cara anicoletti, vicepresidente di itra,
http://www.i-tra.org/page/283/Organisation.html
cerco di ragionare in maniera cartesiana, senza lasciarmi fuorviare da sensazioni o preconcetti...
anicoletti ha scritto:
In sostanza l'idea nasce proprio dal timore di veder stravolto lo spirito fondamentale del trail, che fa sì che ogni gara sia diversa dall'altra o da se stessa edizione dopo edizione.
se è vero che lo spirito (parola oramai usata a sproposito, direi abusata) è quello che fa sì che ogni gara sia diversa dall’altra, come mai è stato scelto un sistema di ranking che cerca di UNIFORMARE su una stessa base le diverse gare e le diverse prestazioni (atteggiamento tipico dell’atletica leggera)? e perchè invece non si è scelto un modello di ranking che tenesse conto solo di atleti battuti e distacchi in percentuale sul tempo totale (tipici dei campi di gara non “misurabili” quali ad esempio lo sci alpino o il tennis)?
anicoletti ha scritto:L'ITRA nasce da un gruppo di organizzatori che non vogliono vedere il proprio sport ingabbiato in regole impossibili,
lo sport ingabbiato in regole impossibili? le transenne sui tornanti, l’illuminazione dei tratti notturni, i tesseramenti obbligatori, i mondiali a selezione, sono regole possibili?
anicoletti ha scritto:e che cercano solo ed unicamente di tutelarlo.
tutelare? da chi e da che cosa? c’è bisogno di tutela? ho come l’impressione che l’unica tutela che si stia cercando, viste le battute iniziali dell’assise du trail del 2012, le letterine degli avvocati e la faticosa difendibilità, sia quella del marchio commerciale ultra-trail®
anicoletti ha scritto:Non nascondiamoci dietro ad un dito. Le mani sul trail qualcuno le stava già mettendo, senza controllo alcuno. Per evitare che il "nostro" mondo venisse stravolto da chi in questo mondo non bazzica, si è preferito prendere una posizione.
chi stava mettendo le mani sul trail senza controllo alcuno? forse quella signora dal cognome vagamente olandese, il cui intervento all’assise du trail del 2012 è stato accolto con plateale fastidio da madame polettì, che ripetutamente ha fatto segno di forbici con le dita al moderatore ed ai cameramen? non mi pare che la signora in questione non bazzicasse da tempo nel mondo della corsa in natura, anzi... o ci sono altri oscuri poteri di cui non siamo a conoscenza e che stavano per fagocitare l’idilliaco mondo di amanti dell’avventura, della natura, del fair play e del superamento dei propri limiti?
anicoletti ha scritto:Ad oggi l'ITRA sta cercando una legittimazione presso gli organi maggiori in campo sportivo, ma così com'è, senza imposizioni che porterebbero ad una snaturalizzazione (brutta parola) del trail.
e quale bisogno ha l’itra di cercare una legittimazione? itra è una società, senza fini di lucro, registrata in svizzera, con uno statuto democratico e con marchio registrato, più legittima di così! c’è forse bisogno di, come si usa dire dalle nostre parti, metarse nee man dea poja
(mettersi tra gli artigli della pojana ndt)?
anicoletti ha scritto:Chi ad oggi fa parte del Consiglio Direttivo dell'ITRA (in forma totalmente gratuita e volontaria) è chi nel mondo viene riconosciuto come organizzatore delle maggiori corse di trail al mondo. Questo dovrebbe essere una garanzia e non un difetto.
chi ad oggi fa parte del consiglio direttivo dell’itra lo fa sicuramente in forma gratuita e volontaria (lo prevede lo statuto), e monsieur polettì ha pubblicamente dichiarato che si ritrova ad essere presidente suo malgrado, visto che nessun altro si è proposto per la carica... tuttavia, come si usa dire, gnanca el can move la coa par gnente
(nemmeno il cane muove la coda per niente ndt), è palese che un’attività gratuita può servire ad interessi secondari di ritorno, vedi tutela del marchio di cui sopra...
non metto in dubbio che l’essere costituita dagli organizzatori delle maggiori gare dia all’itra l’autorevolezza di una competenza tecnica di alto livello, però...
finirà che aderiremo all’itra, finirà che il trail sarà snaturato a disciplina dell’atletica leggera, finirà anche che più di qualcuno tornerà ai fat ass, ai TA, alla montagna per conto suo, e anche forse che certi eventi sopravviveranno indipendenti (vedi la maratona alpina di schio che senza dire niente a nessuno e senza affiliarsi ad alcunchè fa il pieno da quarant’anni a questa parte, o la cavalcata carsica da poco meno, e chissà quante altre gare trail in giro per il mondo)...
però... il mercato è libero, ad ognuno la propria impresa... ma, per piacere...
non nascondiamoci dietro un dito...