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Re: Campionato del Mondo Ultra Skymarathon 2012

Inviato: 17/05/2012, 16:47
da fabiomen
fabiomen ha scritto:Antonio, come al solito io mi trovo assolutamente in linea con tutti i tuoi ragionamenti.

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Detto questo, Antonio, io ti dico qual è la mia impressione. Come hai giustamente detto tu, al vertice di tutto c’è il CIO. In realtà bisognerebbe spiegare al vertice di cosa altrimenti, in modo corretto, poi qualcuno scrive che tutte queste sigle stufano e che poco interessano a chi ama semplicemente correre in natura. Io direi che il CIO inteso come vertice, potrebbe essere considerato tale se si ambisce ad avere eventi di portata internazionale (Campionati del mondo, Coppa del Mondo, Campionati Europei ecc.) al pari di altri sport, anche meno seguiti del trail running. Questo ovviamente non è obbligatorio ma io non vedo come possa interferire con la passione di tutti noi amatori dilettanti. Io penso che sarebbe bello avere dei Campionati del Mondo di Trail Running, non solo di Ultra Trail, e di poter ammirare i più forti specialisti del momento.

Ma chi è che può rivolgersi al CIO? Al momento io vedo unicamente tre entità. Sono la IAAF, la IAU e la ISF.

Per funzionare, lo schema non deve contemplare la parola associazione. Come in tutti gli sport, esiste solo ed esclusivamente un filo logico che è: CIO – FEDERAZIONI INTERNAZIONALI – COMITATI OLIMPICI NAZIONALI - FEDERAZIONI NAZIONALI

Seguendo questo schema, dei tre soggetti citati, in vantaggio su tutti, c’è la IAAF che già dispone di FEDERAZIONI NAZIONALI di Atletica Leggera in quasi tutti i paesi del Mondo. Ammesso e concesso che si voglia fare rientrare il trail running nell’atletica leggere, e anche questo potrebbe essere un ulteriore elemento di discussione. Quello che dovrebbe fare la IAAF, se ne avesse l’intenzione o se qualcuno fosse autorevole da proporlo, sarebbe: 1) organizzare una tavola rotonda con tutte le Federazioni Nazionali di Atletica Leggera 2) far riconoscere a tutte quelle che non l’hanno ancora fatto il trail running come disciplina 3) tornare dal CIO con dei numeri e con un bel progetto e far riconoscere a quest’ultimo la disciplina del Trail Running.

Per gli altri due soggetti, IAU e ISF, vedo invece le seguenti problematiche e vantaggi:

IAU: 1) si occupa solo del settore delle ultra distanze e quindi ne rimarrebbe fuori il trail running 2) se all’estero la situazione è come quella italiana, i primi referenti sono delle associazioni (IUTA) e non delle Federazioni, se non in seconda battuta. Il vantaggio della IAU è quello di essere già riconosciuta dalla IAAF e di avere già organizzato degli eventi mondiali da quest’ultima riconosciuti.

ISF: stesso discorso come per la IAU, ovvero che a livello nazionale gli interlocutori sono delle associazioni e non delle federazioni. Il vantaggio della ISF è che può avere, stando alle ultime notizie, è il sostegno di gran parte degli atleti di vertice della disciplina. Altro vantaggio è che la ISF sta entrando nell’ambito delle distanze più lunghe rispetto alle sue tradizioni.

Chi per primo di questi tre soggetti avrà l’interesse a strutturare un progetto di respiro internazionale, non nazionale, e avrà la capacità di interagire con il vertice, vincerà la partita del trail running.

Prima di questo momento sarà normale vedere svariati campionati, sia nazionali che internazionali e mondiali, e la loro legittimazione, secondo me, non sarà data dalla sigla che li organizza, ma dal valore degli atleti impegnati.
E’ da ieri che ho riletto attentamente quanto avevo scritto a proposito di un ipotetico futuro o soluzione ideale per il trail running.

Mi rendo conto solo adesso, alla luce dei primi riscontri che sono trapelati dall’incontro svoltosi tra alcuni atleti a La Palma, in occasione della Transvulcania, che io ho fatto l’errore di ragionare per stereotipi, per consuetudine e con una logica troppo legata a uno schema predefinito.
In realtà esisteva già da prima un’altra strada e sembra che qualcuno più lungimirante di me l’abbia seguita.

Bastava una semplice idea, forse troppo semplice tanto da non essere presa in considerazione, perlomeno nelle mie ipotesi di ragionamento. Mi viene da dire, il classico uovo di Colombo.

Solo con il senno del poi mi rendo conto che la mia convinzione nell’immaginare sempre e comunque gli atleti al centro di tutto, in questo specifico caso non ha trovato riscontro.

Ero partito appunto da uno schema predefinito, proprio di altre discipline sportive, forse ormai vecchio e superato. Non avevo neanche contemplato l’ipotetica possibilità che una disciplina come il trail running, anomala sotto molti punti di vista, in primis per l’approccio con gli elementi naturali e della simbiosi dei suoi attori principali con essi, avrebbe anche potuto uscire da questi schemi predefiniti.

Se il mio ragionamento avesse realmente posto gli atleti al centro di tutti ci sarebbe stata un’unica strada possibile, quella che è stata perseguita a La Palma.

CHIEDERE A UNA BUONA RAPPRESENTATIVA DI ATLETI INTERNAZIONALI, DI DIVERSE CLASSI DI ETA’ E PROTAGONISTI DI QUESTA DISCIPLINA, COME LORO AVREBBERO VOLUTO IMMAGINARE IL PROPRIO FUTURO, E’ REALMENTE L’UOVO DI COLOMBO.

CHIEDERE AGLI STESSI ATLETI DI CONTRIBUIRE ATTIVAMENTE A CREARSI IL PROPRIO FUTURO, VA ADDIRITTURA OLTRE.

Ecco, in sostanza per me questo significa realmente mettere gli atleti al centro di tutto, non solo a parole ma nella sostanza dei fatti.

Di La Palma, tra le tante, mi porterò sempre con me le immagini del record del Mondo di 100 metri in discesa. Decine di campioni di diversa nazionalità che giocano come dei bambini sulle ripide pendici di sabbia nera. Scherzano, ridono e comunicano tra di loro con un linguaggio ormai globale. Molti di loro, tra tre giorni parteciperanno a un’altra gara prestigiosa, la Zegama-Aizkorri, ma questo non sembra impensierirli più di tanto. In quel momento per loro non ci può essere evento sportivo che possa valere di più di quello che stanno vivendo e condividendo. Sono quasi tutti ormai abbastanza famosi ma rimangono nel loro essere eterni bambini, proprio come molti di noi. Continueranno a frequentarsi a distanza sui social network costruendo nel tempo solide amicizie. Saranno loro a disegnare il futuro del trail running a livello internazionale per il solo e semplice fatto che sarà il loro futuro.

Nulla per loro sarà deciso da dei burocrati, come posso essere io, o da delle sigle insignificanti e marginali. Il loro futuro, e quello del trail running sarà costituito da tutte le volte che riusciranno nuovamente a correre insieme, magari su altre pendici, a margine di una competizione in giro per il Mondo.

Possiamo chiamarlo ritorno alle origini o riscoperta dei sentimenti, tutti concetti che qualcuno di noi vorrebbe ritrovare anche nella società moderna fatta di eccessi, di consumismo, di burocrazia e spesso e volentieri di apparenza.. a me piace chiamarlo il nuovo che avanza, anzi, il nuovo che si impossessa della sua libertà.

Re: Campionato del Mondo Ultra Skymarathon 2012

Inviato: 28/05/2012, 20:07
da claudio cunegatti
qui: http://soundcloud.com/gotrail/interview-with-lauri-van l'intervista audio della rivista Go Trail a Lauri Van Houten il giorno successivo al seminario dia Las Palmas.

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