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Re: NO-ITRA fan page

Inviato: 04/12/2014, 9:47
da emilio marco
...Ormai il nome Trail...ovunque... fà...figo :!:
... Se non pratichi Trail non sei ... nessuno :o

Ovvio che mi sia ... iscritto ;)
Occasione ghiotta...Paderno Dugnano il "tempio"del Trail....Lombardo... e poi c'ho pure la convenzione fidal... 8-)

Ahhhhhhhhh le care e vecchie NON COMPETITIVE :!:

Re: NO-ITRA fan page

Inviato: 04/12/2014, 17:31
da anicoletti
Ciao a tutti
ho letto con attenzione e piacere tutto quanto è stato scritto fino ad ora.
Ritengo che tutti, in qualche modo, abbiate detto delle verità, ma forse manca un'altra riflessione da fare, che in fondo è quella che è stata fatta alle origini dell'idea che poi ha portato alla costituzione dell'ITRA.
In sostanza l'idea nasce proprio dal timore di veder stravolto lo spirito fondamentale del trail, che fa sì che ogni gara sia diversa dall'altra o da se stessa edizione dopo edizione.
L'ITRA nasce da un gruppo di organizzatori che non vogliono vedere il proprio sport ingabbiato in regole impossibili, e che cercano solo ed unicamente di tutelarlo.
Non nascondiamoci dietro ad un dito. Le mani sul trail qualcuno le stava già mettendo, senza controllo alcuno. Per evitare che il "nostro" mondo venisse stravolto da chi in questo mondo non bazzica, si è preferito prendere una posizione.
Ad oggi l'ITRA sta cercando una legittimazione presso gli organi maggiori in campo sportivo, ma così com'è, senza imposizioni che porterebbero ad una snaturalizzazione (brutta parola) del trail.
Chi ad oggi fa parte del Consiglio Direttivo dell'ITRA (in forma totalmente gratuita e volontaria) è chi nel mondo viene riconosciuto come organizzatore delle maggiori corse di trail al mondo. Questo dovrebbe essere una garanzia e non un difetto.

Il trail fa parte delle discipline dell'atletica leggera?
Forse no, ma è vero che chi ha cercato fin ora di regolamentare il trail viene dall'atletica (IUTA, UISP, ecc.)

Alessandra

Re: NO-ITRA fan page

Inviato: 09/12/2014, 0:12
da pollo
cara anicoletti, vicepresidente di itra, http://www.i-tra.org/page/283/Organisation.html
cerco di ragionare in maniera cartesiana, senza lasciarmi fuorviare da sensazioni o preconcetti...

anicoletti ha scritto: In sostanza l'idea nasce proprio dal timore di veder stravolto lo spirito fondamentale del trail, che fa sì che ogni gara sia diversa dall'altra o da se stessa edizione dopo edizione.
se è vero che lo spirito (parola oramai usata a sproposito, direi abusata) è quello che fa sì che ogni gara sia diversa dall’altra, come mai è stato scelto un sistema di ranking che cerca di UNIFORMARE su una stessa base le diverse gare e le diverse prestazioni (atteggiamento tipico dell’atletica leggera)? e perchè invece non si è scelto un modello di ranking che tenesse conto solo di atleti battuti e distacchi in percentuale sul tempo totale (tipici dei campi di gara non “misurabili” quali ad esempio lo sci alpino o il tennis)?

anicoletti ha scritto:L'ITRA nasce da un gruppo di organizzatori che non vogliono vedere il proprio sport ingabbiato in regole impossibili,
lo sport ingabbiato in regole impossibili? le transenne sui tornanti, l’illuminazione dei tratti notturni, i tesseramenti obbligatori, i mondiali a selezione, sono regole possibili?

anicoletti ha scritto:e che cercano solo ed unicamente di tutelarlo.
tutelare? da chi e da che cosa? c’è bisogno di tutela? ho come l’impressione che l’unica tutela che si stia cercando, viste le battute iniziali dell’assise du trail del 2012, le letterine degli avvocati e la faticosa difendibilità, sia quella del marchio commerciale ultra-trail®

anicoletti ha scritto:Non nascondiamoci dietro ad un dito. Le mani sul trail qualcuno le stava già mettendo, senza controllo alcuno. Per evitare che il "nostro" mondo venisse stravolto da chi in questo mondo non bazzica, si è preferito prendere una posizione.
chi stava mettendo le mani sul trail senza controllo alcuno? forse quella signora dal cognome vagamente olandese, il cui intervento all’assise du trail del 2012 è stato accolto con plateale fastidio da madame polettì, che ripetutamente ha fatto segno di forbici con le dita al moderatore ed ai cameramen? non mi pare che la signora in questione non bazzicasse da tempo nel mondo della corsa in natura, anzi... o ci sono altri oscuri poteri di cui non siamo a conoscenza e che stavano per fagocitare l’idilliaco mondo di amanti dell’avventura, della natura, del fair play e del superamento dei propri limiti?

anicoletti ha scritto:Ad oggi l'ITRA sta cercando una legittimazione presso gli organi maggiori in campo sportivo, ma così com'è, senza imposizioni che porterebbero ad una snaturalizzazione (brutta parola) del trail.
e quale bisogno ha l’itra di cercare una legittimazione? itra è una società, senza fini di lucro, registrata in svizzera, con uno statuto democratico e con marchio registrato, più legittima di così! c’è forse bisogno di, come si usa dire dalle nostre parti, metarse nee man dea poja (mettersi tra gli artigli della pojana ndt)?

anicoletti ha scritto:Chi ad oggi fa parte del Consiglio Direttivo dell'ITRA (in forma totalmente gratuita e volontaria) è chi nel mondo viene riconosciuto come organizzatore delle maggiori corse di trail al mondo. Questo dovrebbe essere una garanzia e non un difetto.
chi ad oggi fa parte del consiglio direttivo dell’itra lo fa sicuramente in forma gratuita e volontaria (lo prevede lo statuto), e monsieur polettì ha pubblicamente dichiarato che si ritrova ad essere presidente suo malgrado, visto che nessun altro si è proposto per la carica... tuttavia, come si usa dire, gnanca el can move la coa par gnente (nemmeno il cane muove la coda per niente ndt), è palese che un’attività gratuita può servire ad interessi secondari di ritorno, vedi tutela del marchio di cui sopra...
non metto in dubbio che l’essere costituita dagli organizzatori delle maggiori gare dia all’itra l’autorevolezza di una competenza tecnica di alto livello, però...

finirà che aderiremo all’itra, finirà che il trail sarà snaturato a disciplina dell’atletica leggera, finirà anche che più di qualcuno tornerà ai fat ass, ai TA, alla montagna per conto suo, e anche forse che certi eventi sopravviveranno indipendenti (vedi la maratona alpina di schio che senza dire niente a nessuno e senza affiliarsi ad alcunchè fa il pieno da quarant’anni a questa parte, o la cavalcata carsica da poco meno, e chissà quante altre gare trail in giro per il mondo)...

però... il mercato è libero, ad ognuno la propria impresa... ma, per piacere...
non nascondiamoci dietro un dito...

Re: NO-ITRA fan page

Inviato: 09/12/2014, 8:54
da nataraj
x pollo - min..... : cosa farei x aver la testa cosi lucido a mezzanotte

ringrazio pollo x , come sempre, una chiara e attento post che mi auito a seguire cosa che fatico a capire.

sta bisogna di controllare non capisco. se l'organizzatori se prendono la responsibilta di organizzare, io trailer accetto loro condizioni e prendo le miei responsibilita correndo e ci siamo d'accordo tra noi che centra ste sigle?? cosa mi interesse se e o non e atletica leggere, atletica pesante o quant altro??

x decidere i campioni non fanno gia una circuito dove chi interesse gareggia nella stesse giornate, le stesse percorsi??

una volta bastava una stretta di mano, un nome, un sguardo nei occhi......... le cose semplice, chiare......oramai ci vuole il bollo e gli moduli x allaciarti le scarpe.....

have fun
n

Re: NO-ITRA fan page

Inviato: 09/12/2014, 15:17
da alky
VERO!
io l'ho pure fatto ed e' stato un bel cross....c'era solo una cosa che stonava: IL NOME!!! 8-)

Re: NO-ITRA fan page

Inviato: 09/12/2014, 17:41
da anicoletti
Pollo di che cosa hai paura? di vedere le cose che fai snaturate, strumentalizzate e vendute al miglior offerente?

bene, io si. è per questo che mi sono messa in gioco. se vuoi, puoi farlo anche tu.

Re: NO-ITRA fan page

Inviato: 09/12/2014, 19:35
da Gaggio
pollo ha scritto:assise du trail del 2012
L'antipatia aprioristica e pregiudiziale di molti verso ITRA nasce proprio dalla modalità di quello storico evento...

Fonte Wikipedia:

Le assise sono una seduta di particolari tribunali, specialmente negli ordinamenti del diritto romano, medievale e italiano. [...]
In seguito, nel corso del Medioevo, il termine passò ad indicare le sedute delle corti feudali, cioè le riunioni dei signori feudali e dei loro vassalli, aventi funzioni giurisdizionali. In tale contesto le assise rappresentavano non soltanto la seduta del tribunale, ma le decisioni stesse da questo assunte, con valenza sia giudiziaria che legislativa.


Quel famoso evento si presento' non come un meeting, come si poteva intendere dall'invito mandato dagli organizzatori, ma come una vera e propria assise dove un gruppo di persone , sedute su un palco dietro , presentavano un "prodotto" già belle e confezionato, ad altre persone sedute sugli spalti: della serie "noi abbiamo deciso che questo è il trail, si fa così e così"...
Molte delle persone presenti su quegli spalti si sentirono prese in giro ed usate per fare foto e filmati che legittimassero mediaticamente ed ufficiosamente il successo di quell'assise.

Per questo molti pensarono - e penso fui proprio io il primo, che seguivo l'evento in diretta streaming, da un punto di osservazione esterno e d'insieme - a dire che quei signori sul palco stavano mettendo le mani sul trail.

Ma non lo giudico negativamente: questo è business.
Tanto di cappello a chi ha lavorato sodo per raggiungere questo risultato.
anicoletti ha scritto:di che cosa hai paura?
Di cosa ne sarà del trail? può darsi che un giorno saranno le compagnie d'assicurazione, più dei comitati organizzativi - a decidere cosa diventerà il trail, imponendo l'uso di caschi e zaini con airbag....

E allora, se non ci va bene questo nuovo mondo del trail, sceglieremo di fare le FAT ASS o i TA.
E poi nasceranno i circuiti di FAT ASS, e poi scopriremo che anche li servirà tesseramento assicurativo, e poi nascerà una federazione, etc etc etc.... E ricominceremo tutto da capo....

Buone corse e buon lavoro a tutti!

Re: NO-ITRA fan page

Inviato: 09/12/2014, 22:56
da andrea stanco
"Chi ad oggi fa parte del Consiglio Direttivo dell'ITRA (in forma totalmente gratuita e volontaria) è chi nel mondo viene riconosciuto come organizzatore delle maggiori corse di trail al mondo. Questo dovrebbe essere una garanzia e non un difetto."

Scusami Ale, non mi fraintendere, ma su cinque membri:
2 organizzano gare sui versanti del Montebianco (FRANCIA e iTALIA)
1 traccia percorsi di gara, alcune abbastanza partecipate altre non molto, causa svariate difficoltà per i più ad andare per deserti e lande lontane (SPAGNA)
1 è un dirigente della FFA "hors stade", ovvero di qualunque gara che non si disputi nel perimetro della pista di atletica, strada e fuoristrada (FRANCIA)
1 è un dirigente FPA e presidente della ITRA locale (PORTOGALLO)

Il dubbio che non eravate tanto assortiti non vi è sorto?
Il dubbio che forse non siete riconosciuti come gli organizzatori dei maggiori trail nel mondo non vi è sorto?
Michel Poletti è indubbiamente l'organizzatore della più grande, comunicata e sognata gara al mondo, indiscusso numero uno.
Lui ok , ma senza offesa, degli altri quattro non mi sembra si possa affermare lo stesso.

Pensierini:
Esistono una moltitudine di differenti gare ed eventi , una miriade di variabili ed un popolo che corre o cammina che non vogliono essere legittimati a nessun "organo maggiore".
Le manifestazioni nascono, vivono o muoiono per il contesto in cui si svolgono e per la capacità dell'organizzazione, non perché qualcuno le legittima.
Il "mercato dei pettorali" è molto primitivo, se smetti di soddisfare le aspettative, ovunque tu sia e per quanto bello tu sia, il cliente non ti vuole più e compra il pettorale di un'altra gara.
Farlo tornare richiederà uno sforzo enorme ed ingiustificato, nessun titolo, nessuna insegna o marchio farà cambiare idea al cliente.

Sia io che te campiamo di trail, sappiamo bene che servono numeri importanti perché il treno continui a correre, ma non è certo legittimandosi ad un "organo maggiore" che si garantisce interessante presente ed un florido futuro, tanto più se si chiama CIO.
Se invece vogliamo raccontarci belle favole per giustificare una scelta politica, alzo le mani...

Re: NO-ITRA fan page

Inviato: 10/12/2014, 11:23
da cubettoz
Gaggio ha scritto: L'antipatia aprioristica e pregiudiziale di molti verso ITRA nasce proprio dalla modalità di quello storico evento...
aprio....che?
Storico evento? Forse, al quale però tu non eri presente, per cui....sssstttttt

L'anarchia sportiva è l'unica soluzione, ed è nelle mani di tutti i trailer. Inutile scrivere, parlare, discutere. Siamo in una economia di libero mercato, dove ognuno può decidere liberamente cosa fare.

Non vi piace la ITRA? Benissimo allora perchè correte tutti a farvi accreditare i punti UTMB versando l'obolo organizzativo di 150€?

Le chiacchiere stanno a ZERO, la ITRA si è proposta, adesso sta ai trailers di tutto il mondo decidere se è cosa buona e giusta oppure no.

In merito al RANKING, al quale il sottoscritto ha partecipato al gruppo di lavoro, sono anche io dell'idea che andrebbe rivisto. Come Pollo, anch'io avrei adottato un sistema simile a quello del Tennis, ma DUV, che sostanzialmente ha realizzato l'algoritmo, ha deciso diversamente.

Re: NO-ITRA fan page

Inviato: 10/12/2014, 11:33
da anicoletti
@ Gaggio: mi dispiace che l'impressione che hai avuto dell'Assise fosse quella che hai descritto. L'assise non era il punto di arrivo, ma il punto di partenza. Dopo quella giornata, nella quale si è cercato di coinvolgere il maggior numero possibile di soggetti, è iniziato tutto. Ovvio che un minimo di idea già c'era su quanto si intendeva fare. Successivamente sono stati creati dei gruppi di lavoro, ai quali hanno partecipato personaggi diversi. Ad esempio il mio gruppo si è occupato della definizione del trail. Eravamo in 15 provenienti da realtà molto diverse: Italia, Francia, Spagna, USA, Cina, Germania (organizzatori e atleti). Questo ha creato molte discussioni sul modo di interpretare il trail e non è stato facile trovare una formula che potesse andare bene a tutti. Questo è solo un piccolo esempio per dire che siamo consapevoli che non tutto è al meglio, ma anche che, per poter mettere d'accordo tutti, ma proprio tutti, vanno fatti dei compromessi.

@ Andrea: il direttivo è solo la parte istituzionale dell'ITRA, che per forza deve esistere. Il gruppo dei membri fondatori e dei soci "attivi" è decisamente più ampio. Ribadisco quanto già detto: l'ITRA è aperta a tutti, chi vuole mettersi in gioco è ben accetto. A suo tempo sono stati invitati tutti a prendere parte ai lavori. C'è chi ha detto di si e chi invece, nonostante sia stato da me personalmente invitato, ha detto no grazie.

Rimane il fatto che nessuno è legge e che ognuno è libero di pensare, dire e fare ciò che preferisce.
Da parte mia, in qualità di organizzatore e soprattutto di appassionata di questo sport, ho preferito fare qualcosa.