Sabato mattina ho provato la porzione di percorso che va da Selva a Tramonti, quello che io chiamo il tratto "dei 3 laghi". In gara saremo al 93° km, In quattordici km si passano il lago di Selva, quello del Ciul e infine quello di Tramonti. Dal punto di vista panoramico è un tratto fantastico e per di più è anche molto veloce, perchè a parte una piccola salita è quasi tutto in discesa.
Lago e diga di Selva. Lassù in alto c'è la forcella del Moltrin da cui ho scattato le foto la settimana scorsa.
Quello di Selva, in val Silisia è stato costruito dalla Sade (quella del Vajont, tanto per intenderci) alla fine degli anni 50.
Si attraversa la passerella che corre sulla corona della diga e poi ci si alza di circa 200 metri sulla strada asfaltata che conduce alle due gallerie che portano al lago del Ciul. Di regola queste gallerie non sono accessibili, essendo una strada privata di proprietà della Edison
Entrambe le gallerie misurano più o meno un chilometro e mezzo e non sono illuminate. A passarci da soli fanno un po' spavento....
Le infiltrazioni d'acqua, soprattutto nella seconda, sono tantissime e questo vuol dire che vi conviene mettere un k-way addosso, ed è certo che vi bagnerete i piedi.
Usciti dalla seconda galleria ci si trova di fronte la diga del Ciul.
Diga del Ciul, alta 68 metri
Cà Zul, Ca' Ciul, Ciul e basta? Non l'ho mai capito. Ciul dovrebbe essere il toponimo originale, venetizzato poi in "Casa Zul" negli anni '60 durante la costruzione della diga da parte della SADE (sempre lei) che formò l'invaso idroelettrico più elevato (m. 598) dei tre che interessano il Torrente Meduna. (Lago di Ca' Selva m. 495 e Lago di Redona m. 313)
Anche qui il percorso di gara passa sulla strada della corona sommitale con vista da un lato sul lago del Ciul, sull'altro sul canale di Meduna che ha scavato la valle.
Lago del Ciul dalla diga

Si prende poi il sentiero che va verso Frassaneit e Tramonti di Sopra.

E' la parte più bella del percorso, tutta in discesa. Dapprima il sentiero è un po' stretto, quindi meglio fare attenzione, poi diventa più ampio e corribile fino all'abitato di Tramonti.
Frassaneit, o Frassinetto in italiano, è solo uno dei tanti paesi abbandonati. Uno ci passa e vede solo ruderi di case in rovina, con i tetti crollati e i muri coperti da rampicanti. Niente a che vedere con le splendide baite o i rifugi delle Dolomiti. Non ci sono alpeggi o prati per il bestiame. "Chi cavolo può aver deciso di vivere la propria vita qui?" mi viene da domandarmi...Il canale di Meduna è così stretto che d'inverno il sole non arriva mai ad illuminare le case che rimangono sempre all'ombra. Il sentiero d'inverno è ricoperto di ghiacci e di stalattiti che scendono dalle rocce. Non riesco a capire perchè qualcuno dovrebbe viverci.
Girovagando su internet scopro poi che era in questo luogo "abbandonato da Dio ma non dagli uomini" che la Repubblica marinara di Venezia spediva i galeotti ai lavori forzati. Il loro compito era tagliare i frassini (che ora sono scomparsi) che sarebbero serviti per costruire le navi della Serenissima.
Frassaneit è stato abbandonato dopo il terremoto. Fino al 1976 ci viveva una dozzina di famiglie e aveva anche una scuola, che ora è stata ristrutturata e utilizzata come bivacco per gli escursionisti.
Il sentiero prosegue sempre più largo e più bello fino a Tramonti.
Il sentiero si abbassa sempre più fino ad arrivare alle pozze del torrente Meduna. Qui l'acqua è verdissima... se non fosse che saremo in ottobre (e avremo 110 km sulle gambe

) sarebbe proprio da fermarsi per fare un bagno....
Ed ecco che si arriva a Tramonti di Sopra e al lago di Redona (o dei "Tramonti")
