incrocio di una provinciale (o la tirata d'orecchie del Coach, al telefono, che rassegnato tenta di insegnarti la geografia per l'ennesima volta).
Ma quest'anno, dopo allenamenti, smarrimenti, e rovi di bestemmie, finalmente ho corso veramente i Berici tutti d'un fiato. I Berici, si, col sottile piacere che prendeva forma da sotto le scarpe, con quell'infantile eccitazione che ti prende quando la maestra interroga e tu, dal banco, ti sbracci come a dire "la sooooo! La sooooooo!".
Chiaro, 'sti Ultraberici son bastardi

e custodiscono gelosamente il Sapere, e son sicura che provino un perverso piacere nel cacciarti giù la "variante" che destabilizza, infrange e neutralizza a colpi di misteriose balises ogni tua misera certezza. Oppure, a volte, basta una curva in più, e ti ritrovi fuori dal mondo, a due passi da ciò che è quasi ovvio, totalmente dentro ad un bello tutto nuovo.
Giuro che, scendendo nel borgo dei Mulini di Calto, mi son trovata a dire "e questa???? Mitttico Claudio...."
Sarà perché è casa mia, sarà perché SO che 'sti "tusi" con quel loghetto fantastico sul petto ci mettono il cuore...ma l'Ultrabericus è una gara che, per me, si DEVE correre con amore, con affetto.
Quei sentieri mi allenano, mi rendono leggera e felice. Mi pare il minimo contraccambiare, no?
E giù a menare come cavalli (magari come Cavallo!

), ridendo, gasandosi nel riconoscere un borgo o una piazza, facendosi scortare dal paesaggio che ammicca, complice!
"dai tosi, che xé finia" ci grida uno degli infiniti volontari sul percorso, alla "ESSE di Monte", dove i portici si incriccano in una brusca curva a gomito.
"dai, manca poco (con la "o" stretta); 'vanti dritti che poi ci sono le scalette"
Mirko corre elegante, come sempre, quasi non avesse nei polpacci quei 65 km; mi volto con un sorrisone
"graaaaaazie capo! Lo savemo, semo vicentini!"