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Re: Medicine in gara

Inviato: 05/01/2011, 12:35
da Giancarla
ruperzio ha scritto: Soprattutto in quelle gare così riccamente sovvenzionate e in definitiva è anche giusto visto il tempo che si perde per mettere in moto queste megagare.... però mi chiedo tutti quei volontari che lavorano eccome agratis come la prendono a sapere che partecipano ad un'impresa che porta utili a qalcuno?
Beh ma io non credo che i volontari siano così sciocchi da non immaginare una cosa del genere. Del resto, credo che lo spirito del volontario sia quello di partecipare alla realizzazione di un'opera offrendo il proprio tempo ed il proprio impegno, magari anche di vivere un'esperienza per se stesso, senza stare a sindacare "Ah ma io non ci guadagno niente e mi faccio il tombino, invece Tizio e Caio intascano dei bei soldi". Almeno, credo. L'unica forma di volontariato che conosco in prima persona è quella presso la Fidas; so benissimo che, a donare il sangue, io ci guadagno il panettone a fine anno, mentre altri hanno indubbiamente ben altri introiti; pace, va bene così, non è certo per soldi che si fa del volontariato.

Gli organizzatori assumono oneri e responsabilità che vanno ben oltre il lavoro manuale della preparazione dei percorsi o dell'assistenza il giorno o i giorni della gara: soprattutto per quanto riguarda le responsabilità, vorrei proprio vedere chi è che è disposto ad assumersele gratis. Poi, come ho già detto altrove: visto che chi organizza si fa carico anche, almeno in parte, della sicurezza di chi corre, io personalmente preferisco affidare la mia pelle a chi fa quel mestiere per professione ed è adeguatamente retribuito, pur con tutto il rispetto per chi improvvisa e ci rimette del suo...

Re: Medicine in gara

Inviato: 05/01/2011, 14:22
da Luciano
E' indubbio che Giancarla sia "un fior di atleta", tale è chi riesce a fare il TOR una settimana dopo i Pirenei e le sue altre imprese in bici e miste, la rendono quasi unica nel panorama Nazionale. Tale sarebbe anche con qualche doloretto in più e qualche infiammatorio in meno e, se non altro, dice quello che fa, senza trincerarsi dietro alla falsa "purezza" di molti...ma il suo perseverare nell'apologia del tutto è lecito pur di non sentire male...porta all'idiosincrasia della "sana fatica" e del confronto coi limiti del proprio corpo, che ci lancia segnali ed il dolore significa non andare oltre...ma tant'è, qui c'è poco da fare e quel poco non porta a niente...alla faccia dello Spirito Trail...

Re: Medicine in gara

Inviato: 05/01/2011, 16:16
da Giancarla
Luciano ha scritto:alla faccia dello Spirito Trail...
E che diamine, manco fosse la Costituzione Italiana... :D

Ti posso fare un esempio: quest'anno, reduce dal Valdigne la settimana prima del Tour de Beaufortain, mi sono trovata alle prese con una contrattura al polpaccio, un gran male, muscolo irrigidito e roba da non riuscire quasi a reggere il peso sulla gamba. Cura di vitperatissime pastiglie ed iniezioni. Il giovedì sono andata a fare una corsetta di paese, 6 km, credevo di star meglio invece ho risvegliato il guaio e sono arrivata ultima, zoppicante e staccatissima da tutti gli altri (non certo per l'orgoglio della corsa, ma per il fatto che alla macchina dovevo pur tornare in qualche modo). Il sabato mattina partiva il trail , oltre 100 km per 5.000 e rotti m di dislivello. Ovviamente c'ero, zoppa: me lo sono comunque sciroppato tutto, tra enormi difficoltà anche meteo e tecniche, che forse hanno sopraffatto il dolore, non so. Fatto sta che è stata una delle esperienze più belle, intense e traumatiche dell'anno, una delle tante perle di una lunghissima e bellissima collana. Se avessi ascoltato il buonsenso ed i saggi consigli, quel giorno avrei dovuto restare a casa a mangiarmi le unghie. Il lunedì stavo bene, il dolore è via via passato, non ho avuto conseguenze permanenti. Quindi?

Continuo a non capire quest'ottuso terrorismo. Non stiamo parlando di morfina, di coca o chissà quali droghe. Stiamo parlando di farmaci di libera vendita al banco, oppure di farmaci con prescrizione medica per cui il dottore si limita sempre solo a dirmi: "Non esagerare" (dove per "esagerare" intende più dosi di antiinfiammatorio al giorno per parecchi giorni di seguito) e "Prendilo a stomaco pieno". Voilà. Io, che sono commercialista e non medico, lascio a ciascuno il suo mestiere e, per tutelare la mia salute, mi fido di quel che dice il medico. Poi, se c'è chi ne sa di più, con cognizione di causa, ben venga... La mia nettissima impressione è sempre che, dietro a questo accanimento contro i supposti aiuti chimici, ci siano sempre due cose: una buona dose di presunzione per cui qualcuno si sente sempre migliore di altri ed in diritto di giudicare gli altri del bene e del male, ed un'altrettanto buona dose di invidia malvagia che a qualcuno fa dire "Sì quello lì ce l'ha fatta, ma è stato solo grazie all'infiltrazione nel ginocchio". Non me la spiego altrimenti, tanta acredine; di sicuro non me la spiego con motivi di preoccupazione per la salute altrui. Ai buoni samaritani credo poco. Di solito, a pensar male si fa peccato ma purtroppo non si sbaglia...

Re: Medicine in gara

Inviato: 05/01/2011, 16:42
da leosorry
Giancarla ha scritto: Continuo a non capire quest'ottuso terrorismo. Non stiamo parlando di morfina, di coca o chissà quali droghe. Stiamo parlando di farmaci di libera vendita al banco
Giancarla, guarda che non siamo Luciano, Max o io a dire che gli antidolorifici fanno male. Vatti a rileggere il post di ieri di Luciano sugli studi compiuti dal dott. Ferella, oppure, ancora meglio vatti a leggere quelli del prof. David Nieman sui rischi derivanti dall'assunzione di antidolorifici durante le gare di endurance (il suo studio è stato condotto durante la Western States del 2009).

Se poi non ti basta e pensi che sia solo falso allarmismo, vatti a leggere quello che è capitato a Erik Skaggs (il fratello di Kyle, recordman della Hardrock) che nel 2009 ci ha quasi rimesso la pelle per aver preso 5 (cinque!) pillole di Ibuprofene durante la Where's Waldo 100 (che ha anche vinto tra l'altro). Eccoti il link http://www.runnersworld.com/cda/microsi ... -0,00.html

Quindi mi sembra chiaro che non stiamo parlando di terrorismo.
Poi se tu vuoi continuare, hai ragione affari tuoi. Ognuno può ammazzarsi in molti modi diversi (li hai elencati anche tu, alcol, droga, colesterolo, ecc). Però che vengano i VDA trailers a dirmi che il loro medico di gara era nel giusto a somministrare antidolorifici mi fa pensare che quel medico non ne capisce una mazza (ok adesso mi becco una bella denuncia...)
Giancarla ha scritto: Per quanto mi riguarda, per un doloretto non vado certo a buttare nella latrina i soldi spesi per il viaggio, l'iscrizione, magari i giorni persi al lavoro
Non ti capisco. Ma la Passione (quella con la P maisucola) non dovrebbe accontentarsi di "pestare i sentieri"? A quanto pare la tua soddisfazione c'è solo se tagli il traguardo... Personalmente non riesco nemmeno ad immaginare che se calo qualche pillola e taglio il traguardo allora non ho buttato nella latrina soldi e tempo... Anche nelle gare in cui mi sono ritirato (te lo giuro anche se non mi crederai!) non ho mai pensato di aver sprecato soldi o tempo!

Re: Medicine in gara

Inviato: 05/01/2011, 16:46
da sacco75
Faccio parte di ASD Spirito Trail e come tale condivido in pieno le posizioni di Simone e Leosorry poi ognuno è libero di fare ciò che vuole....ben diverso invece è il discorso su quello che l'organizzazione di un evento non dovrebbe permettere.
Detto questo non sono nè un buon samaritano nè ho tutta questa invidia nei confronti di chi si sciroppa una corsa dietro l'altra ma posso essere libero di pensare che chi lo fa prendendo farmaci in via preventiva per me non è un fior di atleta e spero bene che chiunque legga quello che viene scritto su questo forum abbia un minimo di sale in zucca per capire che prendere antinfiammatori prima e dopo una gara per poter partecipare ad un altra la settimana dopo non è poi così saggio poi ripeto ognuno faccia ciò che vuole prima o poi il conto lo si paga

Re: Medicine in gara

Inviato: 05/01/2011, 16:54
da Rundiamo62
Giancarla ha scritto: ...mi sono trovata alle prese con una contrattura al polpaccio, un gran male, muscolo irrigidito e roba da non riuscire quasi a reggere il peso sulla gamba. Cura di vitperatissime pastiglie ed iniezioni. Il giovedì sono andata a fare una corsetta di paese, 6 km, credevo di star meglio invece ho risvegliato il guaio e sono arrivata ultima, zoppicante e staccatissima da tutti gli altri (non certo per l'orgoglio della corsa, ma per il fatto che alla macchina dovevo pur tornare in qualche modo). Il sabato mattina partiva il trail , oltre 100 km per 5.000 e rotti m di dislivello. Ovviamente c'ero, zoppa...
Se avessi ascoltato il buonsenso ed i saggi consigli, quel giorno avrei dovuto restare a casa a mangiarmi le unghie. Il lunedì stavo bene, il dolore è via via passato, non ho avuto conseguenze permanenti. Quindi?

Continuo a non capire quest'ottuso terrorismo. Non stiamo parlando di morfina, di coca o chissà quali droghe. Stiamo parlando di farmaci di libera vendita al banco, oppure di farmaci con prescrizione medica per cui il dottore si limita sempre solo a dirmi: "Non esagerare"
La mia nettissima impressione è sempre che, dietro a questo accanimento contro i supposti aiuti chimici, ci siano sempre due cose: una buona dose di presunzione per cui qualcuno si sente sempre migliore di altri ed in diritto di giudicare gli altri del bene e del male, ed un'altrettanto buona dose di invidia malvagia che a qualcuno fa dire "Sì quello lì ce l'ha fatta, ma è stato solo grazie all'infiltrazione nel ginocchio". Non me la spiego altrimenti, tanta acredine; di sicuro non me la spiego con motivi di preoccupazione per la salute altrui. Ai buoni samaritani credo poco. Di solito, a pensar male si fa peccato ma purtroppo non si sbaglia...
Scusami Giancarla se mi intrometto in questa tua interpretazione dei fatti.

Non ti conosco personalmente e quindi quello che ne ricavo è solo frutto di quello che leggo sul forum.

Ti conosco invece come figura si spicco del forum e ti rispetto in quanto hai un curriculum sportivo da far paura...Al tuo confronto le mie esperienze (sportive) fanno ridere, ma veniamo al dunque.

Ho letto con interesse questo post e nella quotazione l'ho leggermente snellito per non riproporlo tutto.
Personalmente non condivido niente di quello che scrivi e credimi non sono ne saggio, ne un presuntuoso ne un invidioso malvagio.

Sono spesso vittima di infortuni (anche adesso che sto scrivendo ho un maledetto stiramento recidivo al polpaccio) e nel tempo ho imparato che la miglior cura è "non curarsi" non solo inteso come assunzione di farmaci o di pratiche fisioterapiche ma anche inteso come "non preoccuparsi, non curarsene".

Ho imparato con il tempo che il non potermi allenare e perdere qualche gara, non pregiudica la mia vita di tutti i giorni. So perfettamente che avrò altre occasioni, so perfettamente che posso ricorrere ad altri mezzi allenanti non solo per non perdere del tutto la forma, ma anche per avere la buona dose quotidiana di endorfine. ;) (che droghe meravigliose le endorfine...)

Tu affermi che non ci sono conseguenze permanenti ma non credo proprio sia così.
L'uso massiccio di medicinali anche se non te ne accorgi nel breve periodo, lascia sempre degli strascichi,
impercettibili certo, ma che lavorano come le gocce d'acqua sulla roccia: ti scalfiscono a poco a poco.

Tu dici che con uno stiramento al polpaccio a furia di iniezioni e pasticche sei riuscita a partecipare ad un supertrail di 100km ecc. ecc.

Io non sono un buon samaritano e non mi preoccupo della tua salute, (sei libera di fare quello che credi)
ma ti chiedo: ne è valsa la pena? Ti senti una persona migliore solo perchè sei riuscita a partecipare a quel trail di 100 km?

Io a volte mi sento una persona migliore quando riesco a rinunciare a qualcosa.

Ho imparato che lo spirito del trail si può mantenere vivo anche organizzando ristori abusivi nei TA degli amici, oppure partendo insieme a loro anche se so benissimo che non correrò, ma li attendo all'arrivo e poi si va a sparare bischerate al pasta party.

Questa ricerca spasmodica della prestazione ad ogni costo mi sembra fine a se stessa: è come il cacciatore che mette una tacca in più sul calcio del suo fucile, magari senza neanche mangiare la preda dopo...

E credimi, nessuna invidia malvagia non mi pongo il problema di dire "quello li ce l'ha fatta grazie all'infiltrazione", piuttosto mi viene da dire "quello li ce l'ha fatta nonostante, l'infiltrazione.

Un saluto, Daniele

Re: Medicine in gara

Inviato: 05/01/2011, 17:21
da Giancarla
Rundiamo62 ha scritto:
Io non sono un buon samaritano e non mi preoccupo della tua salute, (sei libera di fare quello che credi)
ma ti chiedo: ne è valsa la pena? Ti senti una persona migliore solo perchè sei riuscita a partecipare a quel trail di 100 km?

Io a volte mi sento una persona migliore quando riesco a rinunciare a qualcosa.

Ho imparato che lo spirito del trail si può mantenere vivo anche organizzando ristori abusivi nei TA degli amici, oppure partendo insieme a loro anche se so benissimo che non correrò, ma li attendo all'arrivo e poi si va a sparare bischerate al pasta party.
Ecco, messa nei tuoi termini la discussione mi piace già di più, dal momento che non sputi sentenze, ma poni domande, alle quali rispondo volentieri. Credo che sia una questione di priorità. Ciascuno, nella vita, si fissa le proprie. Io sarò fatta un po' alla mia maniera, tutto sommato non credo migliore né peggiore di altri, e più o meno da quando ho coscienza di me stessa ho fatto dello sport la mia personale ragione di vita. Attenzione, dello sport e delle esperienze che con esso vivo, NON dei risultati, perché, se vai a cercare, nel curriculum che mi attribuisci, i tempi ed i piazzamenti, buonanotte ai suonatori... :lol: Per aver partecipato a quel trail, non è che mi senta migliore, ma quel giorno ho vissuto qualcosa di splendido: questo, sì, per me è importantissimo e vale più di qualsiasi altra cosa. Anche più della salute, perché non ci tengo a risparmiare le forze per trovarmi arzilla a 90 anni, quando non potrò più far niente: preferisco approfittarne ora e fare tutto quel che posso, finché posso... Io non sono socievole, non amo la compagnia né la bisboccia, non ho tra i miei valori quello dell'amicizia, quindi il tipo di Spirito Trail che tu citi nell'esempio a me, molto schiettamente, non direbbe nulla. Con questo non dico che ho ragione io ed hai torto tu o viceversa, dico semplicemente che ci sono punti di vista diversi e che, proprio per questo, bisognerebbe vivere e lasciar vivere. Quindi ben vengano sia le manifestazioni goliardiche come l'Arrancabirra, per chi apprezza il genere, sia quelle come il Tor o il vituperatissimo Adamello, peggio ancora.
Rundiamo62 ha scritto:Questa ricerca spasmodica della prestazione ad ogni costo mi sembra fine a se stessa: è come il cacciatore che mette una tacca in più sul calcio del suo fucile, magari senza neanche mangiare la preda dopo...

E credimi, nessuna invidia malvagia non mi pongo il problema di dire "quello li ce l'ha fatta grazie all'infiltrazione", piuttosto mi viene da dire "quello li ce l'ha fatta nonostante, l'infiltrazione.

Un saluto, Daniele
Per te è fine a se stessa, per me è tutto, anche lì torniamo al discorso di prima: questione di priorità. Per qualcuno conta il tempo in maratona, per qualcun altro divertirsi in compagnia, per me poter dire a me stessa "Ho fatto il giro della Val d'Aosta non stop" e potermi imbambolare ogni tanto con lo sguardo perso nel vuoto, a ripercorrere nella memoria quelle immagini e quelle fatiche. Credo siano tutti punti di vista ugualmente degni. A me farebbe orrore andarmi ad arrampicare su una cascata di ghiaccio, ma c'è chi lo fa e ne è felice, nonostante l'innegabile rischio. E che diritto ho io di andarlo a criticare o fargli la morale? Insomma, il mondo sarebbe molto migliore se ciascuno si occupasse più dei casi propri... :D

Re: Medicine in gara

Inviato: 05/01/2011, 18:19
da Rundiamo62
Giancarla ha scritto: Io non sono socievole, non amo la compagnia né la bisboccia, non ho tra i miei valori quello dell'amicizia, quindi il tipo di Spirito Trail che tu citi nell'esempio a me, molto schiettamente, non direbbe nulla.
Il tuo post Giancarla mi ha fatto riflettere.
Tu dici che fra i tuoi valori non c'è quello dell'amicizia.

Io non ci credo.

Perdonami , io penso invece che tu abbia un bisogno di amicizia molto più grande di quanto tu creda.
Altrimenti perchè ti "affaticheresti" a scrivere post così lunghi?
Sembrano un po la metafora della tua vita sportiva: sempre alla ricerca dell'infinito, sempre più lontano.

E siccome hai affermato che le domande ti piacciono, te ne faccio una io:
se l'amicizia per te non rappresenta un valore, come mai condividi gran parte della tua vita (visto che lo sport è la tua vita) in questo forum?

P.S.
Se pensi che stia indirizzando la discussione troppo sul personale e preferisci gli MP dimmelo.

Re: Medicine in gara

Inviato: 05/01/2011, 18:50
da Giancarla
Rundiamo62 ha scritto: Il tuo post Giancarla mi ha fatto riflettere.
Tu dici che fra i tuoi valori non c'è quello dell'amicizia.

Io non ci credo.

Perdonami , io penso invece che tu abbia un bisogno di amicizia molto più grande di quanto tu creda.
Altrimenti perchè ti "affaticheresti" a scrivere post così lunghi?
Sembrano un po la metafora della tua vita sportiva: sempre alla ricerca dell'infinito, sempre più lontano.

E siccome hai affermato che le domande ti piacciono, te ne faccio una io:
se l'amicizia per te non rappresenta un valore, come mai condividi gran parte della tua vita (visto che lo sport è la tua vita) in questo forum?

P.S.
Se pensi che stia indirizzando la discussione troppo sul personale e preferisci gli MP dimmelo.
No no, nessun problema, ci mancherebbe; spero solo, con questo argomento, di non andare troppo fuori tema. Se così è, se il nostro dialogo non è di interesse generale, vorrà dire che ce lo faranno notare e proseguiremo in MP.

In realtà non mi "affatico" a scrivere, perché è una delle cose che, da quando ho imparato a tenere una penna in mano, mi è sempre riuscita meglio; trovo molto più ostico esprimermi a voce che non per iscritto. Credimi, se tu cronometrassi il tempo che io impiego a scrivere i miei "lunghi" post, ne rimarresti stupito... Un tempo avrei avuto fortuna come dattilografa! :lol:

In realtà, condivido gran parte della mia vita su questo e su innumerevoli altri forum nonché Facebook e cose varie, per due ottime ragioni: perché sono una miniera di informazioni su gare, percorsi, esperienze, consigli... E perché non presuppongono il contatto umano. Per il resto, io credo che della parola "amicizia", se la si intende nel senso più profondo del termine, la maggior parte di chi la usa ne faccia in realtà un abuso. Per me, in una gara o un viaggio o un semplice allenamento, conta prima di tutto quello che voglio fare; poi, mi piace la compagnia quando capita, ma sono abbastanza "sofistica", dev'essere una compagnia che si adatta in tutto e per tutto ai miei ritmi ed alle mie paturnie. Spesso partecipo a gite o ad allenamenti in compagnia, ma alla fine ciascuno a casa propria e tanti saluti; se il resto della compagnia si riunisce per una pizza o una serata, ormai sanno che, se non mi chiedono di aggregarmi, mi fanno più piacere perché mi evitano l'imbarazzo di rifiutare. E non è certo snobismo o disprezzo da parte mia, ci mancherebbe altro; è solo che sto bene da sola, punto. Anche con i legami affettivi o quelli familiari: se c'è bisogno di me, di certo non mi tiro indietro, anzi, faccio ben volentieri tutto quel che posso, ma, in caso contrario, preferisco starmene da sola. Anche qui, c'è senz'altro qualcuno che si lancia in voli di fantasia su chissà quali diagnosi di traumi infantili, problemi psichiatrici, depressione ecc.; facciano pure... Ultimo ma non meno importante, faccio un mestiere che presuppone anche troppo contatto con altri esseri umani, spesso bellicoso e difficile da gestire. Quindi, fuori dall'ufficio, la solitudine è agognata ed apprezzata. Solitudine e silenzio, due cose di cui sento pesantemente la mancanza quando non ne posso godere... Capisco, invidio ed ammiro i grandi protagonisti delle grandi traversate solitarie...

Re: Medicine in gara

Inviato: 05/01/2011, 20:48
da Luciano
Immenso OT, ma quando ci vuole, ci vuole.
Condividere con amici o persone care un'emozione, rende la stessa più bella ed il ricordo comune ne ingigantisce i pregi.
Nessuno è così ricco da fare a meno dell'amicizia...nessuno è più povero di chi è solo...
Punti di vista, è vero, forse chi non ha amici neanche se ne accorge della mestizia della solitudine...ma chi ne ha assaporato il calore, il confronto, il cazzeggio ed il sorriso, sa che l'amicizia è uno dei beni più preziosi ed irrinunciabili...